Federconsumatori. Clausole di salvaguardia da abolire. Effetti disastrosi: +842 euro annui a famiglia

Federconsumatori. Clausole di salvaguardia da abolire. Effetti disastrosi: +842 euro annui a famiglia

Torna alla ribalta ed in maniera prepotente la questione delle clausole di salvaguardia. Ne abbiamo chiesto, da sempre, l’abolizione, ma tale richiesta continua a scontrarsi con la realtà. Una realtà fatta di rinvii, senza che siano state individuate le coperture necessarie all’eliminazione definitiva di tali clausole per il 2017 e per il 2018. Le rassicurazioni ed i generici impegni del Governo sono ben poca cosa, i cittadini hanno bisogno di fatti concreti.

Secondo quanto calcolato dall’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, le clausole previste dalla passata Legge di Stabilità avrebbero effetti disastrosi sull’intera economia.

Clausole di salvaguardia attive post DDL di stabilità 2016                        2016      2017    2018      2019

Incremento aliquota IVA dal 10% al 13% dal 2017 (art. 3, c. 2, lett. a)       0         6.957     6.957     6.957

Incremento aliquota IVA dal 22% al 24% dal 2017 (art. 3, c. 2, lett. b)       0         8.176     8.176     8.176

Incremento aliquota IVA dal 24% al 25% dal 2018 (art. 3, c. 2, lett. b)       0                0      4.088    4.088

Incremento accise sui carburanti dal 2018 (art. 3, c. 2, lett. c)                                   350         350

Totale aumenti dell’IVA e delle accise                                                                      0         15.133   19.571   19.571

Tra ricadute dirette (vale a dire l’aumento dei prezzi) ed indirette (dovute all’effetto moltiplicatore che l’aumento dei costi di produzione e di trasporto produrrebbe sull’intero sistema dei prezzi, incrementando quindi anche quelli dei beni primarie con IVA al 4%), ogni famiglia a regime si troverebbe a fare i conti con un aggravio di ben +842 Euro annui.

Un aggravio che le famiglie e l’intero Paese non si possono permettere. Le conseguenze sarebbero insostenibili, soprattutto in un momento delicato e difficile come quello che l’Italia sta attraversando, ancora alle prese con un andamento incerto e tentennante dell’economia. Se il Governo non sarà in grado di scongiurarlo, tale aggravio comporterebbe una ulteriore contrazione della domanda interna, già oggi molto debole, con ripercussioni sul sistema produttivo e sull’occupazione, aggravando i dati già drammatici soprattutto per quella giovanile ora interamente pesantemente a carico del welfare familiare.

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