Unioni Civili, disco verde del Consiglio di Stato. Corsa alla prenotazione delle cerimonie in centinaia di Comuni

Unioni Civili, disco verde del Consiglio di Stato. Corsa alla prenotazione delle cerimonie in centinaia di Comuni
In Italia le unioni civili sono ormai realtà. Con ogni probabilità entro la metà del mese prossimo si potranno celebrare nei comuni i primi ‘riti’. La svolta nella giornata di giovedì, quando il Consiglio di Stato ha dato disco verde al decreto attuativo della Legge Cirinnà. Ed è già partita la rincorsa dei Comuni, alcuni sono in ritardo come Roma, altri sono già pronti come Milano e Bologna. Va detto che il senso della posizione espressa dal Consiglio di Stato, esclude anche possibili obiezioni di coscienza da parte di sindaci o semplici consiglieri, o comunque esponenti istituzionali della politica. Nella sostanza, infatti, basterà un semplice funzionario per garantire l’applicazione della legge. Ecco comunque lo stato dell’arte nei comuni, quanto alla realizzazione di quello che per molti è un vero e proprio sogno che si realizza.
 
La corsa alle prenotazioni nei Comuni
 
Va detto che è scattata una vera e propria corsa alle prenotazioni. Come dicevamo Roma è in ritardo. Al momento non si sono pre-liste, come scrive il quotidiano la Repubblica, si lavora agli aggiornamenti del software, e le previsioni, quanto alla operatività del decreto, danno per certa la prima, al massimo la seconda settimana di settembre.
Diversa la situazione a Torino, dove sono stati già distribuiti i moduli necessari per ufficializzare le unioni dello stesso sesso. C’è da dire che almeno una ventina di coppie si sono registrate per ufficializzare il rapporto. Avanti anche Parma, che aveva già introdotto il registro delle unioni. In questi giorni tutti coloro che avevano chiesto di ufficializzare la propria unione saranno ricontattati dal comune alla luce dei decreti attuativi. Primi riti a metà agosto o comunque immediatamento dopo il Ferragosto. Decine le telefonate ricevute al centralino del Comune di Milano, con oltre 80 coppie che si sono già registrate. A cavallo di Ferragosto le prime unioni. Stessa cosa anche a Bologna, dove oltre 40 coppie si sono già prenotate. Leggermente in ritardo, ma non troppo è Firenze, dove le prime cerimonie si svolgeranno a partire dall’8 di settembre. Disco verde e tempi brevi per chi si è già registrato negli appositi registri del Comune di Napoli. Il registro, nella città partenopea è nato nel 2012. Va detto che, comunque, la gran parte delle amministrazioni comunali si è già messa a disposizione o ha comunque predisposto servizi mirati.
 
La svolta ha abbattuto un muro che ci teneva fuori dall’Europa
 
Ma vediamo su quali punti si è compiuta giovedì la svolta.
Innanzitutto il nodo di eventuali obiezioni di coscienza dei sindaci, come detto,  è superata dal fatto che il testo parla di ufficiale di stato civile la cui platea è molto ampia. Dunque prima di Ferragosto potranno essere celebrate le prime unioni gay in Italia. I contenuti del parere sul decreto che regola il regime transitorio di trascrizione delle unioni civili nei Registri di stato civile sono stati illustrati dal consigliere Franco Frattini che presiede la sessione consultiva sui provvedimenti legislativi. “Il Consiglio di Stato – ha detto Frattini – accende la luce sull’attivazione di un diritto che si fonda sull’art.2 della Costituzione, il quale indica l’unione della coppia come una formazione sociale da tutelare”. Ecco alcuni elementi cardine evidenziati dal consigliere Frattini:  “C’è un diritto assoluto dei partner alla trascrizione nei registri  che il decreto tutela con la formula ‘Ufficiale di stato civile e questo evita che, attraverso dichiarazioni di coscienza individuale, si possa non dar corso all’attuazione. Non solo i sindaci, infatti, possono trascrivere le unioni ma possono delegare altre figure che rivestono altra qualifica. La platea è molto ampia e si evita il rischio che si paralizzi l’attuazione della normativa”. Va detto poi come il Consiglio di Stato suggerisca inoltre che vengano varati insieme il decreto sui Registri e quello che deve emanare il ministero degli Interni relativo alle formule da usare. “Sarà così possibile in 15 giorni registrare la prima unione civile”, rileva ancora Frattini. Un suggerimento che arriva dal Consiglio di Stato è quello di sottoporre al parere del garante della privacy, da qui a dicembre, l’impianto complessivo delle norme in materia dal momento che vengono utilizzati dati sensibili. Infine, un ulteriore appello ad adottare nei termini i decreti attuativi e a non perdere la scadenza indicata del 5 dicembre prossimo: “una cosa è un registro disposto con un provvedimento d’urgenza, altra è disciplinare un’intera situazione – conclude Frattini – da qui il consiglio a compiere un monitoraggio sul funzionamento del decreto e il suggerimento a produrre circolari informative”.
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