Mps, fanalino di coda delle 51 banche sottoposte allo “stress test”. Bce autorizza il piano di risanamento. Se la cavano Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banco popolare e Ubi

Mps, fanalino di coda delle 51 banche sottoposte allo “stress test”. Bce autorizza il piano di risanamento. Se la cavano Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banco popolare e Ubi

Monte Paschi di Siena è la peggiore delle  51 banche europee sulle quali è stata effettuata la verifica sulla solidità patrimoniale. Alle ore 22 in punto lo scenario economico definito dall’Eba (Ente bancario europeo) l’ormai famoso, per gli addetti ai lavori e per i cronisti che pensano tutti sappiano cosa significhi stress test, ha emesso il verdetto. Le banche sono state sottoposte ad una situazione simulata di difficoltà improvvise come si trattasse di  verificare i risultati di un improvviso sforzo fisico cui viene sottoposta una persona. Un elettrocardiogramma su un paziente che si trova ad affrontare prove difficili che richiedono una fisicità fuori del normale. L’appuntamento per le ore 22 ha fatto parte dello scenario predisposto dall’Eba quasi si trattasse di un appuntamento tipo eclissi. Ma già molte ore prima erano noti i risultati per quanto riguarda le nostre banche, cinque esaminate, quattro se la sono cavata, Monte dei Paschi di Siena invece no. Addirittura è risultata il fanalino di coda. È stata Banca Italia a comunicare il risultato rendendo noto che se la sono cavata Unicredit,Intesa Sanpaolo, Banco popolare e Ubi Banca. Queste nostre banche hanno ottenuto risultati superiori alla media. L’impatto ponderato sul capitale (Cet1) derivante dallo scenario avverso cui è stato esaminata la reazione dei nostri istituti di credito è pari a 3,2 punti percentuali a fronte del 3,8 per cento della media del campione Eba. MPS per gli stress test 2016, il cet1, passerebbe dal 12,01% del 2015 a un cet1 a -2,23% nel 2018. Se si tiene conto delle nuove misure regolamentari che entreranno definitivamente in vigore entro il 2019 arriverebbe a -2,44%. Tra i 51 istituti sottoposti dall’Eba allo stress test, Mps è la banca che evidenzia la situazione peggiore con un cet1 in caduta del 14,23% (di 14,51% se si tiene conto delle misure regolamentari al 2019). Va comunque rilevato che le misurazioni sono state effettuate sui dati del 2015. Non si è tenuto conto che nell’arco di tempo trascorso la situazione potrebbe essere cambiata.

Le Banche italiane vanno meglio della media europea

Dai dati sullo stress test forniti dall’Eba si rileva che le  banche italiane, comprendendo anche Monte dei Paschi, vanno meglio della media europea. L’impatto, secondo quanto rendono noto le agenzie di stampa specializzate,  in termini ponderati, sarebbe di 4,1 punti percentuali, contro il 3,8 della media Ue. Questo significa che le cinque banche italiane sottoposte allo stress test dell’Eba in termini aggregati avrebbero un cet1 aggregato in condizioni di uno choc economico molto negativo pari al 7,7%. Il cet1 aggregato per le banche austriache sarebbe del 7,3%, per quelle irlandesi del 7,5%, per quelle britanniche dell’8,5%, per quelle spagnole dell’8,6%, per quelle tedesche del 9,5%, per quelle francesi 9,7%. La media delle 51 banche è del 9,4%.

“Gli stress test mostrano i benefici del rafforzamento di capitale fatto sino ad ora che si riflettono nella resistenza del sistema bancario europeo a un grave shock”, ha detto Andrea Enria, italiano alla guida dell’Eba, a margine della presentazione a Londra dei risultati dello stress test su 51 istituti europei. Ma il quadro non offre “un certificato di buona salute” e “c’è ancora del lavoro da fare”.
Positivo anche il giudizio della Bce. “Le banche dell’Eurozona, nel corso degli stress test condotti dall’Eba, hanno mostrato una maggiore capacità di assorbire shock economici rispetto all’esercizio condotto nel 2014. I risultati degli stress test”, sottolinea la Bce, “dimostrano che le banche  europee tengono”.

Il via libera della Bce al piano di salvataggio Mps di Jp Morgan e Mediobanca

Già prima che fossero comunicati ufficialmente i dati sugli stress test era stato reso noto, riferiscono le agenzie economiche, il via libera della Bce al piano di salvataggio di JpMorgan e Mediobanca per il Monte dei Paschi di Siena. Confermato l’aumento di capitale da 5 miliardi e la vendita di oltre 9 miliardi di sofferenze nette tramite cartolarizzazione a cui parteciperà Atlante.  Fonti Mps  parlano di una “maratona” del vertice dell’Istituto durato quasi dieci ore, per mettere a punto il piano di salvataggio  elaborato da consulenti JP Morgan che incasseranno un bel gruzzolo e Mediobanca in Italia. Si chiude così la lunga e sofferta  trattativa tra Siena, Roma, Bruxelles e Francoforte per avviare la dismissione di 27,7 miliardi di sofferenze lorde del Montepaschi (su un totale di 47 miliardi) con un prezzo medio del 33% del valore nominale dei prestiti. Il ministero dell’Economia esprime soddisfazione per il piano di risanamento e dice che aiuterà l’economia italiana.

Entro fine anno  previsto un aumento del capitale di 5 miliardi

Entro fine anno dovrà essere effettuato un aumento di capitale di cinque miliardi. Provvederà un consorzio di banche  che  dovrebbe essere composto, oltre che dai “global coordinator” Jp Morgan e Mediobanca, anche da Goldman Sachs, Santander, Citi, Credit Suisse, Deutsche Bank e Bofa Merrill Lynch. Lazard è adviser finanziario del Monte. L’aumento di capitale da 5 miliardi, da varare al più tardi entro gennaio 2017, compenserà maggiori accantonamenti e le perdite da cessione, le famose “sofferenze”, una mossa che permetterebbe a Mps di anticipare le richieste della Bce di una cessione di 10 miliardi di crediti deteriorati netti al 2018.

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