Sisma. Le vittime sono 279, i feriti ospedalizzati 388. Domani lutto nazionale e i funerali ad Ascoli delle vittime marchigiane con Mattarella, Grasso e Boldrini

Sisma. Le vittime sono 279, i feriti ospedalizzati 388. Domani lutto nazionale e i funerali ad Ascoli delle vittime marchigiane con Mattarella, Grasso e Boldrini

 Neppure il tempo di avere un dato ufficiale sul numero di vittime e subito questo dato è da correggere, purtroppo in aumento. Secondo notizie ufficiose, non ancora quindi confermate dal Dipartimento dela Protezione civile, i morti in seguito al Terremoto sono ora 279, uno in più rispetto al dato ufficiale. La vittima è stata recuperata tra le macerie di una casa ad Amatrice ed ora si deve procedere alla sua identificazione. 219 sono le vittime nell’area di Amatrice, 11 in quella di Accumoli e 49 in quelle di Arquata e Pescara del Tronto. I feriti in ospedale sono invece 388, mentre continuano le ricerche dei soccorritori nel Reatino che, nonostante le speranze di trovare ancora in vita persone sotto le macerie siano sempre più sottili, quasi nulle, continuano a scavare. Non ci sono più dispersi, invece, nell’area marchigiana, come riferito dai vigili del fuoco. La terra, intanto, non smette di tremare: 1.059 le scosse da mercoledì, e questa mattina, alle 6,36, se ne è registrata una di forte intensità, di magnitudo 4.8, che ha seriamente danneggiato un ponte stradale – il ponte Tre Occhi – considerato strategico per far affluire le squadre di soccorso nella zona di Amatrice, al punto da costringere le autorità a chiuderlo al transito. Altre strade sono state chiuse per massi pericolanti e frane. I ricercatori del Cnr e dell’Ingv, attraverso dati satellitari, sono riusciti a evidenziare un abbassamento del suolo a forma di cucchiaio, fino a 20 cm, nell’area di Accumoli, e la Commissione Grandi Rischi ha parlato di “possibili sismi a ridosso della faglia di Amatrice”. La Difesa ha rafforzato la squadra di uomini e donne delle Forze armate nelle aree colpite dal sisma e e ora, in totale, sono 1.250 i militari impegnati negli aiuti.

Giornata di lutto nazionale sabato. Funerali delle vittime marchigiane ad Ascoli Piceno

Lo Stato si stringe attorno alle vittime del terremoto. Sarà lutto nazionale domani, con le bandiere a mezz’asta sugli edifici pubblici dell’intero territorio italiano, in occasione dei funerali di Stato per i morti delle Marche. Le esequie, che si svolgeranno ad Ascoli Piceno alle 11.30 alla presenza del capo dello Stato, Sergio Mattarella, del premier Matteo Renzi, e dei presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, saranno celebrate dal vescovo monsignor Giovanni D’Ercole nella palestra adiacente all’ospedale ‘Mazzoni’, Il territorio marchigiano conta in tutto 49 vittime, un bilancio che oggi si è chiuso con l’annuncio della Protezione civile. Sergio Mattarella è rientrato a Roma da Palermo già martedì, appena appresa la notizia del sisma. Ha quindi seguito da vicino la situazione del Centro Italia, in contatto con palazzo Chigi e la protezione civile. Domani, prima dei funerali, sarà in visita nelle zone del Lazio più colpite. Il capo dello Stato ha infatti espresso “la volontà” di vedere con i suoi stessi occhi Amatrice e Accumoli, i due centri del reatino che contano oltre 200 morti, con frazioni e borghi praticamente rasi al suolo. Mattarella raggiungerà le due città in elicottero, incontrerà i sindaci, Sergio Pirozzi e Stefano Petrucci, e con loro dovrebbe percorrere le strade di entrambi i paesi, ridotti in un cumulo di macerie. Anche il presidente Grasso, dopo le esequie ad Ascoli Piceno, visiterà Amatrice e Accumoli. Altrettanto farà la presidente della Camera, Laura Boldrini. Presente, inoltre, una delegazione parlamentare di Sinistra Italiana composta dal capogruppo Arturo Scotto, dalla deputata marchigiana Lara Ricciatti e da Alfredo D’Attorre dell’esecutivo nazionale. I morti laziali di Amatrice e Accumoli, invece, saranno onorati martedì prossimo, alle 18, in un giardino all’aperto nel paesino del reatino “senza le salme”, per una questione di spazio, ha annunciato il Domenico Pompili, vescovo di Rieti. “Questo – ha spiegato – sarà un modo per rielaborare il lutto”. Martedì sarà presente anche il premier Matteo Renzi.

Riunione a Palazzo Chigi col premier e i governatori di Lazio, Marche e Abruzzo

“È stata una riunione molto utile e operativa. È emersa la piena condivisione sulle strategie da attuare da questo momento in poi, che si basa sull’emergenza di ricostruire per ridare un futuro alle comunita’ colpite. C’è stata una fase di immediata emergenza la notte dopo il 24 e ora la fase della prospettiva per il futuro con alcuni pilastri molto chiari. I paesi distrutti o lesionati saranno ricostruiti e vogliamo preservare le identità storiche”, ha detto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, al termine di una riunione a palazzo Chigi con i governatori delle altre Regioni, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti e il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio. “Metteremo in campo tutte quelle azioni utili per farlo – ha aggiunto Zingaretti – Puntare, anche se in tempi strettissimi, sulla riapertura delle scuole in tempo con l’anno scolastico è un atto non solo simbolico ma concreto dell’indirizzo che vogliamo prendere all’insegna della difesa del territorio”.

La ministra Giannini: “una task force per avvio regolare anno scolastico”

“Al via task force Miur per avvio regolare anno scolastico”: così la ministra dell’Istruzione Stefania Giannini in un post su Facebook. “Ha detto bene ieri il nostro Presidente del Consiglio. Queste sono ancora le ore delle lacrime e dei primi interventi. Ma dalle istituzioni ci si aspetta che arrivino anche risposte e soluzioni a medio e lungo termine. Abbiamo centinaia di bambini e ragazzi nei comuni più colpiti dal sisma. Alcuni di loro, purtroppo, hanno perso la vita. Ed esprimo tutta la mia vicinanza alle madri e ai padri che non potranno riabbracciare i loro figli. Il dolore più grande che si possa provare nella vita”, scrive la ministra. Ma – prosegue – “a chi è sopravvissuto a questa tragedia dobbiamo dare subito i segnali della speranza e della fiducia che si può ritornare alla normalità” e il “primo segnale sarà proprio l’avvio regolare dell’anno scolastico”. “Stiamo lavorando in queste ore – ha spiegato Giannini – perché in tutti paesi colpiti dal sisma tutti i bambini possano riprendere la scuola puntualmente e in condizioni di regolarità. Per questo, all’inizio della prossima settimana sarà attivata al Miur una task force per sostenere i nostri docenti e i dirigenti scolastici”. Ché “nessuno deve restare solo. Ai ragazzi e alle loro famiglie dico che stiamo lavorando in collaborazione con Regioni ed Enti locali perché tutti possano riprendere le lezioni”; per “garantire una scuola a chi non l’ha più. E per agevolare e velocizzare le verifiche sulla sicurezza degli edifici. Abbiamo 3 milioni di euro nel nostro bilancio che metteremo a disposizione degli Enti locali per le verifiche sulle strutture e altri 20 milioni per gli interventi di adeguamento antisismico”. “Lavoreremo in contatto costante con la Presidenza del Consiglio e la Protezione civile”, ha aggiunto la ministra, concludendo: “Perché il primo motore della ripresa non potranno che essere le istituzioni scolastiche”.

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