Turchia. Missione a Istanbul di Sinistra Italiana: “quella di Erdogan è una Turchia incompatibile con la UE”

Turchia. Missione a Istanbul di Sinistra Italiana: “quella di Erdogan è una Turchia incompatibile con la UE”

“Abbiamo voluto presentare un report al ritorno del nostro viaggio in Turchia come parlamentari di Sinistra Italiana, la prima delegazione parlamentare di un Paese europeo all’indomani del tentato golpe e della repressione del governo. La situazione che emerge è drammatica, il Paese sta scivolando verso la dittatura. I numeri degli arresti sono impressionanti, i calcoli del repulisti che vengono fatti parlano di oltre 400mila persone di qui alla fine di agosto, tra apparati dello Stato, insegnanti, militari e giornalisti. La cosa che balza all’occhio ad Istanbul sono le caserme sigillate dagli autocompattatori e dai pullman, i militari sono chiusi lì”. Lo afferma Arturo Scotto capogruppo dei deputati di Sinistra Italiana che insieme al vicepresidente della commissione esteri Erasmo Palazzotto e Franco Bordo è appena rientrato da una missione in Turchia. Alla conferenza stampa a Montecitorio hanno partecipato Elisa Marincola di Articolo 21 e rappresentanti della Fnsi impegnati in un campagna a difesa dei diritti dei giornalisti turchi, pesantemente colpiti dalla repressione. “Abbiamo incontrato – prosegue Scotto – rappresentanti del sindacato dei lavoratori metalmeccanici con cui abbiamo costruito l’ipotesi di una proposta di un Primo Maggio europeo ad Istanbul, laddove è più difficile e più complicato sia organizzare sindacalmente i lavoratori sia contemporaneamente far rispettare i loro diritti. Anche i sindacalisti in questo momento sono l’oggetto del desiderio della repressione governativa”.

“Abbiamo incontrato – prosegue Scotto – le associazioni dei diritti umani e i loro avvocati, da quelli di Amnesty ai legali di importanti figure politiche da anni in carcere, di militanti della causa curda a partire da quelli di Ocalan, di cui non si hanno più notizie da tempo, e a cui da 5 anni i legali non possono mettersi in contatto. E’ questo un tema che vogliamo mettere all’attenzione dell’opinione pubblica internazionale, perché crediamo che sia giusto che Ocalan abbia un processo equo e che ci sia un’attenzione particolare verso il rispetto dei diritti umani fondamentali. Sbloccare il processo di pace con le forze curde è fondamentale e decisivo. Il terzo incontro, estremamente rilevante, si è svolto con la leadership dell’Hdp. Abbiamo incontrato una delegazione del partito che oggi rappresenta forse l’unica opposizione politica e parlamentare al regime di Erdogan. Abbiamo incontrato il leader dell’Hdp Demirtas. Con loro abbiamo stabilito un accordo di gemellaggio: i deputati e le deputate di Sinistra Italiana faranno una sponsorship rispetto a ciascun parlamentare dell’Hdp. Ciascun deputato seguirà un singolo dossier rispetto alla vicenda politica, giudiziaria del corrispondente parlamentare Hdp. Vorrei ricordare che uno dei punti su cui sta facendo leva Erdogan è l’eliminazione dell’immunità parlamentare per i deputati. In Paesi dove la democrazia è ancora un obiettivo da raggiungere l’immunità parlamentare è ancora fondamentale per evitare che chi dissente rispetto al potere dominante lo possa fare in Parlamento liberamente senza essere arrestato”.

“Abbiamo condiviso con Demirtas – dice ancora Scotto – che è fondamentale evitare che la Turchia scivoli verso un regime repressivo, è fondamentale che questo avvenga attraverso alcune scelte nette: da un lato la difesa del processo democratico in quel Paese e quindi evitare che passino leggi di modifica costituzionale che producono uno sfondamento ulteriore sul terreno presidenzialista. E’ fondamentale che in Turchia possano continuare a vivere quelle voci critiche sindacali, politiche e di associazioni che rischiano di essere schiacciate dalla stretta di Erdogan: dall’inizio della stretta repressiva i parlamentari dell’Hdp hanno ricevuto diverse notifiche da parte della magistratura, dopo il repulisti governativo, per comparire davanti ai tribunali, con rischi molto concreti per la loro incolumità. La Turchia è fondamentale nell’asse geopolitico europeo, di fronte quello che è accaduto nelle ultime settimane sarebbe ed è necessario una risposta più forte della Ue. Dal nostro punto di vista l’accordo tra Ue e Turchia sui rifugiati è sempre stato sbagliato perché non si può fare un accordo con un Paese che non rispetta i diritti umani. Oggi ancor più quell’intesa va sospesa e va iniziato un altro ragionamento: in primo luogo sospendere la vendita di armi a Istanbul e chiarire il rapporto tra Europa e Turchia. Oggi – conclude Sinistra Italiana – la Turchia di Erdogan è incompatibile con i diritti dell’Ue”.

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