Incredibile ma vero: le Pmi costrette a convivere con 694 scadenze fiscali, 97 possibili controlli e ben 16 Agenzie. I numeri del Congresso di ConfimpreseItalia

Incredibile ma vero: le Pmi costrette a convivere con 694 scadenze fiscali, 97 possibili controlli e ben 16 Agenzie. I numeri del Congresso di ConfimpreseItalia
Una relazione che ha fotografato il ruolo primario delle micro, piccole e medie imprese nell’economia italiana, ma che ha messo in luce anche le innumerevoli difficoltà che si trovano a vivere queste realtà produttive a causa di un fisco e di uno Stato decisamente poco clemente. Questa la fotografia fornita dal presidente di ConfimpreseItalia, Guido D’Amico, nel corso del congresso nazionale che lo ha confermato alla presidenza della confederazione e che si è svolto a Roma. I dati forniti dal presidente D’Amico non lasciano spazio alle interpretazioni: il cuneo fiscale della retribuzione lorda è del 49%, le MPM devono confrontarsi con 694 scadenze fiscali, 97 possibili controlli con ben 16 agenzie, enti o istituti.
 
Le proposte della Confederazione al governo ed alle altre parti sociali
Per questo motivo il presidente D’Amico ha deciso di lanciare una serie di proposte agli esponenti governativi presenti al Congresso Nazionale. Tra le altre è stata posta l’attenzione sulla necessità di creare un “pacchetto semplificazione definitivo garantendo anche una riduzione di Irap e cuneo contributivo a carico delle imprese. Rivedere il patto di stabilità con un eventuale finanziamento mediante emissione di titoli del debito pubblico dando, inoltre, la possibilità di trattenere il TFR non optato per le aziende con più di 50 dipendenti. Potenziamo il fondo centrale di garanzia per le PMI”. Ma non solo. Il presidente D’Amico ha evidenziato anche l’importanza di modificare la legge fallimentare, l’abolizione del CNEL e una regolamentazione certa delle lobby.
 
Al Tempio di Adriano di Roma numerosi big del governo
 
Numerosi ed autorevoli gli interventi di esponenti del governo e del Parlamento che hanno partecipato all’assise nella prestigiosa cornice del Tempio di Adriano della Camera di Commercio a Roma. Tra questi il viceministro all’economia Enrico Zanetti, che ha dato un contributo tecnico, cercando di dare risposte sui numerosi temi che la relazione del presidente D’Amico aveva messo al centro del dibattito, significativo l’intervento del sottosegretario alla giustizia Cosimo Maria Ferri, che si è occupato, oltre che di dare risposte alle domande poste dal presidente D’Amico, anche al tema centrale della giustizia civile ed amministrativa. Sul punto da registrare l’intervento anche del presidente del Tribunale delle Imprese, Marcasi. Poi l’intervento di Ivan Lobello, presidente di Unioncamere, che in territorio amico, ha incalzato la platea dei delegati, con tutti i principali temi che stanno a cuore alle imprese.
Da registrare l’intervento, più volte interrotto dagli applausi dei delegati, del presidente della Fondazione ‘Terzo Pilastro’ Emanuele Emmanuele, che, con grande lucidità ha messo al centro dei riflettori tutte le assenze, spesso colpevoli, degli organi centrali e periferici dello Stato. Nel dibattito sono intervenuti anche il sottosegretario al lavoro Massimo Cassano e il presidente della commissione bicamerale per le questioni regionali Gianpiero D’Alia.
 
Scotto (Sinistra Italiana): “Serve un Paese più equo. In nessun manuale di economia c’è scritto che se si cambia la legge elettorale o la Costituzione c’è la ripresa”
 
Da registrare, la prima volta per Confimprese Italia, l’intervento delcapogruppo di Sinistra Italiana, Arturo Scotto, eccone un passaggio: “Non credo che in nessun manuale di economia sia scritto che se si cambia la legge elettorale o la Costituzione ci sarà una ripresa, quello che occorre oggi è cambiare le politiche economiche di questo Paese. Nel corso degli ultimi anni abbiamo evitato di trasferire la leva fiscale dal lavoro al patrimonio e l’effetto è sotto gli occhi di tutti. Gli investimenti, inoltre, sono ancora troppo poveri – aggiunge – pensiamo ad esempio al Piano Junker dove i  numeri sono estremamente risicati e rischiano di essere illusori. Un paese più equo è un paese dove anche l’impresa sta meglio, produce e crea lavoro. Il ceto medio si trova oggi negli accampamenti della solitudine o dell’astensionismo, e credo che o parliamo a quel mondo oppure non ce la faremo”. Nell’Aula del Tempio di Adriano, presenti anche il vice presidente di Confindustria Antonella Mansi, (la segretaria generale della Cgil ha inviato alla Presidenza del Congresso un messaggio augurale ndr) il presidente dell’Istituto Nazionale dei Revisori Legali Virgilio Baresi, il presidente della Fondazione “Terzo Pilastro” F.M. Emmanuele. Nel corso della manifestazione è arrivato anche un messaggio del vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura Giovanni Legnini assente per impegni istituzionali, ma che ha voluto comunque essere presente. Tutti, nei loro interventi, hanno rimarcato l’importanza di sostenere le micro, piccole e medie imprese accogliendo con favore le proposte lanciate dal presidente di ConfimpreseItalia Guido D’Amico. Proprio lui ha chiuso il congresso nazionale proponendo la presidenza onoraria della confederazione a Emmanuele F.M. Emanuele. Una proposta che tutti i delegati hanno accolto con un lungo applauso.
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