Roma. Perquisizioni della Gdf all’Atac. Repubblica non molla la presa sulla Raggi, denunciata una ‘combine’ sui rifiuti. Prime ordinanze ‘soft’ della sindaca

Roma. Perquisizioni della Gdf all’Atac. Repubblica non molla la presa sulla Raggi, denunciata una ‘combine’ sui rifiuti. Prime ordinanze ‘soft’ della sindaca
Ancora una giornata ad alta tensione per  l’amministrazione di Roma Capitale. Un nuovo capitolo giudiziario si apre per Atac, la partecipata che di fatto ha la gestione della mobilità capitolina. Dalla prima mattinata sono scattate perquisizioni presso i locali dell’associazione del Dopolavoro Atac in via Prenestina e in alcune sedi della società per il trasporto pubblico. L’operazione, eseguita dai finanzieri del Nucleo di polizia Tributaria, su disposizione della procura di Roma, si inserisce in una indagine a carico di ignoti per il reato di “dichiarazione infedele dei redditi”. L’attività ha preso le mosse dall’esposto presentato a piazzale Clodio, nei mesi scorsi, da Marco Rettighieri, direttore generale di Atac. I controlli riguardano i costi delle mense e dei bar aziendali, che stando a quanto emerso sarebbero di circa 4 milioni di euro l’anno per la società. Obiettivo di chi indaga, in questo caso, è quello di verificare come venga contabilizzato il denaro speso per le mense e da chi venga gestito questo servizio. L’attenzione della procura, inoltre, è rivolta anche ad altre questioni legate ad Atac, con riferimento ai permessi sindacali e alle forniture di gomme. Rettighieri, proprio in queste ultime ore aveva incontrato la sindaca Raggi, per fare il punto sulle principali emergenze del trasporto pubblico capitolino, poi la nuova bufera giudiziaria, scatenata, come detto dalla denuncia dello stesso Dg.
 
Sospetti su un presunto patto segreto per gestire l’emergenza rifiuti nella Capitale
 
Ma non finisce qui, visto che nubi scure si addensano sul Colle Capitolino, su un altro fronte caldo, quello dei rifiuti. Virginia Raggi, Stefano Vignaroli e Paola Muraro sono finiti nel tritacarne mediatico, dopo la pubblicazione sul quotidiano la Repubblica  della notizia di un presunto “patto segreto” con il Colari dell’ex re dei rifiuti capitolini, ma sembrerebbe vista la denuncia sia ancora sul trono, Manlio Cerroni per portare 200 tonnellate di rifiuti a Malagrotta e scongiurare l’emergenza. Un accordo, ha scritto la Repubblica, siglato in uno studio privato, e che risalirebbe allo scorso 30 giugno, quando ancora la giunta Raggi non si era insediata. Avvicinato in Campidoglio, Vignaroli, deputato M5S vicepresidente della commissione parlamentare che si occupa degli illeciti nello smaltimento dei rifiuti, ha replicato secco: “Tutte falsità”.
Ma il Pd è partito all’attacco. Il commissario Pd Roma Matteo Orfini ha parlato di “un quadro inquietante di commistione tra poteri d’inchiesta, imprese e amministrazione”. “Cosa c’entra Vignaroli con le scelte del Comune? – chiede Orfini – A che titolo convoca Ama e una impresa decidendo lui di affidare un incarico a quella specifica impresa? Che rapporti ha Vignaroli con l’impresa di Cerroni? Ma soprattutto, perché questi incontri non li fa nelle sedi proprie e con la dovuta trasparenza chi è stata scelta per questo dai romani, ovvero Virginia Raggi?”. Sul fronte dell’Amministrazione pura e fuori dalle inchieste e dalle polemiche, c’è da registrare il primo atto amministrativo certo della nuova Giunta.
 
Nero su bianco il primo atto amministrativo della Raggi: stop ai centurioni ed ai risciò davanti al Colosseo
Sono state infatti pubblicate sul sito internet del Campidoglio le ordinanze della sindaca Virginia Raggi che vietano le attività di “centurioni” e risciò nel centro storico di Roma. Nei provvedimenti, che ricalcano quelli adottati dal commissario straordinario Francesco Paolo Tronca, e che erano scaduti il 30 giugno, sono elencate le strade e le aree in cui queste attività sono vietate. Le due ordinanze scadranno il 30 novembre. Intanto, come si legge nei provvedimenti, l’amministrazione capitolina è al lavoro per disciplinare l’attività dei “centurioni” nell’ambito del regolamento di polizia urbana in corso di revisione, così come quella dei cosiddetti risciò, che sarà oggetto di un apposito regolamento.
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