Pace e Zagrebelsky a Mattarella: discriminati sui media. Faccia valere la sua autorità per un confronto leale

Pace e Zagrebelsky a Mattarella: discriminati sui media. Faccia valere la sua autorità per un confronto leale
Se il buongiorno si vede dal mattino c’è di che essere davvero preoccupati. Durante questo inizio di campagna referendaria sulle modifiche costituzionali le emittenti radiotelevisive, e in particolare la Rai, hanno dato una rappresentazione distorta dei soggetti in causa, visto che la quasi totalità del tempo è stata dedicata ai sostenitori del Sì, su tutti il governo. Ai sostenitori del No è stato invece concesso un tempo limitatissimo e quel che è peggio è che il fronte del No viene costantemente individuato nella opposizione della destra e della sinistra parlamentare, mentre su tutte le multiformi forze della cittadinanza attiva vige il silenzio più assoluto.
Leggiamo poi preoccupati i resoconti giornalistici e le polemiche di queste ore intorno alle ipotizzate nomine nei tg del servizio pubblico. Non sappiamo se queste indiscrezioni saranno confermate e se davvero si tratta di un tentativo, da parte del governo, di “normalizzare” i telegiornali Rai in vista del referendum di autunno. Se così fosse sarebbe gravissimo.
Il Comitato per il No ha perciò deciso, anche a seguito di una mozione approvata nell’ultima assemblea nazionale lo scorso 16 luglio, di intraprendere un passo formale nei confronti del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in quanto «garante dei diritti costituzionali di tutti i cittadini». Al presidente Mattarella, il Comitato per il No ha inviato una lettera, a firma del presidente Alessandro Pace e del presidente onorario Gustavo Zagrebelsky, nella quale denuncia l’evidente discriminazione commessa a suo danno durante tutta la fase della raccolta delle firme. «Per contro – scrive il Comitato per il No – il Comitato per il Sì ha goduto non solo dell’impegno propagandistico profuso largamente e in ogni occasione possibile, propria e impropria, dal partito di maggioranza e numerosi esponenti di governo, ma anche di una copertura mediatica senza limiti e senza riguardo per un minimamente accettabile equilibrio informativo. Questo – si legge ancora nella lettera – è accaduto proprio quando si avverte e si proclama la necessità di diffondere la partecipazione democratica e di operare per sanare la frattura aperta tra governanti e governati, tra istituzioni e cittadini, frattura che tutti a parole deprecano».
«Nell’avvicinarsi l’ora di svolgimento del referendum – conclude la lettera – ci rivolgiamo a Lei certi che Ella non possa non condividere le preoccupazioni per un confronto che, se si dovessero riprodurre le distorsioni che abbiamo finora constatato, non potrebbe dirsi onesto e finirebbe per acuire le divisioni e i sospetti: per di più su un tema di cruciale importanza per la vita democratica quale è la riforma della Costituzione. Per questo le chiediamo di far valere, secondo ciò che riterrà più opportuno ed efficace, la sua autorità super partes per garantire la parità tra le posizioni, tanto più ora che la campagna elettorale per il referendum costituzionale sta per entrare nel vivo».
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