Olimpiadi di Rio, la Russia non finisce fuori. Capriola istituzionale per evitare il default

Olimpiadi di Rio, la Russia non finisce fuori. Capriola istituzionale per evitare il default
Decisione ecumenica, quella del Cio che si è riunito in questa domenica di fine luglio a Losanna. La Federazione Russa non sarà esclusa, almeno per il Cio, dalle Olimpiadi di Rio, l’ultima decisione spetterà alle singole Federazioni internazionali, chiamate ad esprimersi sulla posizione degli atleti aderenti e delle singole federazioni nazionali. Una vera e propria capriola istituzionale, che tenta di garantire le sorti sportive di centinaia di atleti, altrimenti esclusi, e soprattutto di mantenere ai massimi livelli questi Giochi. L’Esecutivo del Cio fa sapere di aver agito basandosi “su una regola fondamentale della carta olimpica per proteggere gli atleti puliti e l’integrità dello sport”, e ha incaricato le singole Federazioni di stabilire caso per caso l’eleggibilità o l’eventuale esclusione delle federazioni e degli atleti russi dalle Olimpiadi di Rio, basandosi su una serie di requisiti.
In particolare, dovranno essere presi in considerazione solo “test antidoping internazionali affidabili”. In nessun caso potranno gareggiare gli atleti coinvolti nel rapporto della commissione indipendente della Wada e quelli che in passato sono stati sanzionati per doping, anche se hanno già finito di scontare la squalifica.
L’eventuale iscrizione di ciascun atleta russo dovrà essere poi confermata da un esperto del Tas di Losanna e una volta ottenuto il via libera gli atleti in questione saranno sottoposti a un rigoroso programma di test fuori competizione, coordinato dalla commissione indipendente della Wada: chi si rifiuterà, sarà escluso. Ulteriori sanzioni potranno essere imposte dal Cio dopo la relazione finale della Commissione indipendente guidata dal professor McLaren.
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