M5S. Nuova tegola sul sindaco di Parma, Pizzarotti: la Procura invia avviso di garanzia con l’accusa di disastro colposo

M5S. Nuova tegola sul sindaco di Parma, Pizzarotti: la Procura invia avviso di garanzia con l’accusa di disastro colposo

Il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti (M5s) è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura della Repubblica per l’alluvione del Baganza del 13 ottobre 2014. Indagati anche il comandante della polizia municipale, Gaetano Noè, il dirigente della protezione civile regionale, Gabriele Mainetti, e di quella provinciale, Gabriele Alifraco, e l’ex responsabile del servizio tecnico di bacino, Gianfranco Larini. L’iscrizione nel registro degli indagati risale alla scorsa settimana, scrive la Gazzetta di Parma, ma non sarebbe ancora stata trasmessa alcuna informazione di garanzia agli indagati, perché finora la Procura non ha svolto atti che richiedano la presenza di un difensore. L’avviso di garanzia notificato al sindaco di Parma sarebbe nato da un esposto Pd, come quello sul Teatro Regio che, comunicato ai vertici del M5S in ritardo, ha fatto scattare la sospensione del primo cittadino dal Movimento. Pizzarotti, che stasera rientrerà dalla Cina dove si trovava in viaggio istituzionale, è stato iscritto con l’accusa di disastro colposo. In realtà, anche il ‘Movimento dei nuovi consumatori’ aveva presentato, nei mesi scorsi, una denuncia in Procura puntando il dito contro Pizzarotti, ‘reo’, a detta dell’associazione, di non aver dato l’allarme e di aver ignorato il preallarme trasmesso dalla Prefettura al Comune. Ma a muovere l’inchiesta, a quanto si apprende, sarebbe stato l’esposto dei dem, anche se è probabile che la denuncia del Movimento dei nuovi consumatori sia già sul tavolo dei pm.

Da Parma fanno notare che i vertici della Pge finiti nel mirino della Procura sono stati ‘decapitati’ prontamente su iniziativa del primo cittadino. Non solo. Il Comune, nel mesi scorsi, ha anche avviato un’indagine interna senza attendere l’intervento della magistratura: obiettivo fare chiarezza. Ma tra Roma e Milano c’è la convinzione che Pizzarotti rischi grosso su questa vicenda. E, al di là della Pge, i rapporti sembrano ormai irrimediabilmente compromessi. Il sindaco ducale, che in queste settimane è rimasto più o meno in silenzio attendendo il primo turno delle amministrative, non è disposto a temporeggiare ulteriormente. Già domani, quando rientrerà in Comune, è pronto a far sentire la propria voce chiedendo che destino l’attenda nel Movimento, se dentro o fuori. Un atteggiamento, il suo, che rischia di indispettire ulteriormente i vertici nonché Beppe Grillo, che sull’espulsione non ha mai nutrito dubbi: avrebbe estratto il cartellino rosso sin dal principio: “è un buon sindaco? Un sindaco del Pd”, lo sferzante commento che è solito fare Grillo coi suoi, raccontano all’Adnkronos fonti M5S. La strada, dunque, sembra segnata. E l’atteggiamento del sindaco ducale, viene spiegato, non aiuta. Nei giorni scorsi ha ‘punto’ Bologna per il risultato ottenuto alle urne. “Si poteva fare di più”, ha rimarcato il sindaco. Nel mirino di Pizzarotti, Max Bugani, acerrimo nemico di sempre ma intoccabile per i vertici: non a caso nei mesi scorsi il bolognese è entrato nell’associazione Rousseau. I rapporti burrascosi tra i due sarebbero uno dei semi della discordia che ha progressivamente allontanato il sindaco di Parma da Grillo, Casaleggio e il direttorio.

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