Consiglio dei ministri. Lutto nazionale in concomitanza con i funerali, primi 50 milioni per l’emergenza, progetto “Casa Italia”. Ma Renzi non risponde a molti interrogativi

Consiglio dei ministri. Lutto nazionale in concomitanza con i funerali, primi 50 milioni per l’emergenza, progetto “Casa Italia”. Ma Renzi non risponde a molti interrogativi

Il premier Matteo Renzi, in apertura del Consiglio dei ministri ha annunciato che, in concomitanza con i funerali delle vittime del terremoto del centro Italia, sarà proclamato il lutto nazionale. Lo rende noto Palazzo Chigi. Il Cdm, si legge in una nota, “ha manifestato dolore per le vittime del terremoto che il 24 agosto ha sconvolto molte aree dell’Italia centrale nelle Regioni Lazio, Marche, Abruzzo e Umbria, espresso profonda solidarietà alle famiglie così duramente colpite nei loro affetti e formulato sentito apprezzamento per il lavoro di tutte le realtà impegnate nelle complesse operazioni di soccorso: la Protezione civile nazionale, i Vigili del fuoco, le forze armate, le forze dell’ordine e i Volontari che stanno collaborando”.

Le prime misure per l’emergenza

Cinquanta milioni per l’emergenza e blocco delle tasse. Comincia ‘la maratona’ di Matteo Renzi per rimettere in piedi Amatrice e gli altri comuni coinvolti dal terremoto di ieri notte. Il premier è di fronte ai giornalisti, a palazzo Chigi, e passa in rassegna tutte le sensazioni provate dopo la tragica scossa che ha messo in ginocchio il centro Italia. Prima il “dolore” per interi paesi che non ci sono più e che hanno inghiottito troppe vittime (perché “prima di essere politici siamo essere umani”), poi “il fortissimo orgoglio” per come l’Italia ha reagito. Anche lui ha visto le immagini che arrivano dai luoghi colpiti e raccontano disperazione e miracoli e ammette di aver trattenuto a stento le lacrime di fronte al video del salvataggio di una bambina che abbraccia il vigile del fuoco, salvata per “la sua bravura e la bravura di Leo, cane della polizia di Stato”.

Renzi: “La ricostruzione è una priorità per l’Italia”, e s’inventa “Casa Italia”

Sono 215 gli estratti vivi, “è il bilancio più alto nella storia dei terremoti”, sottolinea. Adesso, però, la priorità “è fare presto” e mettersi subito in moto perché gli sfollati non passino l’inverno in tenda, ma non è questo il momento “per lanciarsi in sfide e promesse”. Occorre, sottolinea Renzi “il passo del maratoneta”. L’orizzonte è quello del giorno dopo giorno e verrà deciso insieme ai sindaci. Non ci sono uomini soli al comando in questi casi, è il ragionamento del premier che lancia il progetto ‘casa Italia’ per la ricostruzione. Un piano “serio”, che “coinvolga tutti”. “L’Italia, tutta assieme, senza divisioni politiche – è l’inciso – può fare un salto di qualità con un progetto che non sia limitato alla gestione dell’emergenza”. La ricostruzione, sottolinea Renzi, è “una priorità per l’Italia, non per Amatrice. Abbiamo il dovere morale che quelle comunità rimangano comunità. Lo dobbiamo alla storia di quei borghi che devono avere un futuro”. I soldi – ribadisce il premier – “ci sono”, vanno spesi “bene” e “velocemente” (“a L’Aquila per 5 anni c’è stato un blocco”), senza episodi “non soltanto di corruzione” ma “di sciacallaggio” perché “sciacalli” sono “il corrotto e il corruttore che ruba i soldi messi per la ricostruzione”. In questo senso, spiega, potrà essere applicato anche ‘il modello Anac’. Anche sulla prevenzione, poi, è necessario cambiare rotta. “La scommessa” è che diventi “patrimonio condiviso” e per farlo, spiega Renzi, non basta “un decreto legge” ma serve “qualcosa di concertato”.

Il premier dimentica di varare un piano “Scuola Italia” dopo il crollo della scuola di Amatrice. Il durissimo j’accuse di Antonietta Centofanti, presidente del Comitato aquilano vittime Casa dello studente

In concreto, cosa vuol dire Matteo Renzi, al di là dello slogan di “Casa Italia” e della metafora del maratoneta? Riuscirà a sbloccare i fondi per la prevenzione, bloccati da una insana e stolta regola del fiscal compact? E perché non ha detto nulla sul complesso scolastico di Amatrice, inaugurato nel 2012, e progettato secondo le norme antisismiche, e che invece si è sbriciolato? Perché non ha risposto alle domande che gli hanno rivolto dal Comitato vittime Casa dello studente dell’Aquila? In una durissima nota, infatti, Antonietta Centofanti, del Comitato abruzzese scrive: “Qualcuno – afferma Centofanti – dovrà spiegare perché, una volta seppelliti i morti. Il dolore e la disperazione continueranno a lungo. Ma deve sopraggiungere anche la rabbia, perché se questa ennesima tragedia si fosse verificata il 24 settembre alle ore 9,00, anziché il 24 agosto, ore 3,36 noi avremmo perso diverse generazioni di ragazzi. I bambini di San Giuliano di Puglia, i ragazzi e le ragazze della Casa dello Studente e del Convitto Nazionale sono morti, e ancora una volta invano”. E prosegue, elencando i fatti, con una puntualità da cronista: “Oggi ci commuoviamo davanti ai piccoli corpi estratti dalle macerie, ma non ci indigniamo per ciò che avrebbe potuto accadere in un giorno di settembre dentro quella vergognosa costruzione, la Scuola ‘Romolo Capranica’. Giovedì 13 settembre 2012 fu inaugurato a tempo di record il plesso scolastico ‘Romolo Capranica’ che avrebbe ospitato gli alunni di materne, elementari e medie. C’erano tutti – ricorda la responsabile del Comitato aquilano -: il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, l’assessore regionale Sentinelli, i consiglieri regionali Cicchetti e Nobili, i nipoti di Romolo Capranica (amatriciano caduto nella prima guerra mondiale), il dirigente scolastico prof.ssa Bussi, i progettisti insieme all’impresa Consorzio Stabile Valori, il parroco don Savino D’Amelio. I lavori di ristrutturazione per un importo di 511.297 euro della Regione Lazio (di cui 106.000 mila da parte del Comune), furono realizzati dall’Impresa Consorzio Stabile Valori di Roma. Da aggiungere, inoltre, i duecentomila euro di contributi erogati dalla Provincia di Rieti tramite la Regione Lazio dopo il terremoto del 2009 dell’Aquila. Mercoledì 24 agosto 2016, Amatrice, la scuola alle 3,36 si polverizza. E’ troppo – si chiede infine Antonietta Centofanti – chiedere nome e cognome dei tecnici artefici di questo esito, nome e cognome di chi, a livello istituzionale, ha omesso i controlli e chiedere ai media di aprire una finestra su questo vergognoso e immorale episodio?”. In realtà, i media hanno aperto più di una finestra sul plesso scolastico di Amatrice. Chi non ha voluto, o potuto, rispondere è il premier.

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