Alfiero Grandi: il premier fa un passo indietro riconoscendo le elezioni nel 2018

Alfiero Grandi: il premier fa un passo indietro riconoscendo le elezioni nel 2018
Il presidente del Consiglio Renzi, bontà sua, ci ha informato che qualunque sarà l’esito del referendum costituzionale si voterà nel 2018. E’ un’autocritica di prima grandezza visto che, dopo i ripetuti ricatti ai parlamentari di scioglimento anticipato delle Camere, pur di fare passare il Si nel referendum era stata minacciata la crisi di governo e la fine anticipata della legislatura.
Ora sappiamo che le italiane e gli italiani potranno votare tranquillamente secondo coscienza, tanto le conseguenze catastrofiche di un’eventuale vittoria del No non ci saranno più e se qualcuno ha nel mirino Renzi dovrà attrezzarsi di conseguenza perché non sarà più il referendum costituzionale a decidere della vita del governo, almeno così pensa Renzi.
E’ la conferma che il risultato del referendum non è scontato e che non sarà il plebiscito che Renzi sperava. Il Comitato per il No ha sempre rivendicato un giudizio sul merito delle modifiche della Costituzione e sulla connessa legge elettorale (Italicum) che hanno insieme l’effetto di ribaltare l’assetto costituzionale parlamentare della nostra Repubblica per mettere al centro il potere del governo e in particolare del Presidente del Consiglio. Inoltre: premio di maggioranza alla Camera e deputati di fatto nominati, centralizzazione dei poteri ora in capo alle regioni e senatori non più eletti completano un ribaltamento dell’assetto istituzionale attuale. Ribaltamento che avrà conseguenze pesanti anche sulla prima parte della Costituzione, quella sui diritti, perché la seconda parte indica le modalità con cui si attua la prima. 
Se Renzi non cambia di nuovo idea potremo finalmente chiarire alle elettrici e agli elettori perché queste modifiche sono inaccettabili e quindi al referendum occorre votare No
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