Il grido di Tamberi, “Ridatemi il mio sogno”. Ma Rio non lo vedrà protagonista. Fa il record, 2.39 nell’alto, ma si lesiona la caviglia

Il grido di Tamberi, “Ridatemi il mio sogno”. Ma Rio non lo vedrà protagonista. Fa il  record, 2.39 nell’alto, ma si lesiona la caviglia

Gianmarco Tamberi ha chiesto troppo al suo fisico. Salto dopo salto sulla pedana di Montecarlo è volato a 2,39, nuovo record italiano, una misura che lo colloca fra i grandi saltatori di sempre. Un avvertimento per i suoi avversari, chi gli contenderà l’oro alle Olimpiadi di Rio, Bondarenko e Barshim erano avvertiti. Così come l’oro conquistato una settimana fa agli europei di Amsterdam e quello ai mondiali indoor indicavano in Tamberi il favorito assoluto. L’eccezionale misura di 2,39 lasciava intendere uno stato di forma non solo fisica del nostro saltatore. Si dice che gli atleti quando le cose vanno bene, si esaltano, entrano in una sorta di “trance”.

Così ha chiesto che l’asticella venisse posta a 2,41. Sentiva che ce la poteva fare. Sbaglia la prima prova. Non si dà per vinto. Prende la rincorsa, vola sicuro, ma gli cede la scarpetta e subito dopo il piede. Ancor prima di toccare terra grida, il pubblico, ammutolito, non capisce. Ma Tamberi sa perfettamente che quel volo per superare i 2,41 ha interrotto il volo verso l’oro di Rio. La conferma, se ce n’era bisogno, la lesione era evidente, viene dalla visita fatta a Pavia dal prof. Franco Combi e dalla dottoressa Antonella Ferrario dello staff sanitario federale, ha confermato i timori che l’ atleta aveva espresso: “Quasi sicuramente non c’è più nulla da fare… – aveva scritto su Instagram – ma se ci fosse anche solo una possibilità, vi prego incrociate le dita con me”. Niente da fare: la risonanza magnetica ha evidenziato una parziale lesione al legamento della caviglia sinistra. Poi il pessimismo lascia spazio allo sconforto: “Svegliatemi da questo incubo… Ridatemi il mio sogno, vi prego… Tutti questi anni solo per quella gara, tutti questi sacrifici solo per quel giorno… Vorrei dirlo, vorrei urlarlo, che tornerò più forte di prima, ma ora davvero riesco solo a piangere. Addio Rio, Addio mia Rio”. L’immagine dell’uscita in barella dallo stadio di Montecarlo dell’atleta marchigiano, segnerà la Olimpiade degli italiani. Lui era l’uomo di punta. Non ci sarà.

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