Rio 2016, l’Italia festeggia le 200 medaglie d’oro. Trionfi nel judo e nella scherma con Basile e Garozzo e poi anche gli argenti

Rio 2016, l’Italia festeggia le 200 medaglie d’oro. Trionfi nel judo e nella scherma con Basile e Garozzo e poi anche gli argenti

 

Che giornata! Due medaglie d’oro, due d’argento e una di bronzo. Gli atleti azzurri a Rio hanno ottenuto uno straordinario bottino. Si aspettava la 200° medaglia d’oro olimpica. Ed è arrivata, poco dopo le 22,30, grazie a un ragazzo di neppure ventidue anni, Fabio Basile che, nel torneo di judo (categoria 66 kg) ha impiegato poco più di un minuto per sconfiggere il coreano Baul An. Lo ha battuto con un ippon, la più classica mossa dello judo: insomma una schienata”, una sorta di ko, se ci si consente la libertà lessicale. E prima di liquidare il coreano, Basile aveva battuto in sequenza altri quattro avversari, tre con ippon e uno ai punti. Una superiorità schiacciante.

E pochi minuti dopo è arrivata un’altra medaglia d’oro, vinta dal ventiquattrenne fiorettista di Acireale Daniele Garozzo, che ha piegato in finale per 15-11 lo statunitense Massialas, più quotato del nostro schermitore, e che un paio d’ore prima aveva fatto disperare il clan azzurro, quando aveva battuto per 15-14 l’altro italiano Avola, rimontando la bellezza di sette stoccate. Una incredibile rimonta del genere la si è temuta anche in questa finale, perché l’americano, in svantaggio per 7-14, era risalito fino a 11-14. Poi la stoccata decisiva ha consegnato la vittoria al nostro rappresentante.

Ma i successi non si limitano a queste medaglie d’oro. Di grande prestigio anche la medaglia d’argento di Odette Giuffrida, sconfitta di un niente nella finale della categoria 52 kg dalla kossovara Kelmendi.

E che dire delle tuffatrici Tania Cagnotto e Francesca Dallapè, medaglia d’argento nel sincro da tre metri? Assolutamente imbattibili le cinesi, le due azzurre hanno prevalso su australiane, canadesi, malesi, nettamente distanziate. Per la Cagnotto una bella rivincita dopo le delusioni di Londra, quando perse due medaglie di bronzo per pochi centesimi di punto.

E infine, bravissima Elisa Longo Borghini, medaglia di bronzo nella prova di ciclismo su strada. Al termine di una corsa molto dura e selettiva, si sono presentate in quattro a disputarsi in volata le medaglie. Ha prevalso l’olandese Van der Breggen sulla svedese Johansson. E terza la campionessa azzurra.

Ora, nel medagliere, l’Italia è salita addirittura al secondo posto, dietro l’Australia. Ma stiamo coi piedi per terra. Giornate così floride non saranno frequenti.

La medaglia d’oro che ci si poteva aspettare oggi era quella di Jessica Rossi, ma questa volta la campionessa olimpica in carica di tiro a volo (trap) non ha saputo riptere l’explot di Londra.

Si sapeva che non era in gran forma, ma è comunque spiaciuto vedere una tiratrice come Jessica terminare all’ultimo posto nella finale a sei. 5 piattelli su 15 sbagliati nell’ultima serie: davvero troppo per una campionessa come lei.

Straordinariamente bene invece i due rappresentanti maschili, Fabbrizi e Pellielo, che hanno concluso le eliminatorie al primo e al terzo posto. Fabbrizi addirittura perfetto: 75 piattelli su 75. Nessun errore. Domani la finale: è lecito aspettarsi qualche medaglia.

Buone notizie dalle prove a squadre. Le tre ragazze del tiro con l’arco si sono arrese di misura in semifinale alla Russia (5-3). Poi, nella finale per il terzo posto, contro Taipei, Lucilla Boari, Claudia Mandia e Guendalina Sartori hanno perso di misura la medaglia di bronzo (5-3), ottenendo comunque un onorevole quarto posto.

Ottima la prestazione della squadra di pallavolo maschile, che ha travolto (3-0) una delle squadre più forti del mondo, cioè la Francia, che aveva battuto gli azzurri (3-2) pochissime settimane fa. Dopo il bel successo dei pallanuotisti sulla Spagna, questa vittoria nella pallavolo autorizza speranze podio.

Meno bene invece nel beach volley, ove la più  forte coppia azzurra (Nicolai-Lupo) ha ceduto inaspettatamente a una coppia messicana (2-1).

Deludente la giornata in piscina. Una sola atleta, la ranista Castiglioni, ha (faticosamente) raggiunto le semifinali nei 100 metri. Fuori nei 200 gli stileliberisti Belotti e D’Arrigo, fuori l’altra ranista Carrara, la Mizzau e la Carli nei 400 s.l., il dorsista Sabbioni, il ranista Toniato. E fuori dalla finale – ed è il risultato più amaro – anche la staffetta veloce maschile, il quartetto di Magnini e del campione europeo Dotto. Gli azzurri hanno ottenuto il nono tempo: davvero una imprevista debacle. Insomma, una giornataccia.

Grossi guai per le competizioni remiere. Il forte vento, che già aveva disturbato le imbarcazioni nella prima giornata, oggi è aumentato d’intensità, investendo il bacino di gara e costringendo gli organizzatori a sospendere tutte le competizioni. Verranno recuperate? Quando? Il calendario è già parecchio ingolfato. Problema di difficile soluzione.

Alex Schwazer è a Rio. In queste ore viene ascoltato dal Tribunale Arbitrale dello Sport, al quale ha fatto ricorso contro la sospensione che gli è stata decretata dopo la complessa e discussissima vicenda del controllo antidoping del 1°gennaio. Alex è fiducioso. Se il ricorso venisse accolto, potrebbe gareggiare fra tre giorni nella marcia su 20 chilometri.

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