Festival Puccini, colpo di scena imprevisto, Veronesi abbandona dopo il primo atto della Tosca. Ora tocca a Bohéme, a Mimì e Rodolfo e la loro storia d’amore

Festival Puccini, colpo di scena imprevisto, Veronesi abbandona dopo il primo atto della Tosca. Ora tocca a Bohéme,  a Mimì e  Rodolfo e la loro storia d’amore

Il Festival Puccini a Torre del Lago inizia con un colpo di scena senza precedenti: il maestro Alberto Veronesi al termine del primo atto della Tosca ha interrotto la direzione per protestare contro l’annullamento dell’elezione del sindaco Giorgio Del Ghingaro che lo aveva nominato presidente della Fondazione lirica. Il maestro Veronesi, dopo avere preso il microfono, si è rivolto al pubblico spiegando di non poter proseguire la recita per il dolore provocato da quanto accaduto a Nizza e anche per quello che ha definito – riferendosi appunto alla vicenda relativa al Comune – “un grave attentato alla democrazia perpetrato ai danni di Viareggio”. “Scusate – ha aggiunto – ma non me la sento. Trovo scandaloso che ci sia un nuovo commissariamento a Viareggio, dove è stato eletto democraticamente e in maniera corretta il sindaco Giorgio Del Ghingaro che mi ha nominato presidente della Fondazione. Vista questa situazione, che ritengo assolutamente ingiusta, io che per 17 anni ho servito questo Festival Puccini non porterò avanti la recita”. Il pubblico sembra non aver gradito affatto. Bordate di fischi sono state indirizzate contro Veronesi. L’opera è stata interrotta in attesa di un direttore sostituto.

Eppure, avrebbe dovuto lasciare il segno Tosca, che ha aperto la 62° edizione del Festival Puccini, l’unico Festival al mondo dedicato al grande maestro che nella sua casa sul lago di Massaciuccoli visse per 30 anni, regalandoci melodie che resistono all’usura del tempo e del quale Enrico Vanzina per la prima volta impegnato nella regia di un titolo d’opera ne ha fatto risaltare la modernità.  Una Tosca nella tradizione, come aveva annunciato Vanzina, “perché è talmente moderna che la tradizione in questo caso è la contemporaneità”. “Giacomo Puccini è un mio idolo, sin dai tempi in cui studiavo pianoforte, –  aveva detto Vanzina- e Tosca è una delle opere che preferisco in senso assoluto. Teatro e spettacolo puro. Illuminati da una musica potente che ti trafigge il cuore. Impossibile per me non accettare.  Naturalmente, mi avvicino a questo prestigioso impegno in punta di piedi, con assoluta umiltà”. Un’apertura del Festival, podio la bacchetta pucciniana di Alberto Veronesi, con straordinari protagonisti Hui He (Tosca), Jorge De Leon (Cavaradossi) e Lucio Gallo (Scarpia), che però, come detto, è stata interrotta alla fine del primo atto.

Al di là dell’incidente, Tosca passa il testimone a Bohème, forse la più amata opera di Puccini, se si può fare una graduatoria. Sabato 16  Mimì  sarà Fiorenza Cedolins una delle  sue più grandi interpreti nell’allestimento che rappresenta un omaggio ad Ettore Scola che nella passata edizione della manifestazione dette il suo contributo firmando la regia. Al fianco della Cedolins un’altra stella della lirica ,il tenore italiano Leonardo Caimi che sarà Rodolfo.

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