Referendum costituzionale, consegnate le firme in Cassazione: “Non ci sono le 500.000, ma il risultato è base di partenza per consolidare e allargare la critica alla legge e per la vittoria del No”

Referendum costituzionale, consegnate le firme in Cassazione: “Non ci sono le 500.000, ma il risultato è base di partenza per consolidare e allargare la critica alla legge e per la vittoria del No”
Sono state consegnate questa mattina in Corte di Cassazione le firme raccolte per confermare la volontà popolare  di sottoporre a referendum le modifiche della Costituzione e di potere – di conseguenza – votare NO. Per il Comitato del No erano presenti Vittorio Bardi, Alfonso Gianni, Alfiero Grandi.
«Questa nostra iniziativa è una facoltà, non un obbligo – hanno dichiarato – in quanto l’articolo 138 della Costituzione prevede che per ottenere l’indizione del referendum basta che uno dei tre soggetti previsti lo richieda: almeno 5 regioni, almeno il 20% dei deputati o dei senatori, almeno 500.000 elettori. Purtroppo non siamo arrivati alle 500.00 firme, ma i parlamentari contrari all’approvazione della riforma hanno effettivamente chiesto il referendum dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della legge Renzi-Boschi e quindi il referendum ci sarà».
Il Comitato per il No nel referendum costituzionale ha organizzato la raccolta delle firme tra i cittadini con l’obiettivo di fare entrare anche un protagonista popolare nella scena referendaria, per informare, discutere e coinvolgere. «Del resto il Governo ha capito benissimo che in questo modo si avviava la costruzione di un soggetto referendario attraverso i  400 comitati territoriali (erano 160 all’inizio) e le centinaia di migliaia di cittadini coinvolti che hanno firmato e per questo ha cercato di copiare la nostra iniziativa ispirando una sua raccolta di firme».
Firme che benché non in numero sufficiente sono state lo stesso consegnate per la necessaria trasparenza e perché  è giusto che l’opinione pubblica sappia che centinaia di migliaia di cittadini hanno firmato per chiedere il referendum con l’obiettivo di votare NO. Mentre per i referendum su due punti della legge elettorale (Italicum) la consegna delle firme alla Cassazione aveva fondamento solo se si fosse raggiunto il numero necessario per attivare i due referendum, nel caso delle modifiche della Costituzione ha il significato di una «sottolineatura politica del valore della partecipazione dei cittadini e della volontà di centinaia di migliaia di loro di votare No nel referendum costituzionale». Iniziativa nella quale è stata fin troppo evidente la sproporzione di mezzi e di forza mediatica a favore del governo.
«Siamo partiti essenzialmente con buone idee, competenze di rilievo, tanta passione civica, politica e sociale e via via abbiamo costruito una comunità e una rete di comitati che oggi coprono tutto il territorio nazionale – dicono i promotori – Noi questi mezzi mediatici e finanziari non li avevamo e non li abbiamo, né tanto meno potremo avere il contributo pubblico riservato ai soggetti referendari. Per questo abbiamo lanciato una nuova sottoscrizione con l’obiettivo di finanziare la prossima campagna elettorale». «Il risultato raggiunto di 316mila firme presentate in Cassazione – concludono – è tale da potere essere sottolineato con orgoglio come base di partenza per consolidare e allargare la critica alla legge Renzi- Boschi, con l’obiettivo della vittoria del NO nel prossimo referendum costituzionale».
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