Renzi. Miserie di un presidente. Sfregia Ventotene attaccando i diritti dei lavoratori. Martini (Cgil): la contrattazione nazionale non si tocca. Entrerà nella storia solo la visita alla tomba di Spinelli

Renzi. Miserie di un presidente. Sfregia Ventotene attaccando i diritti dei lavoratori. Martini (Cgil): la contrattazione nazionale non si tocca. Entrerà nella storia solo la visita alla tomba di Spinelli

Come quei prestigiatori che dalle tasche tirano fuori di tutto, di più, dai fazzoletti ai piccioni, Renzi, Merkel,Hollande nella cena a bordo della portaerei Garibaldi hanno  risolto tutti i problemi dell’Europa. A cena, perché dalla conferenza stampa tenuta dai tre leader nessuno dei giornalisti presenti si era accorto che, con un colpo di bacchetta, erano scomparse tutte le preoccupazioni sul futuro dell’Eurozona e di quei paesi che aderivano alla Ue senza utilizzare l’euro. In particolare per l’Italia sarebbe andata bene anche sulla flessibilità, l’ossigeno per la nostra economia, alla ricerca di una decina di miliardi che la Commissione Ue dovrebbe accordarci. La Merkel non avrebbe detto né sì né no, ricordando solo che la flessibilità è prevista per legge e lì si è fermata lasciando intendere che l’Italia quella opportunità l’aveva già utilizzata grazie alla riforma del mercato del lavoro con il Jobs  act.

Il premier: Contrattazione nelle aziende in cambio di flessibilità dalla Ue per coprire il deficit

Renzi ha preso la palla al balzo ed agli scriba fedeli ha fatto sapere che subito verrà fatta una nuova riforma del mercato del lavoro, una legge che sposta la contrattazione a livello delle aziende, non più  la centralità della contrattazione nazionale. Un grande favore alle grandi imprese e le briciole, forse neppure quelle, per i lavoratori che perderebbero tutti quei diritti che il contratto nazionale assicura in cambio di una detassazione di eventuali incrementi salariali. La reazione della Cgil è stata immediata. Il segretario confederale Franco Martini, che segue il settore della contrattazione, sottolinea che le parole pronunciate da Renzi “non sono una novità, come non è una novità che non ascolti le parti sociali.  Dà per scontato che quello che lui pensa sia il pensiero di tutti. Parla a nome suo e di qualche altro, ben noto, forse. Perché il confronto sulla contrattazione è aperto su tutti i tavoli. L’impianto su cui si discute prevede la centralità della contrattazione nazionale come nelle proposte messe a punto da Cgil, Cisl, Uil.

Contratti: si  fa strada la proposta Cgil, Cisl, Uil. Accordo con  Confapi. Aperti 5 tavoli di confronto 

Abbiamo aperto cinque tavoli di trattativa, con Confapi abbiamo già firmato l’accordo. Siamo in fase avanzata di trattativa con le organizzazioni degli artigiani, le Cooperative, la Confederazione dei professionisti, la Confesercenti, ci siamo scambiati i testi delle rispettive proposte con Confcommercio. Da Confindustria attendiamo ancora una risposta. La realtà è che stiamo raccogliendo ampie disponibilità. È anche la dimostrazione – prosegue Martini – che la proposta unitaria dei sindacati sa costruire convergenze, smentendo l’idea secondo cui l’indisponibilità della Confindustria, in particolare Federmeccanica, segnerebbe la negatività della proposta sindacale bollata come vecchia”. La realtà è ben altra ed è grave che il presidente del Consiglio,  ministri, viceministri e sottosegretari scimmiottino Confindustria che si esibisce in un grande spot per Renzi al meeting di Comunione e Liberazione inviando poi il conto, lo smantellamento della contrattazione nazionale.

L’80% del mondo del lavoro non ha contrattazione aziendale. Il 95% delle  imprese ha meno di dieci dipendenti

Ricorda Martini a Renzi e ai bocconiani che compongono il suo staff economico che “l’80% del mondo del lavoro non ha contrattazione aziendale stante le dimensioni delle imprese. È inimmaginabile depotenziare la cornice nazionale perché si rischia di condannare milioni di lavoratori a bassi salari. Non è così che si affronta il problema della produttività perché la ripresa si aggancia solo se aumentiamo il valore aggiunto dei beni e dei servizi prodotti”.  “Il sindacato si occupa da sempre di produttività”, elemento presente “in tutti gli accordi integrativi”. Ma la produttività in Italia non dipende solo dall’organizzazione del lavoro, ma piuttosto da “una burocrazia elefantiaca”, così come dalla “mancanza di investimenti in infrastrutture e in innovazione”. Ai bocconiani, a viceministri e sottosegretari che si occupano di economia ricordiamo che in Italia il 95% delle imprese ha un massimo di dieci dipendenti con un fatturato di due milioni di euro. Addirittura Renzi, per accelerare i tempi, pensa ad una legge sulla contrattazione aziendale e di  presentare alla Commissione Ue una nuova“riforma”sulla base della quale, così come è avvenuto per il Jobs act, ottenere quei dieci miliardi di flessibilità che sono necessari per far quadrare i conti.

La Repubblica annuncia: “Ecco la Ue del dopo Brexit”. Ma dove l’ha vista?

Allora Ventotene bye bye, solo una sceneggiata. Ma Repubblica ci dà il sensazionale annuncio: “Ecco la Ue del dopo Brexit”. Andiamo a leggere e si scopre che  quella Ue di cui parla a tutta pagina il quotidiano di Largo  Fochetti non esiste, che quei consigli dati da Scalfari nella telefonata con Renzi Matteo sono rimasti sulla carta. L’unica cosa certa è che l’Europa c’è anche dopo Brexit e che è necessaria una maggiore collaborazione fra gli Stati. L’unica cosa certa, l’ha detto Roberto Sommella al  Tg3 della notte e lo ha scritto su Huffingtonpost, “sono quegli otto   minuti e 59 secondi che entreranno nella storia. È la durata della visita lampo sul suolo del cimitero di Ventotene del trio che prova a governare l’Europa.Sviando i cronisti di mezzo mondo e in un ampio tratto di mare sotto controllo, Matteo Renzi, Angela Merkel e Francois Hollande hanno reso omaggio alla tomba di Altiero Spinelli, uno dei firmatari del Manifesto di Ventotene e che su quest’isola fu confinato dal nazifascismo, compiendo un gesto che vale molto più delle parole offerte ai giornalisti in conferenza stampa. Mai come oggi – prosegue Sommella –  l’Europa ha bisogno di gesti concreti, di immagini, di esempi da seguire, e i tre leader prima di fronte alla lapide di uno dei padri dell’Europa di oggi e poi affacciati dal poggio che ospita il piccolo sacrario, hanno mostrato, almeno nell’iconografia, di crederci ancora nell’Unione”.

Il malato Europa tanto  grave che si deve ricorrere al “Manifesto di Ventotene”

Verrebbe da dire che il malato, l’Europa appunto, è talmente grave che si deve ricorrere al “Manifesto di Ventotene”, con l’immagine della Merkel che rende omaggio alla tomba di chi il nazismo di Hitler e il fascismo di Mussolini combatte con tutte le sue forze. Una  visita tardiva, ma pur sempre un segnale positivo in una Europa che affonda  e,  di nuovo, circolano nelle strade e nelle piazze simboli nazisti e fascisti. Renzi è ovviamente il più soddisfatto dell’esito del vertice, quasi avesse acchiappato la luna. Gonfia il petto. Ha solo ululato alla luna. Miserie di un presidente.

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