Rio 2016. Argento nel beach volley per Lupo-Nicolai. Bolt vince i 200 con un “normale” 19,78. Oggi altre chance per l’Italia del volley e della pallanuoto femminile

Rio 2016. Argento nel beach volley per Lupo-Nicolai. Bolt vince i 200 con un “normale” 19,78. Oggi altre chance per l’Italia del volley e della pallanuoto femminile

Sulla sabbia fradicia di Copacabana è sfumata la nona medaglia d’oro dell’Italia. Una finale equilibratissima, giocata sotto una pioggia battente, è stata vinta dal Brasile. La torcida brasiliana, che aveva pianto ventiquattro ore prima per la sconfitta nella finale femminile (ad opera delle tedesche), ha ripreso fiato. Il Brasile si è aggiudicato la medaglia d’oro. Daniele Lupo e Paolo Nicolai hanno perso in due set contro Bruno Oscar Schmidt e Alison Cerutti: 21-19, 21-17. Grande equilibrio, come si diceva. E, come in tutte le partite equilibrate, ci sono sempre i punti lungamente contesi, i piccoli errori, le contestazioni, le recriminazioni: sono i momenti cruciali che rompono l’equilibrio. Se ne può discutere all’infinito. Si può discutere all’infinito sull’errore italiano sul 19-19 nel primo set; o su altre giocate. Non serve granché. Anche i vincitori hanno avuto i loro passaggi a vuoto, i loro errori. Alla fine i conti tornano. Ha vinto la coppia più forte, non per nulla sono i campioni del mondo. Hanno vinto per la prestazione superlativa del piccolo (si fa per dire: 1,85) Oscar Schmidt, che con la sua vivacità tattica e la sua agilità ha supplito anche ad alcuni appannamenti del gigantesco partner. L’Italia si tenga cara questa medaglia d’argento. Va bene così. Hanno vinto i migliori.

E avevano vinto migliori anche nella semifinale del torneo di pallanuoto maschile, nel pomeriggio. E stavolta con assai poco equilibrio. Dopo un tempo e mezzo la Serbia era in vantaggio per 6-0. Azzurri tramortiti. A quel punto i serbi sono parsi paghi, l’Italia si è un po’ ripresa ed è finita 10-8. La superiorità serba è stata netta: in aggressività, acume tattico, velocità di gioco. Disputeremo la finale per il terzo posto col Montenegro. L’abbiamo già battuto nelle eliminatorie (6-5). Una medaglia di bronzo è possibile. Per l’oro si rinnoverà il duello balcanico Serbia-Croazia, accesissimo su tutti i campi di gara. La Serbia ha eliminato la Croazia nei quarti del torneo di basket. I croati vogliono la rivincita in piscina.

Usain Bolt ha illuminato la notte brasiliana con una delle sue lampeggianti volate. Ma il suo successo sui 200 metri, non ha avuto l’esplosività dei suoi anni migliori. Ha vinto con un facile, ma normale 19”78. Gli avversari più vicini, il canadese De Grasse e il francese Lemaitre (un velocista bianco tornato ad alto livello), erano a tre-quattro metri. Il divario fra il giamaicano e il resto del pianeta resta enorme, anche se Usain è in parabola discendente. Con la vittoria sui 200 metri, Bolt ha ottenuto la sua ottava medaglia d’oro in tre Olimpiadi: la nona arriverà dalla staffetta, che non si vede proprio come il quartetto giamaicano possa perdere.

Un po’ di gloria anche per l’atletica italiana: nel salto in alto. E’ questa la specialità che avrebbe avuto in Gianmarco Tamberi il probabile protagonista, se il nostro campione non si fosse rotto un piede proprio nel giorno in cui stabiliva a Montecarlo la miglior prestazione mondiale dell’anno: 2,40. Con quella misura avrebbe vinto la medaglia d’oro (ragionamento puramente teorico, naturalmente). Privi di Tamberi, abbiamo però due ottime saltatrici, Alessia Trost e Desirée Rossit: entrambe, ieri, si sono qualificate per la finale, superando il limite di 1,94. E’ una quota elevata, ma non è più severa come un tempo. Oggi a giocarsi la vittoria saranno in quattordici. Tante, e alcune di queste più abituate ai due metri delle nostre due ragazze.

 La medaglia d’argento di Lupo e Nicolai è stata l’unica a ravvivare il medagliere italiano, da qualche giorno in sonno. Le cose potrebbero cambiare oggi, con la doppia sfida Italia-Stati Uniti. Alle 19 (sempre ora italiana) il sestetto della pallavolo, fin qui assolutamente encomiabile, affronta gli Stati Uniti: li abbiamo già battuti (3-1) nel girone eliminatorio. E’ troppo chiedere una replica? La squadra italiana è forte in tutti i settori, ha le sue punte nel martello di Zaytsev, in capitan Birarelli e nel promettentissimo Giannelli, un ventenne che ci garantisce il futuro. Se si vince, domani, alle 22,50, c’è la finalissima, contro il Brasile (già sconfitto per 3-0) o contro la Russia.

E alle 20,30 si gioca per la medaglia d’oro della pallanuoto femminile. Ancora di fronte Italia e Stati Uniti. Le carte sono buone. Sin qui il setterosa ha svolto impeccabilmente il suo compito. Ancora un passo, il più importante, e il team della capitana Di Mario farà l’en plein. Se ieri all’Italia è andata due volte buca, perché non pensare ad una compensazione oggi? Battere due volte gli States sarebbe una grossa impresa. Sono forti, ma forse non irresistibili come hanno dimostrato e stanno dimostrando nel nuoto e nell’atletica leggera.

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