Trefiletti: serve un piano per il lavoro. Se i disoccupati fossero il 6%, la capacità di acquisto salirebbe di 40 miliardi di euro

Trefiletti: serve un piano per il lavoro. Se i disoccupati fossero il 6%, la capacità di acquisto salirebbe di 40 miliardi di euro

La disoccupazione risale all’11,6%. Lo annuncia l’Istat confermando le nostre gravi preoccupazioni circa l’andamento economico del Paese. Da tempo ripetiamo instancabilmente che è ora di rendersi conto che il lavoro è la vera, urgente, priorità da affrontare. Creare nuova occupazione, redistribuire i redditi e rilanciare la domanda interna sono i presupposti fondamentali per rimettere in moto un sistema economico stagnante.

Il sistema imprenditoriale privo di coraggio e di iniziativa, così come il Governo, hanno le loro gravi responsabilità nella determinazione di questa situazione. Per far ripartire la crescita e lo sviluppo il Governo deve avviare con urgenza un Piano straordinario per il Lavoro che stanzi investimenti per lo sviluppo e la ricerca, per la realizzazione e la modernizzazione delle infrastrutture, per la valorizzazione dell’offerta turistica, vero patrimonio del nostro Paese. Questi sono solo i primi passi di un intervento organico per rimettere in moto il mercato occupazionale e dare nuove prospettive all’Italia.

Non dimentichiamo che creare nuova occupazione non significa solo dare un futuro ai giovani e meno giovani senza lavoro, significa anche creare enormi benefici alle famiglie ed al Paese. Creando nuovi posti di lavoro si alleggerirebbero gli oneri di molte famiglie, che sono costrette a farsi carico del mantenimento di figli e parenti disoccupati, con una spesa di circa 450 Euro al mese. Il nostro O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha calcolato inoltre che, se la disoccupazione tornasse a valori intorno al 6% (livello pre-crisi, ancora eccessivo a nostro parere), la capacità di acquisto delle famiglie aumenterebbe di circa +40 miliardi di Euro l’anno. Tutto ciò non potrebbe che avere effetti positivi sull’andamento dei consumi, dopo il calo impressionante registrato nell’ultimo triennio -10,4% (2012-2013-2014), pari ad una diminuzione complessiva della spesa di 78 miliardi di Euro.

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