Borse europee in ribasso. Non c’è effetto stress test. Piazza Affari a -1,73. Si salva solo Mps. Flop di Unicredit

Borse europee in ribasso. Non c’è effetto stress test. Piazza Affari a -1,73. Si salva solo Mps. Flop di Unicredit

 Ma qualcuno aveva creduto che i mercati finanziari fossero rimasti affascinati dall’esito degli stress test? Forse solo alcuni scriba che per fare un favore a Renzi Matteo si sono sperticati in elogi per l’operazione Monte Paschi di Siena, esemplare unico, leggi interviste del presidente del Consiglio e del suo ministro, Padoan, di una straordinaria “operazione di mercato”. Certo alla riapertura delle Borse a Mps è andata bene. Ci mancava anche che andasse male, visto che non si tratta di una “operazione di mercato” ma vede protagonista Cassa depositi e prestiti (ministero dell’Economia, con in panchina, pronti ad entrare in campo enti previdenziali i cui soci però non ne vogliono sentir neppure parlare). Questa la truppa di Atlante 2 che deve ancora consolidarsi per affiancare Atlante che da sola non ce la può fare a mettere in cassa tutti quei soldi che servono per depurare le casse Mps dalle “sofferenze”, i tanti crediti che sono solo zavorra.

Federconsumatori e Adusbef: Monte Paschi un intervento pasticciato e poco chiaro

Insomma un bel pasticcio, altro che “operazione di mercato”, tanto che i presidenti di Federconsumatori e Adusbef, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, ribadiscono la loro “contrarietà a forme di intervento poco chiare e trasparenti per risolvere le problematiche di MPS. In particolare riteniamo inaccettabile che partecipino al fondo Atlante2 le risorse della Cassa Depositi e Prestiti e delle casse previdenziali dei professionisti”. Un intervento pasticciato e poco chiaro che, per rimettere in ordine i conti di Monte dei Paschi, mette mano alle risorse della CDP (e quindi del Ministero dell’Economia) e sottrae un tranquillo futuro ai professionisti che per una vita hanno versato i contributi.

Unica condizione di intervento dello Stato: Monte Paschi divenga pubblica

L’unica condizione perché vi sia un aiuto che provenga dai cittadini e dallo Stato – concludono i due presidenti – è che la banca divenga pubblica. Si uniscono inoltre all’appello lanciato dal presidente della Toscana, Enrico Rossi, per conoscere i nomi di chi ha ottenuto “crediti facili” senza restituirli, portando la banca nella condizione in cui si trova oggi. “Non si tratta – affermano – né di famiglie, né di artigiani, ma di grandi imprese. A questo punto bisogna fare chiarezza su dinamiche e responsabilità. È ora di voltare pagina e porre fine a favori e privilegi, le cui spese ricadono sempre sui cittadini”.

Rossi, presidente Regione Toscana. “Fuori i nomi dei beneficiari dei crediti facili”

E nella bacheca su facebook il presidente Rossi ha scritto: “Fuori i nomi dei beneficiari dei crediti facili. Il Monte Paschi di Siena è in difficoltà estreme per i crediti deteriorati, vanta 24 miliardi di crediti malati: un’enormità anche rispetto ad altre banche italiane. Di grazia, potete fornirci i nomi dei primi cento grandi beneficiari di questi ‘crediti facili’? Potremmo così capire meglio – sottolinea Rossi – l’intreccio politico e affaristico che ha attraversato il Monte dei Paschi durante la gestione Mussari. Poiché si dovrà fare un intervento pubblico, noi cittadini abbiamo diritto di sapere”. Insomma una situazione ben diversa da quella delineata da Renzi Matteo, dai media, Rai in primo luogo che hanno  decantato il “salvataggio” di Mps come una grande operazione di mercato.

La reazione delle Borse è stata negativa. In lieve rialzo solo Wall street

Non è per caso che la reazione delle Borse sia stata negativa, le banche tornano nel mirino dei mercati, se mai qualcuno pensasse che ne fossero mai uscite. Stress test a prescindere. I titoli del settore sono valutati dagli investitori che si concentrano ovviamente su Mps e Unicredit. L’una messa in sicurezza, se  Atlante, uno e due, trovano i finanziatori per rilevare i crediti. Loro, i due Atlanti, non comprano i crediti direttamente. Quindi il percorso è pieno di incognite, contrariamente a quanto ha fatto credere Renzi Matteo nell’intervista a Repubblica, con il giornalista che lo ha intervistato che gli ha dato una buona mano. Unicredit invece preoccupa ed ha pagato un prezzo. Piazza Affari era partita di slancio anche tenendo conto delle dichiarazioni di Moody’s che sottolineavano i risultati positivi  dello stress test. Con il passare delle ore la situazione è progressivamemte cambiata e Piazza Affari ha chiuso in rosso dell’1,73%, complice l’attesa per le decisioni della Federal reserve che forse rinvierà la stretta monetaria, l’andamento dei tassi, dal momento che il Pil Usa nel secondo trimestre si è fermato. I segnali negativi per Piazza Affari hanno visto subito travolto Unicredit il cui titolo è stato più volte sospeso per eccesso di ribasso. In rosso anche anche Intesa Sanpaolo, Banco popolare e Ubi.  Solo Mps resta in positivo. In frenata anche gli altri listini europei: Londra azzera i guadagni della mattina e cede lo 0,4%, Parigi lo 0,6%, mentre Francoforte arretra dello 0,2%. In lieve rialzo  Wall Street: quando chiudono i mercati europei, il Dow Jones sale dello 0,1%, l’S&P 500 dello 0,2%, mentre il Nasdaq avanza dello 0,7%.

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