Roma. I segretari della funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil della capitale scrivono alla neosindaca Raggi sul salario accessorio e sul personale scolastico

Roma. I segretari della funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil della capitale scrivono alla neosindaca Raggi sul salario accessorio e sul personale scolastico

“Siamo consapevoli di trovarci nella fase di insediamento della nuova Giunta, ma alcune decisioni da prendere sul personale capitolino non possono attendere, se vogliamo evitare di aggiungere elementi di instabilità a una situazione organizzativa già pesantemente compromessa. Abbiamo capito che il mancato pagamento del saldo del salario di produttività, che la stessa amministrazione aveva predisposto nella busta paga di giugno, è dovuto a indicazioni pervenute da soggetti esterni, realisticamente Mef o Corte dei Conti. Nella logica della trasparenza e del corretto rapporto tra l’amministrazione e i propri dipendenti è indispensabile che vengano resi noti i motivi che hanno portato a questa decisione e quali siano le ‘istituzioni competenti’ con cui si è ‘interloquito’ prima di sospendere l’erogazione. Se ci sono problemi bisogna conoscerli e affrontarli”.

Così in una nota Natale Di Cola, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini, segretari generali Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Roma Rieti, Uil Fpl Roma Lazio. “Altro fronte su cui serve un intervento tempestivo è quello del personale precario del settore educativo e scolastico. Il Governo ha emanato una norma che consente di realizzare un piano straordinario di assunzioni e stabilizzazioni. L’amministrazione capitolina deve quindi rivedere il prima possibile la parte del piano assunzionale che riguarda educatrici di asilo nido e insegnanti della scuola dell’infanzia, attivando il tavolo di confronto. Genitori e lavoratrici devono conoscere le condizioni con cui si aprirà il nuovo anno. Per questo ci aspettiamo, in risposta alla nostra richiesta inviata con telegramma venerdì scorso, un’immediata convocazione da parte del nuovo sindaco Virginia Raggi, per affrontare subito almeno queste due emergenze”, conclude la nota.

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