La Sicilia brucia per incendi dolosi alimentati dallo scirocco, ma anche per inadempienze della Giunta Crocetta

La Sicilia brucia per incendi dolosi alimentati dallo scirocco, ma anche per inadempienze della Giunta Crocetta

Sono decine i roghi scoppiati in Sicilia dalla tarda sera di ieri e alimentati dal forte vento di scirocco che ha fatto raggiungere picchi di 39-40 gradi. Colpiti diversi comuni delle province di Palermo, Agrigento, Trapani, Messina e la zona delle basse Madonie, sopra Cefalù. Sono state chiuse l’autostrada A20 Palermo-Messina, tra gli svincoli di Buonfornello e Castelbuono, la A29 “Palermo-Mazara del Vallo” tra Carini e Cinisi e la statale 113, tra Lascari e Cefalù. La situazione più difficile è nella zona madonita, dove sono state evacuate case e scuole. Lo stesso è accaduto a Monreale, dove una cinquantina di bambini sono finiti in ospedale per una lieve intossicazione. Squadre dei vigili del fuoco e della Protezione civile sono impegnate nelle operazioni di spegnimento, mentre i Canadair sono bloccati a terra per il forte vento.

“I bambini, circa una trentina, sono stati visitati all’ospedale Ingrassia di Palermo e stanno tutti bene. Hanno soltanto inalato del fumo ma nessuno è rimasto intossicato”, afferma il sindaco di Monreale, Piero Capizzi dopo che stamane la scuola materna “Il Girasole” è stato fatta evacuare “in via precauzionale a causa di un incendio divampato nei paraggi – aggiunge il sindaco – adesso la situazione è sotto controllo e tutti i roghi nel territorio sono stati spenti”. “Certo – racconta – stamane abbiamo vissuto momenti di paura. E dopo avere evacuato la scuola con un pullman abbiamo fatto visitare i bambini che hanno dai 4 ai 5 anni dai medici: sono stati accompagnati nei reparti del nosocomio dalle loro maestre”. Il sindaco lamenta inoltre “che questi incendi che stanno colpendo la Sicilia sono di origine dolosa e vengono appiccati quando aumentano le temperature climatiche”.

Intanto, sono state sospese le attività ambulatoriali e i ricoveri programmati all’ospedale Giglio di Cefalù per la giornata odierna a causa del vasto incendio che sta interessando la cittadina turistica. A comunicarlo è stata la direzione sanitaria. Vengono garantite le urgenze e la attività di Pronto Soccorso dove sono state assistite già nel corso della mattinata una decina di pazienti per semplice intossicazione da fumo senza casi gravi. In mattinata sono stati, inoltre, dimessi i pazienti dimissibili. La situazione – precisa la direzione – è sotto controllo.

“La campagna antincendio in Sicilia è partita ieri come prevede la legge, il periodo va dal 15 giugno al 15 ottobre”, dice l’assessore regionale all’Ambiente, Maurizio Croce. “I gruppi antincendio del gruppo Forestale – aggiunge l’assessore – stanno operando in tutte le zone colpite dagli incendi”. Il senatore di Sinistra Italiana non accetta le giustificazioni fornite dalla Giunta regionale e attacca: “Spiace riscontrare per l’ennesima volta come l’amministrazione regionale, che avrebbe dovuto attivare da mesi le attività di prevenzione degli incendi, anche in questo caso si sia dimostrata incapace di arginare un fenomeno previsto e prevedibile. Nei mesi passati, i forestali dell’Azienda Foreste Demaniali avrebbero dovuto predisporre i viali tagliafuoco nei boschi per arginare i prevedibili incendi e scongiurare il rischio che le fiamme si propagassero fino nei centri abitati, come invece è avvenuto. Di tutto ciò non è stato fatto assolutamente nulla, i boschi sono stati lasciati allo stato selvaggio e gli operai non sono stati mandati in tempo a causa dei ritardi nelle assunzioni. Un ritardo che si è protratto fino a pochi giorni fa per gli operai da impegnare nell’attività di spegnimento degli incendi che, a quanto mi risulta, in questo momento non sono impiegati nell’emergenza perché impegnati nell’attività di formazione obbligatoria. Tutto questo è responsabilità politica di un’amministrazione scellerata, che dietro alle beghe di partito ha abbandonato una Regione a se stessa. I risultati, purtroppo, sono sotto gli occhi di tutti”. Il senatore di Sinistra Italiana, Francesco Campanella cnclude: “Mi chiedo se tutto il personale del Corpo Forestale impiegabile nella vigilanza antincendio, in divisa e tecnico, sia effettivamente in servizio sul territorio o se sia stato a tutt’oggi lasciato in ufficio a svolgere attività amministrativa”.

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