Il Bundestag tedesco approva la mozione sul genocidio degli armeni. Erdogan richiama l’ambasciatore. Rapporti sempre più tesi tra Berlino e Ankara

Il Bundestag tedesco approva la mozione sul genocidio degli armeni. Erdogan richiama l’ambasciatore. Rapporti sempre più tesi tra Berlino e Ankara

Dopo l’approvazione da parte del Bundestag, il Parlamento federale tedesco, di una mozione che definisce il massacro degli armeni da parte degli Ottomani un secolo fa come genocidio, la Turchia ha richiamato il suo ambasciatore a Berlino, confermando ciò che il presidente turco Erdogan aveva minacciato: “le relazioni tra i due paesi saranno colpite seriamente da questa mozione”. La mozione di cinque pagine, scritta unitariamente dai Cristiano democratici, dai socialdemocratici e dai Verdi, chiede una “commemorazione del genocidio degli armeni e delle altre minoranze cristiane negli anni 1915 e 1916”. La mozione è stata approvata quasi all’unanimità dei partiti presenti nel Bundestag, con un solo astenuto e un solo voto contrario.

La cancelliera tedesca Angela Merkel aveva votato a favore della risoluzione durante nel corso della riunione del gruppo martedì, ma era assente dal Bundestag giovedì, come Sigmar Gabriel, e il ministro degli Esteri Frank-Walter Steinmeier. Il leader della Link ha giudicato queste assenze importanti come “non certo coraggiose”. Il fatto è che i governi turchi hanno sempre rifiutato l’uso del termine genocidio per descrivere il massacro e l’espulsione di quasi 1.5 milioni di armeni e delle minoranze cristiane durante l’Impero ottomano. Il presidente Erdogan, fermamente contrario ad etichettare come genocidio l’omicidio di massa degli armeni, ha poi commentato il voto tedesco come “inutile e nullo”. Nel corso di una visita istituzionale in Kenya, Erdogan ha detto che Ankara ha richiamato l’ambasciatore in Germania per consultazioni, così come ha richiamato l’incaricato di affari della Germania presso il Ministero degli esteri.

Poco prima, il vice primo ministro turco Numan Kurtulmus aveva detto: “la Turchia darà la giusta riposta alla Germania. Consideriamo questa decisione senza senso. Non è una decisione che va presa da politici  o da Parlamenti; è una decisione che va fatta dagli storici”. E da questo punto di vista, dice il vice primo ministro, si tratta di “un errore storico”. A sua volta, il nuovo primo ministro turco Binali Yildirim, ha duramente condannato la decisione come “irrazionale” e ha detto che mette a dura prova l’amicizia tra i due paesi. Il ministro degli Esteri turco Davutoglu, insieme con il presidente Erdogan in Kenya, ha poi aggiunto via twitter: “il modo per chiudere una delle pagine più oscure della Storia non è certo di offendere la Storia di un altro Paese”.

In apertura del dibattito al Bundestag, giovedì, il presidente della Camera Norbert Lammert ha riconosciuto che un atto del genere su eventi storici avrebbe potuto scatenare il panico. Tuttavia, ha detto, “abbiamo anche visto che un apprezzamento onesto e autocritico del passato non mette a rischio le relazioni con altri Paesi. Infatti, è precondizione per la comprensione, la riconciliazione e la cooperazione”. Secondo il presidente Lammert, l’attuale governo non è responsabile di ciò che accade 100 anni fa, ma “condivide la responsabilità per ciò che accade in futuro”. Alcuni storici hanno commentato che la Germania, stretto alleato dell’impero Ottomano durante la Prima guerra mondiale, era consapevole del massacro in quel momento e l’aveva sostenuto politicamente. La mozione del Bundestag contiene un passaggio che riconosce “la complicità del Reich tedesco negli eventi”, e contiene ben sei citazioni all’Olocausto. Durante il dibattito di un’ora, il co-presidente dei Verdi, di origini turche, Cem Ozdemir, ha sostenuto che la mozione “non puntava il dito contro la Turchia, né affermava una supremazia morale, ma aveva lo scopo di incoraggiare la riconciliazione e l’amicizia turco-armena”.

Con la mozione tedesca di giovedì, salgono a venti i Parlamenti, tra i quali quello francese, italiano e russo, che in passato hanno definito l’eccidio degli armeni come un genocidio, e lo stesso papa Francesco ne parlò come “il primo genocidio del XX secolo” nel 2015. E lo stesso Presidente della Repubblica Federale tedesca Gauck usò quel termine in un discorso dell’aprile del 2015. In realtà, come sostiene l’autorevole settimanale Der Spiegel, questa mozione sul genocidio degli armeni era pronta da almeno un anno, ma fu messa in ghiacciaia su sollecitazione e su pressione della coalizione al governo, la quale temeva di mettere a rischio o di destabilizzare le relazioni turco-tedesche. Cosa è cambiato in queste ultime settimane?

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