GB. Ore 8.30 di venerdì 24 giugno, si è fatta la storia: i britannici votano per uscire dalla UE. Cameron annuncia le dimissioni in ottobre

GB. Ore 8.30 di venerdì 24 giugno, si è fatta la storia: i britannici votano per uscire dalla UE. Cameron annuncia le dimissioni in ottobre

La vittoria del ‘Leave’ al referendum britannico è stata ufficializzata alle 8.30 ora di Roma da Jenny Watson, presidente della Commissione Elettorale. Parlando dal municipio di Manchester, Watson ha confermato che i voti a favore della Brexit sono stati 17.410.742 e quelli a favore della permanenza nella Ue 16.1414,241 su un totale di 33.577.342 votanti. Shock da referendum sul mercato dei titoli di Stato dell’Eurozona dopo la vittoria degli euroscettici in Gran Bretagna. David Cameron annuncia le dimissioni dopo la vittoria della Brexit. Il premier britannico, in una dichiarazione da Downing Street, dice: “Penso che il Paese abbia bisogno di un nuovo leader”. Ed il nuovo primo ministro sarà eletto “in ottobre”, al congresso del Partito conservatore. Cameron chiarisce anche che sarà “il nuovo primo ministro a condurre i negoziati” per l’uscita dall’Unione Europea.

Lo scenario di uscita di Londra dalla Ue spinge gli investitori a puntare sui titoli di Stato dei paesi “core” dell’Eurozona, come la Germania, penalizzando quelli dei paesi “periferici”, come l’Italia. I market maker stanno abbassando i prezzi di vendita e di acquisto sui titoli dell’Europeriferia e li alzano su quelli dell’area “core”. Al momento, sulla piattaforma Investing.com, il Btp viaggia con un rendimento in aumento fino all’1,62% e il Bund in calo fino a -0,l75%, movimenti che hanno determinato un aumento dello sprea Btp-Bund è salito fino a 180 punti, circa 50 punti più di ieri. Ora viaggia in area 166 punti in quanto il rendimento del Btp è sceso in area 1,53% e quello del Bund è risalito a -0,13%.

In Piazza Affari stanno facendo faticosamente prezzo quasi tutti i titoli e l’indice Ftse Mib cede l’11%. Nelle ultime cinque sedute la Borsa di Milano ha guadagnato quasi il 10%, ma ora è un bagno di sangue senza precedenti: Mediolanum, Bper, Mps, Bpm e Banco popolare – congelate in asta di volatilità – segnano perdite teoriche superiori al 20%, con Intesa che agli scambi normali cede il 19% a 1,8 euro. Tra gli altri titoli Telecom perde il 14%, Mediaset, Generali a Fca segnano cali a due cifre.

Sul piano delle reazioni nelle cancellerie europee, la Francia ha deplorato la decisione britannica di lasciare l’Ue e ha rivolto un appello all’Unione Europea a “reagire” per “ritrovare la fiducia dei popoli”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Jean-Marc Ayrault. “L’Europa continua ma deve reagire e riconquistare la fiducia della gente. E’ urgente”, ha detto Ayrault sul suo account Twitter, nella prima reazione ufficiale da Parigi allaBrexit. Il ministro si è poi detto “addolorato per il Regno Unito”. Il presidente francese Francois Hollande non ha ancora reagito al voto del britannici che, con il 51,9%, si sono pronunciati per lasciare l’Ue. Secondo l’Eliseo, il capo dello Stato parlerà alla stampa al termine di una riunione ministeriale convocata alle 09:00.

“Maledizione, un brutto giorno per l’Europa”. Lo ha twittato il vice cancelliere tedesco Sigmar Gabriel. E’ la prima reazione di un membro del governo tedesco alla vittoria della Brexit al referendum, mentre il presidente del Parlamento Ue, Martin Schulz, avrà un colloquio con il cancelliere Angela Merkel, per evitare una “reazione a catena”.

Da fonti di Palazzo Chigi si apprende che si è tenuta questa mattina presso la Sala Situazioni della Presidenza del Consiglio una riunione sugli esiti del referendum inglese, convocata dal Primo Ministro Matteo Renzi. Alla riunione hanno partecipato il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, il Ministro per lo Sviluppo Economico Carlo Calenda, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Marco Minniti e il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco. La Direzione del Partito democratico convocata per questo pomeriggio è stata rinviata a data da destinarsi.

Intervistato da Radio Vaticana, Romano Prodi, ex presidente della Commissione, ha detto: ”Sono andato a dormire con la tranquillità che la Gran  Bretagna rimanesse nell’Unione e questa mattina mi sono svegliato con la consapevolezza che tutto era diverso… Poi discuteremo di tutte le conseguenze nel breve periodo, delle Borse che scendono, anche se questo mi preoccupa fino a un certo punto, perché credo che le conseguenze economiche non siano grandissime. Ma questa Brexit è il grande segnale del malessere non nei confronti dell’Europa, ma di tutta la politica che viene fatta oggi ovunque”. Per Prodi, ”da tutte le notizie che arrivano dal Regno Unito si vede che sostanzialmente abbiamo la stessa distribuzione, che abbiamo ovunque in Europa, tra i partiti tradizionali e i partiti populistici: nel centro città le persone più sicure e più tranquille hanno votato per rimanere in Europa, ma il resto del Paese ha votato per uscire. E la Gran Bretagna è molto tipica di questa differenza, perché la distanza che vi è nel tenore di vita e nelle prospettive del futuro fra Londra e il resto del Paese è elevatissima! Noi abbiamo sistemi politici che non rispondo a quelle che sono le esigenze della gente”. Su un possibile effetto contagio in Ue, l’ex presidente della Commissione Ue dice che ”il problema del contagio certo che c’è, meno di quello che la gente pensi, perché i Paesi dell’Europa orientale, dell’ex area dell’Unione Sovietica, che sarebbero i più tentati, ricevono però quantità cospicue di risorse dall’Unione Europea e quindi il loro tenore di vita precipiterebbe. Andiamo adagio a parlare di dissoluzione”.

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