Braccio di ferro in Campidoglio sull’ex Fiera di Roma. Cambio di destinazione d’uso per l’area, si dei 5 Stelle, no del Pd e delle destre, astenuto Fassina

Braccio di ferro in Campidoglio sull’ex Fiera di Roma. Cambio di destinazione d’uso per l’area, si dei 5 Stelle, no del Pd e delle destre, astenuto Fassina
È iniziato in Campidoglio il match tra maggioranza ed opposizione sui principali temi all’ordine del giorno dell’Assemblea di Roma Capitale. Tra questi, fibrillazioni sull’ex Fiera di Roma, sulla stabilizzazione dei precari delle scuole comunali e sulle Olimpiadi. Ma lo scontro, questa volta, non vede coinvolte solo le forze politiche, ma anche quelle economiche, con la Camera di Commercio di Roma che, per la prima volta, minaccia addirittura di uscire dalle cosiddette partecipate. Un colpo durissimo per l’Amministrazione appena eletta. Nodo del contendere e probabilmente pretesto per una levata di scudi, la delibera approvata in Aula Giulio Cesare sulla ex Fiera di Roma. Al momento del voto, compatta la maggioranza pentastellata con 25 favorevoli, altrettanto compatte le opposizioni, 12 contrari, con la sola eccezione del consigliere di Sinistra Italiana, Stefano Fassina che ha deciso di smarcarsi e di astenersi. 
Berdini (Urbanistica): ridotto da 20 a 12 milioni di euro il contributo del Comune per la riqualificazione
Con la delibera si approva, come ha spiegato nel corso della giornata l’assessore all’Urbanistica di Roma Paolo Berdini “la riqualificazione dell’area dell’Ex Fiera di Roma su una volumetria di 44.360 mq: si riduce quindi la cubatura poiché si passa dai 67 mila mq precedenti ai 44 mila e rotti attuali”. Contestualmente però, ha spiegato ancora l’assessore “si riduce anche l’investimento necessario per riqualificare l’area, perché la volumetria su cui si va ad intervenire è minore e si riduce anche il contributo che deve sostenere il Comune di Roma che passa dai 20 milioni di euro circa a circa 12 milioni di euro”. Come detto la delibera non ha trovato in aula il sostegno delle opposizioni.
Botta e risposta tra Pelonzi (Pd) e l’assessore all’Urbanistica
Tra i consiglieri di opposizione Giulio Pelonzi del Pd ha spiegato che “se passa questa delibera, che non è urbanistica ma di controdeduzione, rischiamo il fallimento di una società pubblica”, mentre l’assessore all’Urbanistica Berdini ha rassicurato più volte “Investimenti Spa non fallirà e se fallisce non fallisce per questa controdeduzione, perché sbloccando la situazione finalmente i soci potranno andare dai creditori e dire ‘io ho la cubatura’ e se loro rilanciano con questa cubatura, a mio giudizio, le banche gli faranno i ponti d’oro”. Il provvedimento approvato che ridefinisce la destinazione d’uso dell’Ex Fiera di Roma, come ha spiegato l’assessore Berdini dicendo in aula consiliare “abbiamo cambiato destinazione d’uso portandola da una destinazione impropria a una destinazione di residenze e uffici, che pare più adeguata” è una variante che adesso passa al vaglio della Regione Lazio. L’iter quindi prosegue in Regione ma “il provvedimento così com’è in Regione lo bocciano e passerebbero almeno altri tre anni – ha aggiunto il consigliere d’opposizione Pelonzi – Noi crediamo che sia un atto che non solo non risolve il problema ma crea danni ai cittadini, perché in Investimenti Spa ci sono Comune e Regione e quindi sono sempre i cittadini che pagano”. Altro tema all’attenzione dell’assemblea capitolina è stato quello relativo al danno erariale e rispetto al quale Berdini ha rassicurato, a più riprese, che non ci sarà e poi riferendosi ad Investimenti Spa ha chiarito “e semmai dovessero scegliere di denunciare per danno erariale sarebbe una scelta scellerata”. Il danno erariale avverrebbe, ha invece sottolineato Pelonzi “sulla base del taglio delle cubature”, ma a detta della maggioranza, per cui ha parlato sempre l’assessore Berdini “a mio giudizio non ci sarà alcun danno erariale”.
 
La durissima presa di posizione di Camera di Commercio, Cna e Confesercenti
 
Polemico il mondo economico della capitale con la Camera di Commercio di Roma che minaccia, per settembre, l’uscita da tutte le partecipate del Comune. Parla invece di “forte rischio per il presente e il futuro del nuovo Polo sulla Portuense”, il presidente di Confesercenti Valter Giammaria – “una realtà che, nonostante le tante difficoltà, ha allestito un calendario di manifestazioni di assoluto valore a partire dal prossimo congresso medico Esc in programma a fine agosto. Un insieme di manifestazioni, come Romics, Maker Faire Rome e l’Iran Country Presentation dalle consistenti ricadute economiche sul nostro territorio”.
 
Domenico Colella ConfimpreseItalia: “Posizione interlocutoria, ma perplessità”
 
Interlocutoria la posizione di ConfimpreseItalia con il suo segretario generale di Roma, Domenico Colella: “Manteniamo una posizione interlocutoria e di estrema perplessità rispetto alla delibera, avremmo bisogno di conoscere nel dettaglio tutto quanto contenuto nell’atto amministrativo e soprattutto quali sono le volontà future dell’Amministrazione su quell’area, che non può essere svenduta o sottovalutata economicamente, vista la sua ubicazione. Quanto alla nuova Fiera di Roma è chiaro a tutti che va ripensata e rilanciata e su questo non servono manifestazioni di volontà ma concretezza e programmazione in linea con una città come Roma”. Dure critiche arrivano dalla Cna che sottolinea che con l’approvazione della delibera, “rischiano, pericolosamente, di condannare a morte la nuova Fiera di Roma. Questo sarebbe un grave danno d’immagine per tutto il Paese con ricadute economiche pesantissime sul nostro territorio. Molte Pmi romane che già affrontano da anni una grave crisi si troverebbero, di colpo, in ulteriore difficoltà senza contare il danno diretto per i lavoratori coinvolti e per le tante realtà produttive dell’indotto”.
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