Olimpiadi di Rio, per gli Azzurri prima giornata tinta d’argento e bronzo

Olimpiadi di Rio, per gli Azzurri prima giornata tinta d’argento e bronzo

Una medaglia d’argento, con Rossella Fiamingo nella spada, e una di bronzo, con Gabriele Detti nei 400 stile libero, costituiscono il non disprezzabile bottino italiano della prima giornata di gare alle Olimpiadi di Rio de Janeiro.

Ma non nascondiamoci una certa delusione per l’esito complessivo, perché proprio nella prima giornata, l’Italia si giocava alcune delle sue carte migliori.

Nel ciclismo, c’era molta attesa per Vincenzo Nibali. Attesa giustificata. Su un percorso durissimo, il messinese ha fatto corsa di testa, ha fatto selezione, si è portato dietro, dopo l’ultimo attacco in salita, solo un colombiano, Henao, e un polacco, Majka. Ma nella discesa finale, condotta a ritmi da brivido, Nibali è caduto e con lui il colombiano. Si era a dieci chilometri dall’arrivo. Il terzetto quasi certamente sarebbe arrivato a disputarsi le medaglie allo sprint: prova ne sia che il polacco Majka, pur rimasto da solo, ha resistito agli inseguitori fino a poco più di un chilometro dall’arrivo, quando sono sopravvenuti il belga Van Avermath e il danese Fuglsang e questi tre si sono giocati la vittoria allo sprint. E ha vinto il belga. Il sesto posto di Fabio Aru non lenisce la delusione.

Per Niboli l’amaro bilancio è una doppia frattura alla clavicola.

Rossella Fiamingo ci ha fatto sperare fino all’ultimo. Arrivata in finale con una splendida sequenza di vittorie, la venticinquenne campionessa mondiale si è trovata di fronte l’ungherese Szasz, forte spadista che peraltro la nostra rappresentante aveva quasi sempre sconfitto. E così sembrava anche ieri sera. Poi sull’11-7, cioè a un passo dalla vittoria, l’italiana si è arenata: l’ungherese l’ha rimontata e ha vinto 15-13.

Un ottimo risultato, in ogni caso, ma la medaglia d’oro era veramente alla sua portata. Che la Fiamingo abbia subito un eccesso di tensione nervosa per gli sms del premier Matteo Renzi?

Splendida in piscina la prova del ventunenne Gabriele Detti: ha nuotato sui suoi tempi e nella finale ha ceduto solo a una coppia in questo momento al di fuori della sua portata, l’australiano Horton e il cinese Sun Yang. Detti, fresco campione europeo della distanza, ritroverà questi due campioni nella prova dei 1500, dove sarà in acqua anche il nostro numero uno, Gregorio Paltrinieri.

Di più ci si aspettava dalla squadra di tiro con l’arco: campioni olimpionici uscenti, gli italiani sono stati travolti per 6-0 dai cinesi nei quarti di finale. E di più ci si aspettava anche da Petra Zublasing nella gara di  tiro a segno con carabina da 10 metri, specialità nella quale l’italiana è campionessa del mondo in carica. Una giornataccia: Petra è finita al trentatreesimo posto, mentre l’oro, il primo di queste Olimpiadi, è andato all’americana Trasher.

Per il resto qualche luce e qualche ombra. Ottima la squadra di pallanuoto maschile, che ha rimontato e battuto 9-8 la forte Spagna. Dignitosa la prestazione della staffetta 4×100 stile libero femminile. Ha stabilito in batteria il nuovo record italiano: in finale non si è ripetuta, giungendo sesta; ma anche se avesse fatto lo stesso tempo della mattinata, avrebbe al massimo guadagnato un posto. Trascinatrice del quartetto naturalmente Federica Pellegrini.

Molto bene nel canottaggio, dove i primi tre armi scesi in acqua hanno conquistato l’accesso in semifinale: il due di coppia (terzo in batteria), il due senza (secondo) e soprattutto il quattro senza pesi leggeri, che ha dominato la propria batteria.

Nel pugilato, una vittoria (Tommasone nei 60 kg) e una sconfitta (Cappai nei 49).

Subito fuori i due judoka Valentina Moscatt ed Elios Manzi. Vittoriosi nel beach volley maschile le due coppie azzurre. E così anche Sara Errani e Andreas Seppi nel primom turno del torneo di tennis. Al di sotto elle aspettative la squadra di pallavolo femminile: troppo pesante lo 0-3 contro la Serbia.

Per la seconda giornata, si punta soprattutto su Tanja Cagnotto e sui fiorettisti. La tuffatrice è impegnata nela prova sincro da tre metri, in coppia con la solita Dallapè. Ci si gioca una medaglia. E una medaglia se la giocano anche Cassarà e Avola nel fioretto maschile: torneo apertissimo, non c’è un dominatore, quindi gloria possibile per tutti. Qualche speranza anche per Elisa Longo Borghini nella prova di ciclismo femminile, anche se il percorso è forse troppo duro per le azzurre. Fiducia anche la staffetta 4×100 stile libero maschile: USA e Australia sono forse fuori portata, ma per un posto sul podio, Dotto, Magnini, Orsi e Leonardi sono attrezzati.

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