Il “Viareggio Rèpaci” in trasferta a Roma. Il Premio internazionale a Giusi Nicolini, sindaca del Comune di Lampedusa. Le terne dei vincitori

Il “Viareggio Rèpaci” in trasferta  a  Roma. Il Premio internazionale a Giusi Nicolini, sindaca del Comune di Lampedusa. Le terne dei vincitori

Il Premio letterario “Viareggio-Repaci” in trasferta a Roma. Si tratta di una importante innovazione nella storia di uno dei premi letterari più prestigiosi, nato a Viareggio, all’ombra di un ombrellone. Venerdì 1 luglio, alle ore 17, avrà luogo presso la Casa delle Letterature di Roma  un incontro con la stampa cui prenderanno parte i finalisti di narrativa, poesia e saggistica che verranno presentati al Festival della letteratura. Il premio nasce tre anni dopo il “Bagutta” ed entra a far parte a pieno merito dei grandi premi letterari del Novecento. Nel 1926 Orio Vergani “pensò” il Bagutta in un trattoria milanese dove si riuniva con gli amici.

Tre amici, sotto un ombrellone, progettano il Premio, aperto alla libera circolazione delle idee

Tre anni dopo nasce in Versilia il “Viareggio”. Non in una stanza di un ristorante sulla spiaggia, sotto un ombrellone, nella splendida “passeggiata” lungomare a pochi passi da quello che è oggi un famoso porto dove sono ormeggiate le “barche” che arrivano da ogni parte del mondo spesso costruite nei cantieri viareggini. Sono tre amici a mettere a punto un progetto, Leonida Rèpaci, Carlo Salsa e Alberto Colantuoni. Poi arrivano Primo Conti e Gian Capo. Si propongono un obiettivo: sottrarre il Premio al chiuso dei cenacoli e di aprirlo en plein air alla  libera circolazione delle  idee nella società letteraria italiana. Viareggio fu scelta – scriverà Rèpaci – perché “noi fondatori  intendemmo contraccambiare la bella spiaggia di quell’amore che aveva saputo accendere nel fondo di noi, da quando avevamo associato il suo nome a quello di Shelley, il ricordo di un tonfo di risacca al crepitio del rogo col quale un Poeta ritornava, dio immortale, ai puri spazi da cui era disceso per scolpire la statua di Prometeo, finalmente liberato dalle potenze e dalle presenze del Male”.

Sempre difesi i valori di democrazia, libertà e autonomia della cultura

Tanta acqua è passata sotto i ponti, tante vicende, gioie e dolori anche. Un obiettivo sempre vivido: quello della libertà della cultura, della autonomia del Premio che per vivere ha sempre avuto bisogno e lo ha ancora dell’intervento degli enti pubblici. Nel passato e non solo, grandi sono state le tentazioni, gli attacchi alla autonomia del Premio, alle sue scelte, alle sue iniziative. Ci provò il fascismo, ma non ci riuscì. Rèpaci non si prestò a squallide manovre. Se ne andò per tornare nell’immediato dopoguerra a far rivivere il  Premio riportandolo a quei valori di democrazia, libertà, autonomia della cultura che avevano animato i promotori all’ombra dell’ombrellone.

Un messaggio di speranza e  fiducia nel rispetto dei diritti lanciato a tutto il mondo

Non è un caso, ma una scelta fondante, che ha portato la Giuria ad assegnare, all’unanimità  il Premio Internazionale “Viareggio-Versilia” al Comune di Lampedusa e Linosa, nella persona della sindaca, Giusi Nicolini, “per l’esemplare modello di solidarietà e di umana generosità – si legge nella motivazione – messa quotidianamente in atto in situazioni drammatiche ed emergenziali, lanciando a tutto il mondo un forte messaggio di speranza e di fiducia nel rispetto dei diritti”. Anche in questa luce la “trasferta” romana, da tempo avvertita come una “necessità”, assume particolare significato. Offre alla capitale d’Italia un’occasione culturale di grande importanza e, al tempo stesso, ne ricava un input per il futuro e l’arricchimento continuo del bagaglio culturale del “Viareggio-Rèpaci”.

Ad Amedeo  Quondam il Premio “Viareggio alla Carriera”

Per la serata  finale il Premio  torna nella sua Viareggio, sabato 27 agosto, con la premiazione dei nove vincitori del Premio “Giuria-Viareggio”, la proclamazione dei tre vincitori del premio “Viareggio-Rèpaci”.  Già sono stati resi noti i nomi delle terne vincitrici dei due premi al termine dei lavori della Giuria presieduta dalla presidente, professoressa Simona Costa, ordinario di Letteratura Italiana contemporanea presso l’Università di Roma Tre. La Giuria ha deciso, all’unanimità, di assegnare ad Amedeo Quondam, professore emerito di Letteratura Italiana dell’Università “La Sapienza” di Roma, il Premio “Viareggio alla Carriera” “per i suoi fondativi studi sulla cultura di corte e la sua ‘forma del vivere’ quale radice dell’identità italiana e modello primario di civilizzazione europea”. Quondam è stato tra i fondatori, nonché presidente, dell’Adi, l’Associazione degli Italianisti Italiani, e ha partecipato al nascere del Centro Studi “Europa delle Corti”, che presiede. La Giuria ha inoltre deliberato l’apertura per quest’anno di una nuova sezione, con un premio assegnato al Graphic Novel.

Pubblichiamo di seguito  le  terne vincitrici del premio “Giuria-Viareggio” e finaliste del premio “Viareggio-Rèpaci”:

Narrativa
Franco Cordelli, Una sostanza sottile, Einaudi
Pia Pera, Al giardino ancora non l’ho detto, Ponte alle Grazie
Marco Salotti, Reality in Arcadia, il Melangolo

Poesia
Sonia Gentili, Viaggio mentre morivo, Aragno
Mariangela Gualtieri, Le giovani parole, Einaudi
Rino Mele, Un grano di morfina per Freud, Manni

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