Migranti. L’Europa sempre più divisa, mentre si continua a morire nel Mediterraneo. Mattarella inaugura il museo di Lampedusa

Migranti. L’Europa sempre più divisa, mentre si continua a morire nel Mediterraneo. Mattarella inaugura il museo di Lampedusa

Nel giorno in cui Sergio Mattarella inaugura a Lampedusa il “Museo della fiducia e del dialogo”, Angela Merkel, proseguendo la sua politica ondivaga – per scontentare tutti senza accontentare nessuno – esprime un mezzo apprezzamento verso la proposta italiana del Migration Compact, nei confronti della quale avevo precedentemente dato un giudizio sostanzialmente negativo. Il Migration Compact, per quel che si è capito, è il tentativo di stabilizzare i flussi migratori, ancorandoli ai paesi di provenienza o di transito (i primi stati indicati sono Etiopia, Libia, Nigeria e Senegal). Si tratterebbe di creare le condizioni per rendere possibile la permanenza dei migranti nei paesi da cui provengono o che attraversano, con cospicui finanziamenti per investimenti economici, innovazione, infrastrutture.

 A questa impresa, che Renzi cavalca con estrema spregiudicatezza, dovrebbero concorrere gli Stati della UE, con un apposito fondo (inizialmente calcolato in 500 milioni di euro) e con l’emissione di bond europei. Caduta o accantonata quest’ultima ipotesi, alla quale la Germania era particolarmente ostile, la Merkel mostra una certa disponibilità. E lo fa in una sede politica (il congresso della CDU del Meclemburgo Pomerania Anteriore), che è anche l’occasione per esprimere un chiaro no alla “chiusura del Brennero”. “Chiudere il Brennero vorrebbe dire distruggere l’Europa” ha detto la cancelliera, come riporta Die Welt. Affermazione perentoria, anche se, dopo l’elezione di Van der Bellen alla presidenza austriaca, è meno coraggiosa di quanto lo sarebbe stato un mese fa. Tornando al tema dei migranti, la Merkel auspica una “ragionevole solidarietà” da parte della UE e aggiunge che “con aiuti sul posto vengono meno i motivi di venire”.

Chi in questo momento sembra sostenere senza remore l’iniziativa di Renzi, è Juncker. I tempi (gennaio di quest’anno) in cui il presidente della Commissione europea e il nostro primo ministro litigavano persino sulla primogenitura della richiesta di flessibilità, sembrano lontani. Juncker ha accolto con “grande favore” la proposta del Migration Compact, anche se si è riservato di approfondirla con i vicepresidenti Timmermans e soprattutto Federica Mogherini, che di questo piano è la principale autrice. La questione verrà affrontata nel vertice europeo del 28 e 29 giugno. Ma già prima di quella data, si capirà che aria tira dal Consiglio dei Ministri degli Interni della UE, che si terrà in Lussemburgo il 9 e 10 giugno.

Il piano italiano, al vaglio della Commissione Europea, prevede anche un potenziamento della rete dei cosiddetti “hotspots” (centri di identificazione e smistamento). Ai cinque già aperti e ai due previsti entro luglio in Sicilia (Mineo e Messina), se ne dovrebbero aggiungere altri tre, in Calabria, Puglia e Sardegna. Oltre a ciò è previsto il potenziamento degli hotspots mobili, cioè i soccorsi in mare, nei pressi dei porti, per fronteggiare l’emergenza. Il complesso di questo piano di interventi (politica del rimpatrio, finanziamenti a sostegno di una politica di blocco dei flussi, allestimento degli hotspots) prevede un costo di circa 500 milioni, secondo le stime del nostro governo. Si ha il sospetto che questo balletto di cifre e di strutture e infrastrutture annunciate sia funzionale più ad addomesticare le spinte populiste e xenofobe che a costituire un reale impianto in grado di governare il problema dei migranti. Ma se, sul piano pratico, la politica italiana si mostra più rapida nelle parole che nei fatti nel fronteggiare il problema dei migranti, sul terreno artistico-museale oggi è stato fatto un decisivo passo avanti.

Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha inaugurato a Lampedusa il Museo della fiducia e del dialogo, che si propone, con la rassegna di opere provenienti da tutto il mondo e che in qualche misura si richiamano ai drammi del mare, come un grande omaggio alla comunità lampedusana, che in questi anni ha fornito esempi di solidarietà e di abnegazione che hanno salvato migliaia di vite umane. Fra le opere esposte anche “L’amore dormiente” di Caravaggio (proveniente dagli uffizi) che il grande pittore lombardo realizzò mentre era profugo (migrante?) a Malta. “L’Eros ritorna nelle sue acque di origine” ha sottolineato il direttore degli Uffizi Eike Schmidt. Mentre a Lampedusa si celebrano i trionfi dell’arte, sul mare si susseguono giorni di ordinario sterminio. Lungo la costa libica di Zuwara sono stati ritrovati i corpi di 117 persone. Si crede facessero parte della “carovana” di gommoni intercettati dalla Guardia Costiera la settimana scorsa. A sud di Creta è affondato un barcone, contenente un numero imprecisato di migranti: 350 sono stati salvati, 9 sono morti. Ma si teme che all’appello manchino almeno trecento persone. La marina greca sta conducendo le ricerche. Creta sembra costituire in questo momento per gli scafisti un approdo conveniente. Dall’inizio dell’anno si calcola che siano morte in affondamenti, naufragi ed efferatezze degli scafisti non meno di 2500 persone. Infine gli sbarchi in Sicilia. A Porto Empedocle sono sbarcati oggi 365 migranti. Complessivamente negli ultimi due giorni sono arrivati nell’isola oltre 4.000 migranti. Non sono flussi da “invasione”, ma mettono a dura prova la tenuta e la capacità organizzativa delle nostre strutture.

Share

Leave a Reply

Your email address will not be published.