Tragico incidente ferroviario tra Andria e Corato. 23 i morti e 52 i feriti. Il cordoglio degli italiani che chiedono una giornata di lutto nazionale

Tragico incidente ferroviario tra Andria e Corato. 23 i morti e 52 i feriti. Il cordoglio degli italiani che chiedono una giornata di lutto nazionale

Sono 23 le vittime del disastro ferroviario avvenuto ieri in Puglia; 52 i feriti transitati dai pronto soccorsi degli ospedali; 24 le persone attualmente ricoverate, otto dei quali in prognosi riservata, tra cui il piccolo Samuele che compie oggi 7 anni e che era con la nonna, morta nell’incidente ferroviario. Non ci sono dispersi. I dati sono stati ufficializzati in una conferenza stampa che si e’ tenuta dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano e dal prof. Franco Introna (Medicina Legale). ”Le operazioni di identificazione delle salme sono terminate. L’elenco nominativo è stato inviato alla procura di Trani. Abbiamo 23 morti che sono giunti alla Medicina legale, 22 sono stati identificati ed erano stati denunciati tutti dalle famiglie come scomparsi”. Lo ha detto il professor Francesco Introna, della Medicina legale di Bari, in una conferenza stampa. ”Tutte le salme identificate sono italiane”, ha aggiunto Introna. ”C’è ancora da identificare – ha aggiunto Introna – una vittima di sesso maschile. È facilmente identificabile, una volta che sarà giunta la denuncia dai familiari. Si tratta di una persona di 55-60 anni”. Alla conferenza stampa, svoltasi nel policlinico di Bari dove oggi c’è stato il riconoscimento delle salme da parte dei familiari, oltre ad Emiliano e Introna era presente il dg del policlinico Vitangelo Dattoli e il capo dipartimento Politiche della Salute della Regione Puglia, Giovanni Gorgoni. “Non ci sono dispersi”, ha più volte ribadito Introna. Le salme saranno consegnate alle famiglie venerdì sera. “Ci sono tra le vittime – è stato anche detto da Introna – due persone riconosciute come dipendenti della Ferrotramviaria”, presumibilmente i due macchinisti dei due convogli. “Non ci accontennteremo di una verità di facciata, la cercheremo in ogni modo e cercheremo di comprendere cosa è avvenuto fino in fondo, e sosterremo le attività della autorità giudiziaria, che poi comunicherà i nomi delle vittime”, ha detto il governatore della Regione Puglia Michele Emiliano. Ed ha aggiunto: “L’insieme degli interventi, dopo un evento catastrofico che ha cambiato la vita di tutti noi e credo che la cambierà in tutto il paese, perché è evidente che questi fatti hanno richiamato l’attenzione su problematiche di grandissima rilevanza, ecco l’insieme degli interventi sviluppati dalla regione Puglia, in una delle più gravi emergenze della storia della regione, ha funzionato in maniera soddisfacente”.

Sul piano delle indagini della magistratura, dopo l’apertura di un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo e disastro ferroviario, sono 5 i magistrati della Procura di Trani che fanno parte del pool che si occuperà delle indagini sul disastro ferroviario di Corato-Andria. Oltre al Pm facente funzioni, Francesco Giannella, il pool è composto dai pm Antonio Savasta, Simona Merra, Marcello Catalano e Michele Ruggiero. Quest’ultimo è noto per aver indagato in distinti procedimenti la Deutsche Bank di Francoforte e due agenzie di rating (Standard & Poor’s e Fitch) per manipolazione del mercato, e per aver svolto indagini (delle quali è stata poi chiesta l’archiviazione) sulla presunta correlazione tra vaccini e autismo.

Sul piano delle reazioni istituzionali, il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, ha informato la Camera dei deputati sui fatti e sulle presunte cause dell’incidente. “Il federalismo ha stabilito che ci sono delle ferrovie che vanno in capo allo Stato e altre alle Regioni: è una legge, non è che possiamo non rispettarla. La mia ragioneria non mi autorizza a spendere dei soldi per una ferrovia concessa, se non c’è un accordo”, ha detto Delrio, cercando di dare una risposta alla polemica sulla utilizzazione dei fondi europei già previsti per il raddoppio dei binari su quella tratta ferroviaria. Quanto alle dinamiche dell’incidente, Delrio ha detto: “La sicurezza della circolazione ferroviaria in quella tratta è regolata tramite il meccanismo del consenso telefonico: nel regime del blocco telefonico il capostazione non può inviare un treno alla stazione successiva se non ha domandato e ottenuto dal capostazione della predetta il consenso ad inviare quel determinato treno. La sezione di linea è dunque considerata normalmente bloccata, e viene liberata per la circolazione di volta in volta mediante il consenso dell’inoltro del treno; con tale procedura sulla sezione di linea può essere presente un solo treno per volta”. “Il sistema di segnalamento con consenso telefonico, pur essendo sicuro – sottolinea – è certamente un sistema tra i meno evoluti rispetto alle tecnologie disponibili per la regolazione della circolazione ferroviaria: infatti il sistema si affida interamente all’uomo, nella fattispecie all’operatività dei capistazione”. La società Ferrotramviaria, gestore della tratta, prosegue il ministro, “dalla sua costituzione è una delle aziende migliori del panorama italiano in termini di efficienza ed efficacia del servizio offerto, di livello professionale degli addetti ed interventi di ammodernamento e miglioramento dell’esercizio eseguiti. Purtroppo – aggiunge – un sistema come quello del consenso telefonico, che lascia interamente all’uomo la possibilità di intervento, è oggi considerato maggiormente a rischio, anche se utilizzato su tratte con caratteristiche di esercizio compatibili con il sistema stesso”. Infine, ha concluso Delrio, “per le Regioni che hanno bisogno di aiuto sulla rete ferroviaria, abbiamo detto a Rfi e a Fs di mettersi a disposizione e abbiamo messo un pezzo di fondi nel Fondo sviluppo e coesione proprio per le regioni del Mezzogiorno, per le quali faremo un’altra proposta di aiuto, anche se su queste reti in teoria noi non possiamo intervenire perché non sono nostre”.

Molto probabilmente, le salme saranno riconsegnate alla pietà dei familiari venerdì 15 luglio, e i funerali sono previsti nella giornata di sabato. Sarebbe l’occasione per il governo Renzi di indire una giornata di lutto nazionale, non solo lo scarno minuto di silenzio, dinanzi a questa tragedia che ha colpito tutti gli italiani, e non solo.

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