Fondazione Di Vittorio in una ricerca sul Jobs Act: finiti gli incentivi, cala l’occupazione

Fondazione Di Vittorio in una ricerca sul Jobs Act: finiti gli incentivi, cala l’occupazione

Una ricerca della Fondazione Di Vittorio certifica il calo rilevante dei nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato. Stabili i contratti a termine, mentre è boom dei voucher. Prosegue l’invecchiamento dell’occupazione, in calo anche le retribuzioni.

Calano in modo rilevante i nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato, mentre restano stabili le assunzioni a termine, che rappresentano ormai più dei due terzi dei nuovi rapporti di lavoro. Ed è boom di voucher, che segnano addirittura il 154 per cento in più rispetto al primo quadrimestre del 2014. È quanto emerge da un rapporto della Fondazione Di Vittorio, che si pone l’obiettivo di dare una lettura ragionata dei dati Inps sulle assunzioni relative al primo quadrimestre 2016. Il lavoro precario e instabile resta, dunque, sempre più la forma assolutamente prevalente di accesso al lavoro. E il fatto che le nuove attivazioni a tempo indeterminato siano inferiori non solo al 2015, ma anche al 2014, dimostra in maniera evidente che il vero elemento che ha mosso le aziende è stato quello degli incentivi.

Tra i lavoratori dipendenti del settore privato (esclusi domestici e agricoli), si legge nella ricerca, i nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato nel primo quadrimestre 2016 sono stati 432 mila; inferiori non solo a quelli dello stesso periodo del 2015 (666 mila), ma addirittura al primo quadrimestre del 2014 (483 mila). Le assunzioni a termine restano invece stabili: sono pari a circa 1,1 milioni, rappresentando il 69 per cento dei nuovi rapporti di lavoro. Se si prende poi a riferimento anche l’andamento dei voucher (+43 per cento rispetto al primo quadrimestre 2015 e addirittura +154 rispetto allo stesso periodo del 2014) non si può non notare “che il lavoro precario e instabile – scrive la Fondazione Di Vittorio – resta la forma assolutamente prevalente di accesso al lavoro”.

Anche le trasformazioni in tempo indeterminato (107 mila) sono in calosia rispetto al primo quadrimestre 2015 (‑58 mila) sia al corrispondente periodo del 2014 (‑28 mila). La variazione netta del tempo indeterminato nel primo quadrimestre 2016 è pari a +73 mila unità, contro +329 mila del primo quadrimestre 2015 e le +108 mila dello stesso periodo del 2014.

Dal rapporto emerge, inoltre, che prosegue l’invecchiamento dell’occupazione. Nel primo quadrimestre 2016, infatti, sono stati instaurati 97 mila nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato fino a 29 anni di età, contro i 207 mila dai 40 anni in su (di cui 90 mila sopra i 49 anni).

Per quanto riguarda invece le retribuzioni, nel primo quadrimestre del 2015 sia quelle delle assunzioni sia quelle delle trasformazioni a tempo indeterminato sono risultate più basse rispetto a quelle del primo quadrimestre 2014 (-0,9 per cento per le assunzioni a tempo indeterminato, -1,6 per le trasformazioni dei contratti a termine). L’esonero contributivo è stato quindi utilizzato per assumere in livelli di inquadramento mediamente inferiori a quelli dell’anno precedente. Nel primo quadrimestre 2016 invece, si ritorna alla norma per quanto riguarda i livelli di inquadramento.

da rassegna.it

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