Londra. Omicidio Cox. Davanti alla corte l’omicida conferma la scelta neonazista. Intanto anche il Times sostiene la permanenza nella UE

Londra. Omicidio Cox. Davanti alla corte l’omicida conferma la scelta neonazista. Intanto anche il Times sostiene la permanenza nella UE

Thomas Mair, l’uomo sotto accusa per l’omicidio premeditato di Jo Cox, la deputata laburista impegnata nell’affermazione internazionale dei diritti umani e una delle possibili candidate al ministero degli Esteri ombra, è stato ascoltato nella mattina di sabato dai magistrati di Westminster a Londra. Le accuse contro di lui sono giustamente pesantissime: omicidio, possesso illegale di armi da fuoco e di un’arma bianca pericolosa. Quando i magistrati gli hanno chiesto il suo nome, Mair ha risposto: “My name is death to traitors, freedom for Britain”, mi chiamo Morte ai traditori, libertà per la Gran Bretagna. Se mai ve ne fosse stato bisogno, la sua spavalderia in Tribunale ha confermato i sospetti e gli indizi che lo disegnavano come “attivista politico” dell’estrema destra neonazista.

Il procuratore ha detto alla Corte che lo stesso Mair ha confessato durante gli interrogatori di polizia di essere un “attivista politico”. Frase ribadita nella sintesi dell’atto d’accusa consegnato alla Corte dalla procura. Inoltre, sempre secondo i verbali della polizia, Mair ha anche detto “this is for Britain”, questo è per la Gran Bretagna, mentre uccideva la deputata Cox, e “keep Britain independent”, conserviamo l’indipendenza britannica. Subito dopo, Mair si è chiuso nel silenzio e il tribunale ha deciso il suo trasferimento nel carcere di massima sicurezza di Belmarsh, a sud-est di Londra, e che venga sottoposto a perizia psichiatrica.

David Cawthorne, membro della divisione antiterrorismo del procuratore della Corona, ha sottolineato le accuse contro Mair ed ha confermato le parole dette da Mair mentre uccideva la Cox. Non solo, Mair ha ripetutamente rivendicato di essere un “attivista politico”, e dunque non uno squilibrato, come si ipotizzava all’inizio dell’indagine.

L’ultimo sondaggio prima del delitto Cox: avanti i proUe

A cinque giorni dal referendum sulla Brexit, la campagna per la permanenza del Regno Unito in Ue è davanti al fronte ‘pro-uscita’ secondo l’ultimo sondaggio dell’agenzia Bmg pubblicato dal quotidiano scozzese Herald. Dalla rilevazione, condotta tra 1.064 elettori tra il 10 e il 15 giugno, il 46% dei cittadini ha dichiarato di sostenere la campagna del ‘remain’, la permanenza in Ue, contro il 43% a favore del ‘leave’, l’uscita dall’Ue. L’11% dei votanti continua a dichiararsi indeciso. Escludendo quest’ultimo gruppo, il sondaggio mostra così che al momento il 52% degli elettori voterà per la permanenza, rispetto al 48% della ‘brexit’. IL sondaggio è stato condotto prima dell’agguato in cui è stata uccisa la deputata laburista anti-Brexit Jo Cox.

Le manifestazioni di solidarietà in Europa

Centinaia di cittadini europei si troveranno domenica a Roma, e in contemporanea a Parigi, Berlino e Londra, per cercare di battere il record mondiale della catena di baci più lunga del mondo e mandare “un segnale di amore verso la Gran Bretagna” in vista del referendum del 23 giugno. Mentre si avvicina il referendum su permanenza o uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, l’evento, lanciato dal movimento globale cittadino Avaaz, vuole sollecitare “il dibattito in Europa e Gran Bretagna verso un approccio più positivo, opposto a paure e divisioni”, in particolare dopo la tragica morte della parlamentare britannica Jo Cox. La catena di baci partirà da Roma, dal Colosseo e vuole simbolizzare i legami tra italiani, europei e britannici a pochi giorni dal voto di giovedì. Durante l’azione si cercherà di battere il record mondiale di catena di baci che attualmente è di 351. Il bacio sarà passato, attraverso un iPad, da Roma a Berlino, da lì a Parigi e infine a Londra.

Anche il Times per la permanenza

In un editoriale importante il prestigioso Times ha reso noto ai suoi lettori di sostenere la campagna per la permanenza della Gran Bretagna nell’Unione Europea, replicando al quotidiano popolare The Sun che invece si era schierato per la Brexit. “Why remain is best for Britain” è il titolo dell’editoriale. “Il risultato migliore del referendum della prossima settimana”, scrive il Times, “è una nuova alleanza delle nazioni della UE sul tema del libero mercato e delle riforme, guidata dalla Gran Bretagna”. Ciò significa che il proprietario del Times, Rupert Murdoch, ha scelto di stare coi presumibili vincitori del referendum? Non è un caso che questo sostegno venga letto in modo sospetto dall’opinione pubblica britannica, perché pubblicato due giorni dopo l’omicidio di Jo Cox, ed evidentemente sulla base di sondaggi ancora riservati. Il Times resta infatti cauto nel sostegno: “votare per la permanenza nella UE è una scelta pragmatica non entusiastica, compiuta nonostante il comportamento di Bruxelles, e non certo in conseguenza di esso”. Il Times prosegue: “votare per l’uscita significa un votare contro la fiducia nel progetto europeo, con conseguenze ignote e allarmanti”.

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