“Guerra, Capitalismo & Libertà”: in mostra la Street Art di Banksy

“Guerra, Capitalismo & Libertà”: in mostra la Street Art di Banksy

“Guerra, Capitalismo & Libertà” è il nome della mostra dedicata allo street artist Banksy, ideata, promossa e realizzata da Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo, dal Presidente Emmanuele Francesco Maria Emanuele e curata da Stefano Antonelli, Francesca Mezzano e Acoris Andipa, che si terrà a Palazzo Cipolla, in via del Corso, 320 fino al 4 settembre 2016.

Banksy, artista di talento, prima ancora che street artist di fama internazionale, per scelta ha mantenuto sino ad ora celata la sua vera identità, creando attorno a sé un certo alone di mistero, aspettative e ipotesi. Si pensa che sia nato a Bristol nel 1974, dati questi che forniscono dei riferimenti sul periodo di attività e sulle influenze artistiche alle quali è stato esposto.

La mostra “Guerra, Capitalismo & Libertà” comprende un esteso corpus artis che lo riguarda (circa 150 opere, incluse 50 copertine di dischi), proveniente da collezioni private internazionali: dipinti originali, stampe, sculture e oggetti rari, molti di questi mai esposti in precedenza.

Lo stile che l’artista esercita è il frutto di tutto un insieme di tecniche che ha affinato sul campo, dettate dalla necessità di realizzare opere di grandi dimensioni in poco tempo e in ambienti metropolitani, come il contesto inglese nel quale è nato e cresciuto.

L’unione e la sperimentazione del graffiti writing insieme allo stencil ha conferito all’artista dei connotati unici che lo distinguono da chiunque altro.

Banksy è dunque un artista urbano che con la sua personalità eclettica e le sue propensioni all’anticonformismo ha generato nel corso degli anni consensi, curiosità e dibattiti attorno a sé, ma che di fatto ha enormemente influenzato negli ultimi anni la scena artistica a livello mondiale e catturato l’attenzione del pubblico già dalla fine degli anni Novanta, arrivando ad essere considerato oggi il massimo esponente del movimento conosciuto come Street Art.

La Fondazione Terzo Pilastro, ente no-profit che dal 2014 opera in campo sociale, sanitario, educativo, culturale nonché a supporto della ricerca scientifica, rivolge la propria attenzione proprio a questo fenomeno della Street Art, in continuo crescendo, continuando a mettersi alla prova con progetti di ampio respiro, come l’ultimo esperimento “Big City Life” di arte pubblica partecipativa che ha preso piede nel quartiere di Tor Marancia di Roma per la riqualificazione e il recupero del quartiere popolare periferico, riscuotendo sempre un enorme successo.

“Guerra, Capitalismo & Libertà “, ultimo investimento della Fondazione, è così una mostra no-profit, nata con l’intento soprattutto di far conoscere il contributo dell’artista ai ragazzi più giovani, delle scuole, allo scopo in primis educativo e didattico.

Le opere in mostra sono espressione di un’arte fatta di tanti elementi. Banksy infatti ha fatto sempre uso di diversi supporti: pittura, tela, serigrafia, scultura, con il coinvolgimento di persone e persino animali.

Le principali fonti di ispirazione della mostra sono tematiche che oggi fanno parte della nostra quotidianità: guerra, capitalismo e libertà, riunite dalla Fondazione sotto un unico denominatore comune che metta in luce agli occhi del pubblico la visione artistica di Banksy di fronte agli avvenimenti sociali e politici internazionali.

Tra tutte, la serigrafia più celebre è quella che rappresenta alcune scimmie che dichiarano “Laugh Now But One Day I’ll Be in Charge” (Ridete adesso ma un giorno saremo noi a comandare).

Tra le altre opere esposte: “Kids On Guns” (Spray On Canvas),  “Angelcopper” (L Andipa Gallery), “Trolley Hunters” (Serigraph Screenprint), “Girl With Balloon” (Screenprint), “Love Rat” (Screenprint), “Kids On Guns” (Spray On Canvas).

I lavori in esposizione, ottenuti da prestatori provenienti da tutto il mondo, sono caratterizzati da umorismo e umanità, evidenziando la volontà profonda dell’artista di non conformarsi e di uscire dagli schemi di una società che percepisce come ingiusta e lontana dalla sua concezione.

Motivo questo per il quale ha riscontrato sempre una certa difficoltà nell’essere inquadrato dai contemporanei spiegando anche il perché nessuna sua opera sia mai stata esposta all’interno di alcun museo privato.

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