Speciale Brexit. La splendida nota di commento di Alexis Tsipras

Speciale Brexit. La splendida nota di commento di Alexis Tsipras

“Oggi è innegabilmente una giornata difficile per l’Europa. Il progetto di integrazione europea ha subito un duro colpo. La decisione del popolo britannico va rispettata, ma conferma una crisi politica profonda; una crisi di identità e strategia per l’Europa. Questo risultato non è stato un fulmine a ciel sereno. I messaggi erano stati inviati a lungo prima e da molte direzioni diverse. La crescita esplosiva dell’estrema destra e delle forze nazionalisti nell’Europa centrale e settentrionale aveva preannunciato questo sviluppo negativo”, scrive in una dichiarazione il primo Ministro greco Alexis Tsipras sul risultato del referendum britannico. “Le politiche di austerità estreme che ampliano le disuguaglianze sia tra i paesi del Sud e del Nord europeo così come all’interno dei paesi europei; la gestione a’ la carte della crisi dei rifugiati, la chiusura dei confini, le barriere e le azioni unilaterali; il rifiuto di condividere la responsabilità e l’onere nei confronti sia della crisi del debito che di quella dei rifugiati avevano dato un segnale di una vasta crisi del progetto europeo. In questo momento, tutti dobbiamo riflettere e innanzitutto chiederci: Qual è la causa principale della crisi europea? Chi è responsabile per la diffusione del nazionalismo e l’ascesa dell’estrema destra, che rappresentano la punta di lancia degli isolazionisti? Il deficit democratico, l’attuazione di politiche impopolari e ingiuste attraverso ricatti, gli stereotipi divisivi che separano l’Europa tra il laborioso e prudente Nord e il presunto pigro e ingrato Sud – tutto ciò ha portato ad una profonda divisione politica e sociale”.

“Le nazioni del Nord europeo credono di pagare per i fallimenti del Sud, mentre le nazioni del Sud ritengono giustamente che il Nord non è solidale con loro, ma piuttosto le punisce. E l’abisso continua allargandosi. Così, il senso di una prospettiva comune e di un futuro comune delle nazioni europee è stato sostituito dal ritorno alla presunta sicurezza della chiusura nazionale, dall’isolazionismo nazionale. Questa, però, è una via senza uscita – prosegue Tsipras – .Il referendum britannico sarà l’allarme per la sveglia del sonnambulo in direzione della scogliera o l’inizio di un percorso molto pericoloso e scivoloso per i nostri popoli. Ed è proprio per questo che abbiamo bisogno di un cambiamento immediato, di innovazioni democratiche e progressiste in Europa. Di cambiamenti di percezioni, mentalità e, in ultima analisi, di cambiamenti delle politiche. Abbiamo bisogno di alzare una barricata contro l’euroscetticismo e l’estrema destra. Per ristabilire un’Europa fondata sui principi della democrazia, della libertà, dell’uguaglianza e della solidarietà. Abbiamo bisogno, più che mai, di un importante contrattacco delle forze progressiste europee al fine di arginare l’assalto dell’estrema destra e del nazionalismo che trovano terreno fertile nelle condizioni create dalla austerità e dall’irresponsabilità del mercato”. “Abbiamo bisogno di una grande alleanza progressista – prosegue il primo Ministro greco – purché l’Europa riscopra il suo slancio perduto e i suoi valori fondanti che hanno reso l’Unione unica nel mondo: la tutela del lavoro, il sostegno dello stato sociale, la solidarietà europea, la tutela dei diritti individuali e sociali. Poiché è stato dimostrato in questi giorni che il discorso dei tecnocrati altezzosi e arroganti non solo non commuove i popoli europei, ma piuttosto li fa arrabbiare. È proprio per questo motivo che abbiamo urgente bisogno di una nuova visione e di un nuovo inizio per un’Europa unita. Una nuova visione né per meno Europa, né per un’Europa più autoritaria e più centralizzata. Ma una nuova visione per un’Europa migliore. Per un’Europa sociale e democratica. Per un’Europa in cui le politiche potranno ritrovare il primato su affari e tecnocrati. Per un’Europa in cui le persone avranno l’ultima e sovrana parola. E per questa Europa vale la pena di lottare. Poiché vale la pena di lottare per il nostro futuro comune”.

Share

Leave a Reply