Acqua e rifiuti sono l’oro di Roma. La multinazionale Suez al 23,3% di Acea, grazie alle cessioni azionarie di Caltagirone

Acqua e rifiuti sono l’oro di Roma. La multinazionale Suez al 23,3% di Acea, grazie alle cessioni azionarie di Caltagirone
Tutto si spiega in due mosse: la cessione di quote di Acea da parte di Caltagirone e l’acquisto di queste dai francesi del gruppo Suez. Sembrerebbe poca cosa, solo un investimento su una società a partecipazione pubblica, ma sullo sfondo ci sono i rifiuti ed il Gruppo Suez è leader proprio in questo comparto. Nelle ultime ore l’annuncio, ovvero l’intenzione di Suez di aumentare la propria presenza nel capitale di Acea, controllata dal Comune di Roma, passando da 12,5% al 23,3% grazie all’acquisto di azioni dal gruppo Caltagirone. Si tratta di una transazione che dovrebbe avvenire attraverso l’emissione di nuove azioni Suez, che potrebbero rappresentare il 3,5% del capitale azionario della società francese, per un’operazione, secondo la Reuters, da circa 293 milioni di euro. Suez ha già fatto sapere di essere impegnata in colloqui su una cooperazione industriale a lungo termine con Caltagirone. Caltagirone, che ha una quota pari 15,8% di Acea, non ha voluto rilasciare commenti. Va detto però che con l’operazione resterebbe comunque un socio rilevante della ex municipalizzata romana con il 5%.
Chaussade (Suez): “Roma ha grandi problemi nella gestione dei rifiuti e un gruppo come il nostro può essere d’aiuto”
Come detto, sullo sfondo ci sono comunque i rifiuti ed ecco allora il commento, una sorta di programma per il futuro prossimo, del capo di Suez Jean Louis Chaussade: “Roma ha grandi problemi nella gestione dei rifiuti e un gruppo come il nostro può essere d’aiuto”. Per il top manager francese, l’Italia, dopo la Spagna, è una delle aree in cui il gruppo vuole svilupparsi e l’operazione Acea va in questa direzione. Le tariffe idriche in Italia sono basse, a poco più di un euro per metro cubo, rapportate a quelle medie in Europa di circa 3,5 euro. L’Italia ha inoltre un forte bisogno di investimenti in infrastrutture, ha detto ancora Chaussade, interpellato sempre dalla Reuters. Chaussade ha ricordato che Suez aveva guardato alla possibilità di un’offerta per il gruppo di gestione dei rifiuti del Benelux Van Gansewinkel, ma che la cosa non ha avuto seguito. Con l’operazione, che i francesi pensano di chiudere alla fine del terzo trimestre, Suez diventa il primo azionista privato di Acea dietro al 51% del Comune di Roma. E se per Acea il futuro sembra luminoso, più problematico, almeno sull’acqua bene-pubblico, è per la sindaca di Roma Capitale. Va detto che in questa delicatissima partita, un ruolo da protagonista lo gioca l’amministrazione di Roma Capitale. Proprio in queste ore, in cui Suez ha aumentato il peso azionario in Acea, si sono moltiplicati gli incontri ad altissimo livello, tra questi quello tra l’assessore al Bilancio, Minenna, che certamente non è uno sprovveduto quanto a politiche economiche e societarie, ed ha anche la delega sulle partecipate. Non a caso nel vertice con l’ad di Acea, Alberto Irace, la posizione del Campidoglio è stata più che chiara “l’Acea deve contribuire all’emergenza dei rifiuti nella capitale”. Si vuole in sostanza creare un meccanismo virtuoso, e probabilmente Suez su questo potrebbe essere più che utile, nella raccolta e nello smaltimento dei rifiuti. Non c’è una posizione preconcetta da parte di Acea che si è detta assolutamente disponibile ad investire sul trattamento industriale dei rifiuti, ma i nodi, e nelle prossime ore avremo molto da scrivere, sono legati soprattutto agli impianti che interessano, al momento, alla magistratura.
Polemiche sulla richiesta della Raggi di posticipare gli aumenti sulle bollette dell’acqua
Le ultime decisioni prese dalla Raggi potrebbero costare una mini-stangata, o una maxistangata ai romani. La decisione della sindaca di posticipare gli aumenti, pari al 4,8%, per gli utenti dell’Ato2, già previsti e messi in conto per il periodo 2017 (+6%-2018/+5,94/2019), potrebbe essere compensata dal riconoscimento di un onere finanziario, che potrebbe innescare rincari importanti, ma ancora tutti da definire. Quello che è certo è che ci saranno ed andranno a compensare quel 4,9% che era stato messo in bilancio. Sicuramente non si arriverà ad aumenti in doppia cifra, ma sicuramente di molto sopra al 4,9% previsto. In pratica, sui mancati introiti che si determineranno in virtù della dilazione dell’aumento della tariffa, ad Acea dovrà essere riconosciuto un interesse che sarà poi caricato sugli utenti a partire dalle bollette del 2017, che saranno così più salate rispetto a quanto era già previsto dagli aumenti concordati.
Sono 81 i sindaci di Ato3 in rivolta contro la sindaca di Roma
Sempre sul fronte dell’acqua bene pubblico si apre un nuovo fronte di guerra, visto che la conferenza degli 81 sindaci di Ato3 ha convocato per venerdì 5 agosto alle 10, presso le sorgenti Peschiera-Le Capore, una manifestazione popolare per rivendicare l’attuazione della delibera regionale, impugnata recentemente davanti al Tar dalla sindaca di Roma Virginia Raggi e da Acea, che stabilisce un ristoro per lo sfruttamento da parte della capitale delle stesse sorgenti. “La nostra dignità – dichiarano in una nota il presidente della Provincia di Rieti e coordinatore di Ato3 Giuseppe Rinaldi e il sindaco di Rieti Simone Petrangeli – non può essere calpestata. Per questo chiediamo il rispetto di un principio sancito dalla legge e che risponde al principio più ampio della solidarietà tra territori”. 
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