Femminicidi. Due donne uccise dai propri compagni, in Brianza e a Seriate, Bergamo

Femminicidi. Due donne uccise dai propri compagni, in Brianza e a Seriate, Bergamo

Ancora una volta due donne nell’occhio del mirino. Storie diverse, uguale malaugurata sorte. È accaduto in Brianza, dove l’unico colpevole per la morte della 64enne originaria della Sicilia, Carmela Aparo, è il suo ex convivente, il pregiudicato Attilio Berlingeri, 56 anni, il quale, non accettando la fine della loro relazione, l’avrebbe ferita con un’accetta, per sua stessa ammissione, e uccisa a morte a colpi di pistola all’altezza del torace. L’uomo, originario di Rosarno, in provincia di Reggio Calabria, e conosciuto dagli inquirenti come vicino al clan calabrese degli “Zingari”, ha alle spalle condanne per traffico di droga e violenze, oltre ad essere stato denunciato dalla donna nel 2015 per lesioni. È stato colto dalle forze dell’ordine in flagranza di reato in un parcheggio a Seregno, in provincia di Monza, con l’accusa di omicidio volontario aggravato e possesso illegale di armi.

Catturato e arrestato soltanto due ore più tardi a Cinisello Balsamo, grazie al coordinamento dei carabinieri di Seregno, Monza, Desio e Cinisello Balsamo, ha confessato spontaneamente di aver sparato alla sua ex con una revolver Smith and Wesson e di aver usato persino un’accetta, oggetti che sono stati trovati nell’auto di sua proprietà. Ora si trova nel carcere di Monza in attesa di essere interrogato dagli agenti, coordinati dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Monza, Alessandro Pepé. La donna è arrivata in ospedale in condizioni gravissime, tra la vita e la morte, ed è deceduta dopo un’ora di massaggio cardiaco per uno shock emorragico.

Dalle indagini degli inquirenti è emerso che l’uomo in passato è stato in cura per problemi psichiatrici presso il Cps dell’ospedale di Seregno, elemento del quale tenere conto, ricostruendo di pari passo anche le fasi della travagliata relazione dei due, conviventi dagli anni ’80 quando entrambi si erano stabiliti in Brianza, per arrivare a fare luce sulle dinamiche del terribile gesto.

Anche nel caso dell’omicidio di Gianna Del Gaudio, l’insegnante in pensione di 63 anni trovata morta a Seriate, Bergamo, con un taglio alla gola, a essere coinvolto come unico sospettato sembra essere il marito, Antonio Tizzani, ex capostazione di 68 anni. Al momento l’uomo è a piede libero sotto la difesa dell’avvocato Giovanna Agnelli, in attesa anche dell’autopsia sul corpo della Del Gaudio e dell’ascolto dei testimoni per la ricostruzione delle dinamiche. Secondo quanto affermato da Tizzani al momento dell’interrogatorio, un uomo incappucciato si sarebbe introdotto nella loro villetta di Seriate e prima di fuggire avrebbe accoltellato la moglie. Ma la sua versione dei fatti non convince e, per giunta, non corrisponde a quanto affermato da un testimone che avrebbe visto la donna aggirarsi per strada e parlare al cellulare per più di tre ore, dalle 8 alle 11 del mattino, in maniera sospetta e agitata. La sera, secondo le testimonianze di uno dei figli della coppia e della moglie, sarebbe trascorsa al contrario tranquillamente, con una cena di famiglia nella villetta fino alle ore 23.30. Dopodiché il buio e il mattino seguente la notizia della morte della donna, ancora tutta da chiarire.

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