Roma, Raggi verso la prima vera riunione di giunta in attesa dell’atteso programma di governo per la capitale

Roma, Raggi verso la prima vera riunione di giunta in attesa dell’atteso programma di governo per la capitale
A distanza ormai di quasi un mese dalla sua incoronazione a sindaca di Roma, Virginia Raggi, finalmente, e se non ci saranno passi indietro, terrà la prima riunione operativa della sua giunta. Sarà quella l’occasione per avviare i primi provvedimenti operativi e soprattutto delineare e rendere pubblico, cosa ancora misteriosa, il programma di governo per la città. Nulla trapela su come la Raggi ed i suoi assessori daranno corpo, in azioni a favore della città, a quelle migliaia e migliaia di voti che si sono riversati sulla testa di Virginia e del suo movimento. Martedì, dunque, nella sala della Giunta di palazzo Senatorio. Tutti gli assessori, almeno si spera, dovranno arrivare con una cartellina colma di provvedimenti urgenti e da rendere operativi.
 
Da martedì riflettori accesi sui nuovi assessori. Il M5S non ha più alibi
 
Nulla da dire su quello che alcuni organi di stampa già leggono come un primo ritardo della macchina pentastellata, di fatto gli assessori hanno ricevuto le deleghe solo il 7 di luglio, si sono insediati nelle loro sedi, hanno svolto i primi incontro conoscitivi, per tutti siamo alla prima esperienza in Roma Capitale, ma da martedì i riflettori sono più che accesi e dalla protesta, dalle nefandezze del passato, quelle assolute di Alemanno e poi quelle del sindaco chirurgo, Marino, la Raggi deve passare alla concretezza e dunque al governo della città che l’ha scelta come prima donna a ricoprire questo delicatissimo incarico. Le ‘rogne’ per la sindaca sono però all’ordine del giorno più di quello che i suoi assessori porteranno in cartellina.
 
La Consob mette in aspettativa Minenna e Di Maio s’arrabbia
 
Su tutte quella del super assessore al Bilancio e Partecipate, Marcello Minenna, che ha rifiutato di scegliere tra Roma Capitale e Consob e da quest’ultima ha ricevuto come risposta il benservito, ovvero la collocazione in aspettativa. Parla e aggira il problema il vicepresidente della Camera Di Maio, che ancora una volta non riesce a restare distante dalle cose che ‘bollono’ in Campidoglio: “che la Consob ostacoli Minenna per noi è una medaglia al valore”. Poi la sterzata, come è sua abitudine sulle cose nazionali, che poco o nulla hanno però a che vedere con quelle capitoline: “Suggerisco alla Consob di occuparsi dei risparmiatori truffati da Renzi”. Giornate calde che offuscano anche la lucidità e le vecchie abitudini programmatiche dei pentastellati. Ma davvero Di Maio arriva a difendere, ci auguriamo di no, un trattamento economico doppio per il fido assessore (Consob e Roma Capitale, ndr)? Sicuramente non sarà così, si tratterebbe di una posizione difficilmente difendibile dopo quanto è stato detto e proclamato nel corso della campagna elettorale che ha legittimato il M5S al governo della capitale.
 
Lo ‘sbriciolamento’ del mini-direttorio romano un vantaggio per Raggi e per i leader nazionali
 
Altro problemino, non di poco conto per i seguaci di Grillo, è lo sbriciolamento del mini-direttorio romano. La ‘cacciata’ della Lombardi rischia di avviare una sorta di commissariamento mascherato su Roma. Non a caso i titolari del direttorio, quello vero, non mollano la presa su Roma, e malgrado la campagna elettorale sia ormai finita da tempo, non perdono occasione per intervenire nel merito delle dinamiche capitoline. Non solo Di Maio, come abbiamo illustrato prima, ma anche Di Battista non perde occasione per farsi sentire e vedere. Domani, (lunedì, ndr) quel che resta del mini-direttorio (Perilli-Taverna-Castaldo) si riunirà e probabilmente sarà l’occasione anche per decidere la sostituzione dell’ingombrante Lombardi o restare con questa squadra di ‘saggi’ che con la cacciata, vera o presunta della popolare parlamentare del Quarticciolo, rischia però di lasciare campo aperto alla Raggi ed ai componenti del direttorio nazionale, che hanno già trattato con la sindaca la composizione della Giunta, spuntandola proprio contro le volontà della Lombardi.
 
Nelle prossime ore giunta e vertici politici chiamati a ratificare una vera e propria ondata di nuove nomine
 
Ultimo problema, e non è di poco conto, è quello legato alle nomine, molte di queste apicali ed altre di staff, che dovranno essere decise prima della pausa estiva. Si tratta di figure professionali legate ai singoli assessorati, all’ufficio di Gabinetto del Sindaco e del portavoce ed all’Ufficio Stampa. Decine di incarichi, molti dei quali con trattamenti economici a molti zeri, che i 5 Stelle, dovranno trattare, scegliere e rendere operativi. Su tutti, va detto che manca ancora la figura di primo livello che è quella del capo di Gabinetto del Sindaco. Su quel ruolo è imploso il mini-direttorio. Riusciranno i nostri eroi a trovare la quadra nelle prossime ore?
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