Le Olimpiadi di Rio rischiano il flop. Incertezza economica, sanitaria e della sicurezza fanno traballare il Brasile

Le Olimpiadi di Rio rischiano il flop. Incertezza economica, sanitaria e della sicurezza fanno traballare il Brasile
Prima il virus della zanzara, poi i problemi di sicurezza interna, successivamente le emergenze legate alle possibili infiltrazioni del terrorismo di matrice islamista. Accanto a tutto questo le Olimpiadi di Rio 2016, sembrano non trovar pace e soprattutto certezze. Al netto dell’organizzazione, certamente problematica, i problemi sono anche legati alle esclusioni legate al doping di atleti di fama internazionale, basti pensare ai russi, che sono ancora appesi ad un sottilissimo filo, ma anche agli italiani, tra questi il nostro straordinario marciatore Schwazer, risultato positivo in una assurda combine di circostanze misteriose. Accanto a loro, nulla hanno a che vedere con il doping, sono centinaia di atleti di tante nazionalità, che hanno deciso di mollare Rio per colpa del virus Zika legato alla zanzara che vive e si sviluppa proprio a Rio e più in generale in alcune parti di questo Paese. Olimpiadi anomale e decisamente poco pubblicizzate. Quasi un evento in cerca di notorietà e che non riesce, ad oggi, a ‘bucare il video’. Va detto che ormai la distanza con la cerimonia di apertura è di poco più di 15 giorni ed il Brasile, finito nel gorgo di una gravissima crisi economica ed istituzionale, non riesce a tenere alta la testa nelle torbide acque di corruzione e disorganizzazione. Uno scenario alquanto demoralizzante, che potrebbe far fallire politicamente e sportivamente i Giochi. Chi si prende la responsabilità di questa infausta previsione è stato il governatore di Rio de Janeiro, Francisco Dornelles, che è intervenuto in merito ai fondi destinati per fronteggiare la situazione di crisi ed i lavori incompleti, ma, fino a qualche giorno fa, non ancora ricevuti, nonostante l’approvazione di stanziamento da parte del governo federale.

L’investitura nel 2009, quando il Pil del Brasile volava
Quando Rio de Janeiro, nel 2009, venne indicata come sede olimpica, il Prodotto Interno Lordo del paese era piuttosto alto, gli indicatori economici e sociali erano positivi ed il governo godeva del pieno apprezzamento popolare. Dopo pochi anni, però, le cose sono radicalmente mutate. 
Il Brasile, in questo momento, sta attraversando un’intricata crisi politica a livello federale ed il governo statale, invece, è sull’orlo di un default finanziario, essendo alle prese con la peggiore recessione dal 1930 ad oggi. Secondo gli ultimi dati diramati dal governo, l’economia brasiliana, che dovrebbe essere la più importante dell’America Latina, ha registrato un calo del 5,4% solo nel primo trimestre di quest’anno. 
“Sono ottimista sui giochi, ma bisogna anche analizzare la realtà dei fatti.  – ha dichiarato il governatore Dornelles parlando di Rio 2016 – Potremmo assistere a delle meravigliose Olimpiadi, ma se non vengono rispettati alcuni step fondamentali rischiamo il fallimento”.
Rischio blocco per le forze di sicurezza che dovrebbero garantire l’evento
“Le forze di polizia, ad esempio, corrono il rischio di bloccarsi. Siamo riusciti ad incrementare le risorse finanziarie, ma non sono abbastanza e termineranno molto presto. Come faranno i cittadini di Rio e la gente che verrà ad assistere ai giochi a sentirsi protetti in una città senza forze di sicurezza?”.
 Dornelles ricopre l’incarico di governatore da pochissimo tempo, dopo che Luis Fernando Pezao è stato ricoverato ad inizio anno a causa del linfoma di Hodgkin. 
“E improvvisamente questa bomba è finita nelle mie mani. – ha continuato l’attuale governatore di Rio de Janeiro – Ma ho già deciso di porre fine alla mia carriera politica al più presto”. 
Al coro di dissenso da parte delle istituzioni si è recentemente unito anche il prefetto Edoardo Paes, che nel corso di un’intervista alla CNN, ha parlato di “un lavoro terribile da parte dello stato“. O come il segretario della sicurezza pubblica, non proprio apprezzatissimo in patria, Josè Mariano Beltrame, che ha già fatto sapere che si dimetterà al termine delle Olimpiadi di Rio 2016.

Incredibile l’insicurezza di Rio, con una lista infinita di omicidi e rapine
Solo pochi giorni fa, sulla spiaggia di Copacabana, a pochi metri dai campi olimpici di beach volley, è stato trovato un corpo mutilato. Una Rio de Janeiro dove i furti, le rapine e gli omicidi sono all’ordine del giorno e, secondo una statistica di Globo, sono aumentati di oltre il 15% dall’inizio dell’anno. Una Rio de Janeiro dove le sparatorie tra le bande più pericolose della città avvengono, in pieno giorno, praticamente ovunque.
E in questa sorta di caos non viene risparmiato praticamente nessuno. Come le veliste della squadra olimpica spagnola, aggredite a maggio; oppure come la squadra paraolimpica dell’Australia, scippati, a giugno, in pieno centro cittadino, in uno dei quartieri più ricchi di Rio. E intanto anche l’ex calciatore del Milan, Rivaldo, dopo l’ennesimo omicidio di una ragazza di appena diciassette anni, ha invitato tutti, tramite il proprio account social, a non venire a Rio perchè “è troppo pericoloso“.
 Ed in questo drammatico contesto, il governo brasiliano ha, inoltre, dovuto affrontare lo scandalo Dilma Rouseff e ha dovuto ammettere di non avere più fondi per garantire la realizzazione delle infrastruttre previste per Rio 2016.

E il virus ‘Zika’ allontana gli atleti milionari, anche se il rischio è relativamente basso
Come se non bastasse, poi, c’è da risolvere, come detto, anche la questione relativa al virus Zika. “L’argomento della salute è di priorità nazionale per il governo brasiliano, che sta lottando con impegno contro la proliferazione delle zanzare. Possiamo garantire che nel periodo dei Giochi di Rio 2016 il rischio di contrarre il virus Zika è estremamente basso“, ha recentemente affermato l’ambasciatore del Brasile a Roma, Ricardo Neiva Tavanes.  Ma le preoccupazioni ovviamente restano. Così come restano quelle sulla sicurezza, sulle quali lo stesso ambasciatore è voluto intervenire nel corso della conferenza “L’Italia a Rio 2016”, che si è svolta nei giorni scorsi alla Farnesina. “Sulla sicurezza ci sarà uno scambio di informazioni e intelligence con le altre forze di polizia, ma nonostante tutto continuiamo a leggere notizie negative. Come accadde due anni fa per i mondiali di calcio, poi abbiamo visto che l’unica cosa che non ha funzionato, devo riconoscerlo, è stata la nostra squadra. Come diciamo in Brasile alla fine tutto andrà bene. E se non andrà bene significa che non siamo arrivati ancora alla fine”.

Si spera in una grande festa dello sport, ma le speranze sono ridotte al lumicino
Intanto i giorni passano inesorabili e la data della giornata inaugurale dei giochi olimpici di Rio 2016 si avvicina sempre di più, mentre le notizie, non proprio rassicuranti, provenienti dal Brasile si accavallano quotidianamente.
 La speranza, ovviamente, è che le Olimpiadi di Rio 2016 siano una vera e propria festa dello sport.
 Anche se oggettivamente, la sensazione è quella che i problemi e le preoccupazioni di un paese, come quello Brasiliano, verranno solo “nascoste sotto il tappeto”, temporaneamente, giusto il tempo delle Olimpiadi, per poi riaffiorare ulteriormente e prepotentemente una volta terminati i giochi.
 
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