Olimpiadi. Si accende la fiaccola. Schwazer, ancora un controllo negativo. Donati: se potrà gareggiare saranno dolori per tutti

Olimpiadi. Si accende la fiaccola. Schwazer, ancora un controllo negativo. Donati: se potrà gareggiare saranno dolori per tutti

E’ stato reso noto l’esito dell’ultimo controllo effettuato a sorpresa (cioè senza preavviso) sul marciatore altoatesino il 22 giugno scorso. L’esito è risultato negativo, come negativi erano risultati i diciannove test effettuati, sempre a sorpresa, negli ultimi mesi. Tutti meno uno, quello del 1° gennaio, che rilevò nel campione di urina prelevato una modestissima presenza di testosterone. Quel controllo rappresenta una delle pagine più torbide e misteriose del mondo dello sport: perché la provetta arrivò al laboratorio di Colonia non anonima, come prevede il protocollo, ma con l’indicazione del paese di provenienza, Racines, in Alto Adige; perché la provetta viaggiò due giorni prima di arrivare a Colonia, in quanto il laboratorio era chiuso per le festività: quindi chiunque avrebbe potuto manipolarla; perché in un primo tempo il test era risultato negativo: la positività è emersa da un secondo controllo (anche qui siamo fuori prassi). Tutta questa vicenda è stata eccellentemente riassunta in un docufilm di 21 minuti realizzato dal giornalista Attilio Bolzoni di Repubblica. Una losca trama che mette in evidenza quanto sia detestato negli ambienti ufficiali della IAAF (federazione internazionale di atletica leggera) il professor Sandro Donati, allenatore del campione altoatesino e noto per la sua vigorosa battaglia contro il doping.

Il marciatore ha sempre proclamato la sua innocenza

Schwazer ha sempre proclamato con forza la sua innocenza: si ritiene vittima di una manovra che punta a liquidarlo per sempre dalla marcia e a colpire soprattutto il suo mentore Donati. Purtroppo, la IAAF, il WADA (agenzia mondiale antidoping) e il TAS (tribunale arbitrale dello sport) non hanno avuto modo e tempo di ascoltare in una audizione in Europa le controdeduzione del marciatore e del suo avvocato Thomas Tiefenbrunner. Le Olimpiadi cominciano e solo lunedì prossimo, 8 agosto, il TAS ascolterà Schwazer e il suo legale. Schwazer, campione olimpionico a Pechino nel 2008, non demorde. Partirà per Rio il giorno 6, col suo allenatore e col suo avvocato. E non dispera che, anche sulla base dell’esito dell’ultimo controllo, il provvedimento di sospensione possa essere quanto meno congelato, consentendogli di partecipare sia alla 20 chilometri (gara nella quale ha buone, ma non ottime chances) il 12 agosto, sia alla 50 chilometri (19 agosto), nella quale è il favorito.

Dalla squadra azzurra mai una parola di solidarietà,perlomeno umana

Sorprende e spiace che da parte della squadra azzurra – e non solo quella di atletica – non sia mai giunta all’altoatesino alcuna parola non dico assolutoria, ma almeno di solidarietà umana. Al contrario: ancor prima che esplodesse il nuovo caso di doping, un muro di manifesta ostilità si era levato nei suoi confronti, come se i quattro anni di squalifica, scontati (il massimo della pena) non fossero stati sufficienti e l’errore di una volta fosse una condanna a vita. Una nuova udienza in calendario“Se Alex potrà gareggiare, saranno dolori per tutti” dice Sandro Donati. Soprattutto per l’australiano Tallent, medaglia d’oro a Londra, che si è mostrato particolarmente vivace nella campagna di ostracismo verso Schwazer. Quel Tallent per il quale – vale la pena di ricordarlo – un importante giudice internazionale aveva telefonato a Donati, chiedendogli esplicitamente di lasciarlo vincere nella gara di Coppa del Mondo che il 9 maggio scorso segnò il ritorno alle competizioni del marciatore azzurro. Una “raccomandazione” caduta nel vuoto, perché Schwazer vinse quella gara in un tempo strepitoso (3.39’) staccando Tallent di 3.36”. Ora aspettiamo l’Udienza del Tas .

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