Italtel/Exprivia. Dubbi su acquisizione. Il dossier di Fim, Fiom e Uilm

Italtel/Exprivia. Dubbi su acquisizione. Il dossier di Fim, Fiom e Uilm

Film, Fiom e Uilm hanno incontrato, presso il ministero dello Sviluppo economico, la società di tlc Italtel per avere ulteriori informazioni sull’operazione di acquisizione da parte di Exprivia spa che potrebbe interessare l’azienda nelle prossime settimane. L’azienda ha dichiarato che Exprivia ha formulato una terza offerta non vincolante per l’acquisizione della quota di controllo, fino al 100% del capitale di Italtel spa.

Fim, Fiom e Uilm, per le ricadute che tale operazione potrebbe avere sulle lavoratrici e sui lavoratori di entrambe le aziende, hanno chiesto nei giorni scorsi al miSe la convocazione di un incontro tra le Organizzazioni sindacali ed Exprivia spa per avere i dettagli rispetto alla sostenibilità finanziaria dell’eventuale operazione e per avere risposta ad una serie di domande. Qual è il piano industriale dell’azienda post acquisizione? Come intende Exprivia preservare il capitale industriale di Italtel, ovvero i prodotti proprietari, che oggi danno il grosso della marginalità all’azienda di tlc? Come intende preservare il capitale umano e i livelli occupazionali?

Il ministero dello Sviluppo economico ha dichiarato che Exprivia intenderebbe incontrare le organizzazioni sindacali per fornire le informazioni richieste, ma al momento non c’è ancora conferma di tale eventuale incontro. Fim, Fiom e Uilm ritengono non più rinviabile un tavolo di confronto presso il ministero dello Sviluppo economico, per avere risposta alle tante domande che si pongono a seguito dell’analisi dei dati in loro possesso. Per questo, ritengono opportuno diffondere un dossier contenente le loro considerazioni in merito ad un’operazione che presenta molti rischi e sulla quale pretendono chiarezza e trasparenza.

Fim, Fiom e Uilm dichiarano che se tale trasparenza dovesse tardare ad arrivare metteranno in campo tutti gli strumenti in loro possesso per fare in modo che venga salvaguardata l’occupazione di circa 2.000 lavoratrici e lavoratori in tutt’Italia.

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