Istanbul. Gravissimo attentato all’aeroporto Ataturk. Si segue la pista jihadista. Molte le analogie con il 22 marzo di Bruxelles

Istanbul. Gravissimo attentato all’aeroporto Ataturk. Si segue la pista jihadista. Molte le analogie con il 22 marzo di Bruxelles

Almeno 36 persone sono state uccise e molte ferite nel corso di un attacco terroristico nella serata di martedì all’aeroporto Ataturk di Istanbul.  Gli assalitori, probabilmente sette, sono arrivati all’aeroporto in taxi, secondo quanto ha riferito il primo ministro turco in conferenza stampa. Non sono stati forniti né identità né nazionalità dei membri del kommando, ma si teme che l’attentato sia stato organizzato e messo in atto da una cellula del Daesh, dello Stato islamico. Verso le ore 22 di martedì, sette kamikaze hanno aperto il fuoco contro i passeggeri con fucili mitragliatori, prima di farsi esplodere in uno dei Terminal. L’aeroporto è stato ovviamente chiuso in seguito all’attentato. I voli sono ripresi nella notte. Il primo ministro turco ha insistito molto nell’allontanare i sospetti di buchi nella sorveglianza dell’aeroporto, uno dei più frequentati al mondo, con 61 milioni di imbarchi all’anno.

È molto probabile che tra le vittime e i feriti vi siano molti stranieri. In questa fase, però, nessuna informazione è stata fornita dalle autorità, neppure sul numero preciso delle vittime. Si parla di almeno 36 morti e 147 feriti, ma la contabilità delle vittime sembra destinata a salire. L’ambasciata dell’Arabia Saudita in Turchia è stata l’unica ad aver comunicato nella notte il ferimento di sette cittadini sauditi, trasportati in gravi condizioni negli ospedali di Istanbul.

Sul piano dell’inchiesta e delle responsabilità dell’attentato, nessuna rivendicazione è stata diffusa, ma le autorità inquirenti turche seguono l’ipotesi dell’attentato jihadista. Anche il primo ministro turco nella conferenza stampa ha confermato che tutti gli indizi puntano verso il Daesh, lo Stato islamico. Gli attentati in Turchia si sono moltiplicati di recente, provocando più di 200 morti e centinaia di feriti. Istanbul è stata oggetto di attentati tre volte quest’anno, con diverse matrici. Oltre alla minaccia portata dai jihadisti, anche i curdi del Pkk hanno elevato il grado di pericolosità. L’attacco all’aeroporto di Istanbul del 28 giugno, per la sua dinamica e la sua ampiezza, si distingue da quelli precedentemente attribuiti al Daesh. Tuttavia, gli analisti internazionali vedono delle analogie con l’attacco all’aeroporto di Bruxelles dello scorso 22 marzo, rivendicato appunto dal Daesh.

Al termine del vertice del Gabinetto di crisi, il presidente turco Erdogan ha vivamente condannato l’attentato che “cerca di destabilizzare la Turchia, facendo scorrere sangue innocente”. Erdogano ha lanciato un appello alla comunità internazionale: “spero che l’attacco contro l’aeroporto Ataturk divenga la svolta per la lotta comune che i paesi occidentali, in tutto il mondo, lanceranno contro le organizzazioni terroristiche”.

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