Francia. L’Isis rivendica l’attacco terroristico alla chiesa di Rouen. Sgomento in tutto il mondo. Il papa invita alla preghiera

Francia. L’Isis rivendica l’attacco terroristico alla chiesa di Rouen. Sgomento in tutto il mondo. Il papa invita alla preghiera

Il terrore jihadista ha fatto il suo ingresso per la prima volta in una chiesa europea. Due estremisti di nazionalità francese, probabilmente immigrati di seconda generazione ma nati a Rouen, affermando di “agire in nome dello Stato Islamico” hanno preso cinque persone in ostaggio nella chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray, una piccola località nel cuore della Normandia. Il parroco, l’84enne Jacques Hamel, è stato sgozzato a sangue freddo. Altre tre persone sono rimaste ferite e una di loro, una suora che ha rischiaro anche lei di essere decapitata, versa attualmente tra la vita e la morte. Le teste di cuoio della polizia hanno poi ucciso i due assalitori che, secondo testimoni, durante l’attacco urlavano “Allah Akbar!” e “Daesh”, l’acronimo in lingua arabo per Isis. Quest’ultimo, al pari di altre occasioni analoghe, a posteriori ha fatto proprio il sanguinoso gesto, definendo i due “nostri soldati”. In uno degli ultimi numeri la rivista del gruppo, ‘Dar al-Islam’, aveva del resto esortato seguaci e simpatizzanti a colpire, tra gli altri obiettivi, anche “le chiese”. E uno degli aggressori aveva confidato un paio di mesi fa a un parente le proprie intenzioni: “Attaccherò una chiesa”, gli aveva annunciato. Secondo il racconto di una delle suore fatte prigioniere, che però è riuscita a fuggire e a dare l’allarme, il marchio dei jihadisti è stato impresso anche riproducendone una delle più tipiche e macabre consuetudini: filmare l’agonia delle loro vittime. La religiosa ha riferito che i due hanno realizzato un video dell’omicidio del sacerdote, costretto a inginocchiarsi a terra mentre il carnefice “pronunciava un sermone in arabo di fianco all’altare” per estrarre infine il coltello e assassinarlo tagliandogli la gola.

I due terroristi: nati in Francia e radicalizzati da poco

I due terroristi responsabili dell’attacco a una chiesa nella città francese di Saint-Etienne-du-Rouvray, in Normandia, hanno poi aggredito le forze di sicurezza al grido di “Allah Akbar” (Allah è grande). Lo ha confermato in conferenza stampa il procuratore di Parigi, Francois Molins. “Due individui con armi bianche” sono entrati alle 9.25 nella chiesa, prendendo in ostaggio sei persone: il sacerdote, tre suore e una coppia di parocchiani. Una delle religiose è riuscita a scappare e a dare l’allarme. Molins ha precisato che Bri (Brigata di Ricerca e di Intervento) e Bac (Brigata anticommando) sono riusciti a intervenire rapidamente e hanno inizialmente tentato “una trattativa attraverso la porta posteriore”, ma non sono riusciti a entrare nella chiesa perchè “tre ostaggi erano in fila” dietro la porta. Le due suore e la parrocchiana sono uscite seguite dai terroristi, che armi in pugno hanno gridato “Allah Akbar”. Poi sono stati “neutralizzati” dal Bri. Secondo il procuratore, uno dei terroristi aveva sulla pancia una finta cintura esplosiva e tre coltellli e l’altro teneva in mano un timer da cucina contorniato da carta d’alluminio. Portava inoltre uno zaino con un falso ordigno esplosivo.

Adel Kermiche, 19 anni, già arrestato, radicalizzato da non più di 18 mesi

Uno dei due attentatori è stato identificato come Adel Kermiche, 19 anni. Kermiche era già stato arrestato per avere tentato di andare due volte in Siria, l’ultima volta nel maggio 2015. Lo ha detto in conferenza stampa il procuratore di Parigi Francois Molins. Durante l’attacco indossava un braccialetto elettronico. E’ ancora in corso l’identificazione del secondo attentatore.  Secondo Rtl, Kermiche è cresciuto in una famiglia senza difficoltà economiche. Suo padre è un professore. Si è radicalizzato negli ultimi 18 mesi, affascinato dall’attacco contro Charlie Hebdo. Tentò di andare in Siria nel marzo 2015, ma fu arrestato in Germania e ricondotto in Francia. Dopo soli due mesi, il suo secondo tentativo di raggiungere la Siria si fermò in Turchia. Arrestato dalle autorità francesi, Kermiche ottenne la libertà vigilata con braccialetto elettronico il 18 marzo 2016, contro il parere della Procura. Aveva l’autorizzazione ad uscire di casa dalle 8,30 alle 12,30 del mattino. L’attacco alla chiesa di Saint Etienne du Rouvray è avvenuto durante la messa mattutina delle 10. Adel era conosciuto da “tutti” e “tutti sapevano della sua radicalizzazione”. E’ quanto hanno rivelato ai media francesi i suoi compagni di classe del liceo che frequentava. “Non si vedeva più molto, è stato a lungo assente. Era diventato un po’ strano, non parlava più a molte persone”, ha raccontato una studentessa. Mentre un’altra ha aggiunto che appena avuta la notizia “abbiamo capito subito che si trattava di lui”. Il giovane, secondo quanto riferisce Rtl che cita la testimonianza di un parente, aveva infatti “ripetuto più volte di volere attaccare una chiesa giurando sul Corano” che lo avrebbe fatto. Tuttavia nessuno gli aveva creduto.

Le parole di Hollande alla Francia e al papa

Un “atto imperdonabile”, che rappresenta una “nuova prova per la nazione”, ha affermato il presidente francese, Francois Hollande, che dall’Eliseo ha commentato l’attentato di Saint-Etienne-du-Rouvray. “La nostra democrazia è l’obiettivo, sarà il nostro scudo”, ha affermato Hollande, “I cattolici della Francia e di tutto il mondo sono colpiti. Attaccare una chiesa, uccidere un prete, è profanare la Repubblica, è seminare il terrore. Perchè i terroristi vogliono separarci, opporsi a noi, dividerci”. Rispondendo alle dichiarazioni di Nicolas Sarkozy e Marine Le Pen, il capo dello stato ha garantito che non ci saranno “deroghe alla Costituzione” per lottare contro il terrorismo e il fanatismo. “Limitare le nostre libertà, derogare dalle nostre regole costituzionali non porterebbe efficacia e danneggerebbe la coesione così preziosa della nostra nazione”, ha affermato ancora il presidente. Che poi ha ribadito per l’ennesima volta che la Francia “è in guerra”. Un conflitto “all’esterno, in Siria e in Iraq”, ha ricordato. Un conflitto “all’interno cercando i jihadisti, gli estremisti e i terroristi”, ha aggiunto. “Devo dirvi la verità: questa guerra sarà lunga. E’ la nostra unità che rappresenterà la nostra forza. Noi dobbiamo fare blocco per vincerla questa guerra”, ha ancora detto Hollande, “ma voglio garantirvelo, questa guerra noi la vinceremo”.

Francois Hollande ha anche parlato al telefono con papa Francesco questo pomeriggio esprimendo “il dolore del popolo francese per il brutale assassinio di padre Jacques Hamel da parte di due terroristi” nella chiesa di Saint-Étienne-du-Rouvray. Lo riferisce un comunicato dell’Eliseo. “Tutto sarà fatto per proteggere le nostre chiese e luoghi di culto”, ha promesso il capo dello Stato al Pontefice, sottolineando che “quando un sacerdote viene attaccato, è tutta la Francia che viene ferita”. Il pontefice è stato tra i primi ad esprimere il suo “dolore” e “l’orrore” per quella che definisce una “violenza assurda”. Francesco invita alla preghiera ma esprime anche “la condanna più radicale di ogni forma di odio”. E nel messaggio di cordoglio, inviato all’arcivescovo di Rouen, mons. Dominique Lebrun, si sottolinea il turbamento “per il fatto che quest’atto di violenza sia avvenuto in una chiesa durante una messa, liturgia che implora Dio per dare la sua pace nel mondo”.

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