Stress test, una messa in scena di cui si conosceva già tutto. Si attende il giudizio delle Borse. La stampa internazionale attacca l’Eba. Critico giudizio del Pd Francesco Boccia

Stress test, una messa in scena di cui si conosceva già tutto. Si attende il giudizio delle Borse. La stampa internazionale attacca l’Eba. Critico giudizio del Pd Francesco Boccia

Non suscita grande impressione l’operazione stress test, una messa in scena per creare suspence nei mercati finanziari. Blocco fino alle ore 22 per dare l’annuncio dei  risultati di una specie di elettrocardiogramma su una cinquantina di banche europee per verificare la loro “solidità” rispetto a condizioni avverse. L’Eba, la European banking authority presieduta dall’italiano Andrea Enria, ha mantenuto il silenzio fino a che l’ultima Borsa al mondo non chiudeva i battenti. Ma i risultati, di fatto, erano già ben noti negli ambienti finanziari. Bastava chiedere a Mario Draghi, il presidente della Banca centrale europea,  e ti avrebbe dato il quadro esatto della situazione. Che Monte Paschi di Siena era il fanalino di coda e che proprio la Bce avrebbe autorizzato la presentazione del piano per l’aumento di capitale da 5 miliardi, che avrebbe ceduto 10 miliardi di “sofferenze”, i prestiti che in genere non vengono restituiti. era cosa  nota.

Il piano Monte dei Paschi in parallelo con  il “segretissimo” test

Non è un caso che il Consiglio di amministrazione di Mps ha lavorato per dieci ore in parallelo  con il “segretissimo” stress test avendo la certezza che la Bce avrebbe autorizzato la presentazione del piano. Tanto da respingere, ancor prima che venisse presentata, la proposta avanzata da Corrado Passera a nome di un gruppo di banche, ben otto, fra cui Credit Suisse, sostenuta da fondi d’investimento statunitensi. Stress test ha definito un quadro delle banche europee non proprio rassicurante, molte sono le debolezze, le “sofferenze”, i crediti deteriorati. Lo stesso presidente dell’Eba, Enria commentando i risultati ha detto che il “quadro delle banche europee non offre un certificato di buona salute”. Insomma resistere a un grave shock è un fatto importante ma ciò non significa la solidità assoluta del sistema bancario europeo che presenta molte falle. Bisognerà attendere lunedì per vedere le reazioni delle Borse.

Padoan si sbilancia. Grande soddisfazione del governo, un’operazione di mercato

Chi si sbilancia è il ministro Padoan il quale dice che “il governo prende atto con grande  soddisfazione dell’operazione lanciata da Mps. Si tratta di una  grande operazione di mercato”. Comprendiamo il ministro che ha condotto lunghi e difficile negoziati con Bruxelles, certo non aiutato dai toni arroganti assunti in diverse occasioni dal presidente del Consiglio. Certo che si tratta di una “operazione di mercato”. Lapalissiano, trattandosi di banche, non poteva essere una partita di calcio. Ma molti sono i dubbi subito espressi da diverse associazioni i cui Fondi dovrebbero partecipare alla formazione del capitale di Atlante che interviene a sostegno di Mps. Non solo, la Corte dei conti avanza forti dubbi sugli interventi della Cassa depositi e prestiti che interviene in Atlante apportando circa 300 milioni. Sarebbe, secondo la Corte, su un “terreno ai margini del potere statutario”. Il governo usa ormai Cdp quasi come fosse la sua privata cassaforte.

Il presidente della Commissione bilancio della Camera: Mps ancora tutto da capire

Molto critico il commento di Francesco Boccia, presidente della Commissione Bilancio della Camera che aveva già espresso perplessità sulla operazione. “Su MPS – dice in una intervista a Radio Radicale – è stato creato un mosaico complesso, tutto ancora da capire; ne sapremo di più quando saranno resi noti  tutti i dati. Si è deciso di costruire un modello partendo dal risultato finale, pratica che sconsiglio sempre nella vita a chi si occupa di numeri. In particolar modo quando i numeri riguardano i bilanci e gli interessi degli altri”. “Con questa soluzione definita di mercato, così come è stata presentata, si è voluto costruire un ponte, quanto ci costerà questo bridge lo capiremo nei prossimi giorni. Adesso – aggiunge Boccia – il Monte dei Paschi avrà una certa liquidità, ora va riconquistata la fiducia dei risparmiatori, perché il vero problema delle banche in difficoltà resta sempre lo stesso: la fiducia che si trasforma in finanziamento. Anch’io tifo sempre per il lieto fine, ma quando hai responsabilità politiche hai l’obbligo di essere sempre rigoroso, trasparente e realista”. “Mi auguro ora – conclude Boccia – che i sostenitori del mercato a prescindere e gli assertori della soluzione di mercato sappiano guidare la parte malata del sistema fuori dalle sabbie mobili”.

Giulio Sapelli, economista: Avrei preferito un intervento pubblico

L’economista Giulio Sapelli  in una dichiarazione all’Ansa si dichiara “ovviamente contento” che sia stata trovata una soluzione per la messa in sicurezza di Mps, “ma invece che questo intervento massiccio dei privati avrei preferito una bad bank”.  Per quanto riguarda il piano Mps a suo avviso “l’unico vero elemento di garanzia dell’intera operazione è la presenza di JP Morgan. Loro hanno una potenza di fuoco straordinaria a livello globale per quanto riguarda la diluizione degli asset tossici. Ma su Mps avrei preferito un intervento pubblico”.

Le banche private tedesche: “Scenario da fantaeconomia, del tutto falso”

Uno sguardo  alla grande stampa internazionale, tralasciamo i giornali italiani per carità di patria, boccia l’Eba, lo stress test e i risultati. Duro comunicato dell’associazione delle banche private tedesche. “La prova di resistenza si basava su risultati del tutto ipotetici che non si riproducono dalla sera alla mattina, e contro i quali tutte le banche sono strategicamente preparate. Immaginare uno scenario da cinquanta Lehman Brothers (il fallimento del gruppo ndr) in Europa non solo è fantaeconomia, ma è del tutto falso”. Passiamo ai giornali.

Le Monde. Lo  scenario che scaturisce dall’esame dell’Eba è semplice: “Verificare lo stato di salute delle banche e stabilire la capacità di assorbire gli shock in caso di scenario catastrofico nei prossimi tre anni. Qui, lo scenario include: una recessione del 1,2% nel 2016, del 1,3% nel 2017 nella UE, l’esplosione della disoccupazione di massa e la massiccia riduzione dei prezzi immobiliari”. Anche Frankfurter Allgemeine Zeitung ironizza sull’analisi dell’Abe che “ha un limite: è come chiedere agli abitanti e alle istituzioni di Berlino cosa farebbero nel caso di maremoto da oggi a tre anni. Cosa credete che risponderanno?”. Ancora, il Guardian critica il fatto, lo abbiamo denunciato anche noi, che “lo stress test è stato condotto applicando una sorta di equilibrio statico fermo a dicembre del 2015, e perciò non ha tenuto conto delle successive o future strategie aziendali e delle azioni dei management. Non si trattano così le previsioni dei profitti delle banche”. Passiamo al Financial Times: “Sostenere che solo tre banche su 51 non abbiano superato il test è quanto di più lontano si possa immaginare dalla realtà finanziaria delle banche europee. Se è vero che il Monte Paschi Siena, la Royal Bank of Scotland e l’Allied Irish Bank sono state bocciate in caso di catastrofe, è anche vero che sono molte le banche in giro per l’Europa che sono sull’orlo dell’abisso, a cominciare dalla Deutsche Bank per finire alla Unicredit. Se queste ultime non sapranno reagire alla loro crisi attuale, non vi sarà bisogno di alcuna catastrofe”. Infine El Pais: “L’Eba voleva sapere se le banche europee potranno sostenere una nuova tormenta economica, con caduta del PIL, deprezzamento della moneta, aumento del debito pubblico e riduzione del valore dei titoli di stato detenuti, e calo dei prezzi degli immobili. La conclusione dell’EBA, non del tutto rigorosa e precisa, è che tranne alcune eccezioni, il settore bancario europeo è solido perché si è rafforzato dal 2014, quando ebbe luogo l’ultimo stress test. La stessa Eba, paradossalmente, avverte che questo sistema non serve alla comparazione della solidità dei paesi europei, ma solo delle banche prese in esame. Curioso che l’Eba la metta così, prevedendo la catastrofe dei paesi europei, come punto di partenza dello stress test”.

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