Primo Consiglio Europeo a 27. Duri su Londra, ma flessibili su Juncker. Scontro sugli aiuti alle banche tra Merkel e Renzi. L’appello degli scozzesi per la Ue

Primo Consiglio Europeo a 27. Duri su Londra, ma flessibili su Juncker. Scontro sugli aiuti alle banche tra Merkel e Renzi. L’appello degli scozzesi per la Ue

I 27 leader della Ue che oggi si sono riuniti a Bruxelles, senza David Cameron, si sono trovati d’accordo sul fatto che la Gran Bretagna dovrà accettare la libertà di movimento se vorrà continuare ad avere accesso al mercato unico una volta uscita dall’Unione Europea. Lo ha detto il presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, al termine del summit. “I leader hanno affermato con la massima chiarezza che l’accesso al mercato unico richiede l’accettazione di tutte e quattro le libertà, compresa quella di movimento” ha detto. “Non vi sarà un mercato unico à la carte”, ha poi aggiunto Tusk ribadendo che non vi sarà “alcun tipo” di negoziato con Londra sulla Brexit fino a quando il governo britannico non avvierà formalmente il processo di uscita dalla Ue.

La posizione ormai egemone della Germania di Merkel sulla Brexit

Non è necessaria una riforma dei trattati europei dopo il voto in Gran Bretagna per il Brexit, ha assicurato Angela Merkel nella conferenza stampa al termine del vertice dei 27 a Bruxelles. “Questi trattati sono una base veramente buona, veramente faremmo un errore se tornassimo ad intavolare una discussione sui trattati”, ha detto la cancelliera tedesca affermando che il Trattato di Lisbona offre un ampio margine di flessibilità per affrontare le sfide attuali. Ed alla domanda se la Ue risponderà con maggiore o minore integrazione al voto per Brexit, Merkel ha risposto: “non è questione di più o meno, ma di risultati”. La cancelliera tedesca ha poi ripetuto che i negoziati per l’uscita dalla Ue partiranno solo dopo la richiesta ufficiale di Londra, cosa che spera “succeda il più rapidamente possibile”. “Credo che oggi non si possa valutare a pieno come potrà influire”, ha affermato la cancelliera tedesca sottolineando comunque che i risultati del referendum potranno provocare una “difficile situazione” per le relazioni commerciali. Molto dipenderà dalla posizione che adotterà in futuro il Regno Unito rispetto al mercato comune, ha aggiunto Merkel che, come hanno fatto oggi altri leader europei, ha ricordato a Londra che potrà mantenere l’accesso al mercato unico, anche dopo l’uscita dalla Ue, solo se confermerà “le quattro libertà fondamentali”, cioè di circolazione delle persone, delle merci, dei servizi e dei capitali. Riguardo poi alle previsioni di un impatto negativo del Brexit sulla crescita europea Merkel ha detto: “per questo a noi interessa concentrarci ancora di più su crescita ed efficienza per compensare quello che abbiamo perduto”.

Lo scontro in conferenza stampa tra Merkel e Renzi sugli aiuti di stato alle banche in crisi

Dopo le indiscrezioni del Financial Times che davano come certi 40 miliardi di innesti pubblici preparati dal governo italiano per aiutare le banche nel post Brexit, Angela Merkel, interpellata, ha avvertito: “Credo che sia stata concessa una certa flessibilità a certi Paesi per favorire la crescita. Guardando soprattutto all’Italia, posso dire che abbiamo adottato diverse soluzioni, ma non possiamo ridiscutere ogni due anni”.

Rispondendo in conferenza stampa al termine della riunione dei capi di stato e di governo dei 27, alla domanda sulla possibilità di cambiare le regole del bail-in a seguito della Brexit, Angela Merkel ha dichiarato: “Non si possono cambiare le regole ogni due anni”. Poi, ha aggiunto: “Abbiamo lavorato per darci regole comuni sulla ricapitalizzazione delle banche. Le basi attuali offrono lo spazio per rispondere alle necessità dei diversi Stati membri”, sottolineando che “l’aspetto della stabilità è prioritario, assieme a quello della flessibilità”. Di rimando il premier italiano, Matteo Renzi, in apparenza mostrandosi d’accordo con le parole del capo del governo di Berlino, ha lanciato una stoccata alla Germania. “Devo confermare quel che ha detto Merkel: nessuno di noi vuole cambiare le regole, sono state cambiate nel 2003 per superare il tetto del 3% e Berlusconi accettò di violare le regole per fare un favore a Francia e Germania”, ha ricordato per poi assicurare: “noi abbiamo grande capacità di rispettare le regole e continueremo”. Ma non si è lasciato scappare una frecciata: “Gli ultimi a non rispettare le regole sono stati i tedeschi”. Il riferimento era rivolto ai 247 miliardi che la Germania ha messo sul piatto per le sue banche, mentre l’Italia “ha perso l’occasione” per “intervenire in modo strutturale” sulla questione.

L’autodifesa del presidente della Commissione Juncker

“Sinceramente non mi interessano”: il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, ha risposto così a chi gli chiedeva una reazione alle critiche che gli vengono mosse da chi crede che avrebbe dovuto fare di più per cercare di convincere i britannici a rimanere nella Ue. “Non intendo farmi influenzare in un senso o in un altro da questo tipo di critiche, sinceramente non mi interessano”, ha detto Juncker al termine del vertice oggi a Bruxelles, sottolineando che il governo e l’opposizione britannici gli avevano chiesto di non interferire nella campagna per il referendum. Dopo il voto shock britannico per il Brexit erano circolate voci di possibili dimissioni di Juncker, ma la Commissione oggi l’ha smentito e il presidente ha detto che molti colleghi l’hanno incoraggiato a “non perdersi d’animo”. Il presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, ha detto che “Jean-Claude Juncker è l’ultima persona che può essere responsabilizzata” per il risultato negativo del referendum.

Il disperato appello del popolo scozzese e della premier Nicola Sturgeon per restare nella UE

“Se ci fosse un modo per restare, sono determinata a tentare di trovare quella strada”, ha detto la premier scozzese, Nicola Sturgeon, che a Bruxelles ha parlato con i leader dell’Unione europea delle conseguenze del voto favorevole alla Brexit. “Se si arriverà a un punto in cui sembrerà che l’unica via sia mantenere la relazione della Scozia con l’Ue tramite l’opzione di diventare un Paese indipendente, credo sia un’opzione che si presenterà”, ha aggiunto, sottolineando che ancora “non siamo a quel punto”. Ha poi spiegato di non “sottostimare le difficoltà” che le aspirazioni scozzesi affronteranno.

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