Giulio Regeni tradito dal capo del sindacato degli ambulanti

Giulio Regeni tradito dal capo del sindacato degli ambulanti

Giulio Regeni fu tradito dal capo del Sindacato ambulanti del Cairo? E’ questa la nuova pista, che si sovrappone alle molte precedenti, in parte fornendo qualche spunto di chiarezza, ma in parte intorbidando ulteriormente la giù intricata vicenda. E’ l’agenzia Reuters a rivelare questa traccia, sulla base di confidenze di due fonti interne ai servizi di sicurezza egiziani. In sintesi, Mohamed Abdallah – questo il nome del sindacalista degli ambulanti – avrebbe denunciato Regeni, in seguito a forti contrasti che avrebbe avuto col giovane ricercatore italiano. Abdallah risulterebbe essere, se non un informatore abituale della polizia, almeno un abituale interlocutore, nonché frequentatore non sporadico della sede dei servizi. Non è una novità assoluta: già in marzo questo rapporto “confidenziale” era emerso, senza però che si scorgessero elementi direttamente collegati al rapimento e alla morte di Giulio. Ora, anche sulla base dell’analisi dei tabulati, si delineano meglio la fisionomia e il ruolo di Abdallah, figura non cristallina, che il giovane italiano aveva contattato e frequentato in quanto quello degli ambulanti del Cairo era l’oggetto principale della sua ricerca. Ma restano i dubbi. Il primo deriva dalla modestia della causa che avrebbe indotto Abdallah a “vendere” Regeni: l’acquisto di un cellulare, qualche biglietto aereo. Insomma non siamo sul piano dei trenta denari, ma poco ci manca. Ma lascia soprattutto perplessi che i servizi segreti egiziani abbiano avuto bisogno di Abdallah per scoprire chi era Regeni e di cosa si occupava. Regeni fu individuato, pedinato e controllato fin dal suo sbarco al Cairo. Cosa di tanto importante può aver rivelato il confidente Abdallah alla polizia per provocarne il sequestro, la tortura e la morte? E’ un interrogativo enorme, che al momento non trova risposta. Non si può escludere che la relativa freddezza con la quale l’Inghilterra, il paese dalle cui università Regeni era partito con la missione della ricerca, derivi anche dalla conoscenza che a Londra si aveva di questi rapporti che Giulio aveva con personaggi di dubbia affidabilità: che si tema cioè l’italiano si sia fatto invischiare in una oscura manovra, della quale non riusciva più a venire a capo. Peraltro, la nuova ambasciatrice londinese a Roma, Jill Morris, in una recente intervista, si è impegnata, a nome del nuovo governo britannico a intervenire presso le autorità accademiche di per ottenere quella collaborazione alla soluzione del caso che sino ad oggi è mancata.

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