‘Ndrangheta, retata di personaggi eccellenti. Ancora una volta appalti inquinati dal crimine organizzato

‘Ndrangheta, retata di personaggi eccellenti. Ancora una volta appalti inquinati dal crimine organizzato
La Polizia e la Dia hanno messo a segno su ordine della Procura distrettale antimafia di Reggio Calabria, decine di arresti sull’intero territorio nazionale, in particolare in Calabria, Lazio, Liguria, Piemonte e in altre regioni del Nord del Paese nei confronti di presunti appartenenti alla ‘Ndrangheta. Almeno una quarantina i provvedimenti scattati per soggetti ritenuti affiliati alle cosche reggine Raso-Gullace-Albanese e Parrello-Gagliostro. Sono in corso anche decine di perquisizioni e sequestri di beni. 
Tante le accuse per boss, colletti bianchi, politici e gregari
Le indagini, dirette dalla Procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria, sono state divise in due filoni: uno, con il coordinamento del Servizio centrale operativo (Sco), è stato condotto dalle squadre mobili di Reggio Calabria, Genova e Savona; l’altro dal centro Dia di Genova, con la collaborazione degli uffici di Reggio Calabria e Roma. Le accuse nei confronti degli indagati sono, a vario titolo, associazione per delinquere di stampo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione, intestazione fittizia di beni e società. Gli investigatori stanno anche eseguendo un sequestro preventivo di beni mobili, immobili, depositi bancari e di numerose società riconducibili agli indagati per un valore di circa 40 milioni. 
Nella rete anche funzionari di primo livello dell’Agenzia delle Entrate
Politici e funzionari dell’agenzia delle Entrate erano in contatto con alcuni dei soggetti coinvolti nelle indagini di Polizia e Dia sulle cosche della ‘ndrangheta operanti nel Nord del Paese. Secondo quanto accertato dalle indagini, alcuni degli arrestati erano in contatto con “politici locali, regionali e nazionali di Reggio Calabria” e con “funzionari dell’Agenzia delle Entrate e della Commissione Tributaria” sempre della provincia di Reggio.
Chiamato in causa anche il vicepresidente della Regione Calabria
Il vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria Francesco D’Agostino (eletto nel 2014 con la lista “Oliverio presidente”) è una delle persone indagate in stato di libertà nell’inchiesta Alchemia della Dda di Reggio Calabria. Nei confronti di D’Agostino viene ipotizzato il reato di intestazione fittizia di beni, aggravata dall’avere agevolato la ‘ndrangheta. D’Agostino, che stamani ha avuto perquisiti casa e ufficio, non sarebbe indagato, secondo quanto si è appreso, in qualità di politico.
L’indagine parte da Savona e riguarda gli appalti per la realizzazione del Terzo Valico ferroviario
 
L’indagine della Procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria è partita dal monitoraggio di alcune ditte che operano nel movimento terra nell’area del Savonese e si sono poi allargate. Quindici gli arresti compiuti in Liguria dalla Sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile di Genova che ha curato la parte dell’inchiesta sugli appalti per i lavori al Terzo Valico ferroviario, la linea ad alta velocità che collegherà Genova a Milano. L’inchiesta è partita da alcuni accertamenti svolti dalla Dia fra il 2009 e il 2011 su alcune famiglie calabresi trapiantate in Liguria e da indagini della squadra mobile di Genova che nei due anni successivi, nel 2012 e il 2013, hanno trovato conferme, così le informazioni sono state trasferite alla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria.
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