Europei di calcio. Italia agli ottavi, battuta la Svezia con un gol di Eder

Europei di calcio. Italia agli ottavi, battuta la Svezia con un gol di Eder

Il primo obiettivo è raggiunto: battendo la Svezia 1-0 con un gol di Eder all’88’ l’Italia di fatto è la seconda squadra qualificata agli ottavi di finale di Euro 2016 insieme alla Francia. Con 6 punti in due partite nel Gruppo E, gli Azzurri se domani l’Irlanda non batte il Belgio saranno sicuri anche del primo posto. Conte alla vigilia aveva detto niente calcoli e così è stato: primo tempo controllato, ripresa con assalto all’arma bianca guidato dal neo entrato Zaza. Proprio l’attaccante lucano con il suo pressing, il suo movimento continuo su tutto il fronte d’attacco, ha cambiato la partita portandosi dietro il resto della squadra. Un successo legittimato anche dal palo colpito da Parolo sempre nel secondo tempo. Alla Svezia non è bastato Ibrahimovic, anche se c’è da dire che il fuoriclasse di Malmo è stato ben controllato dalla difesa azzurra. Retroguardia che non ha preso gol per la quarta partita consecutiva, a conferma di una solidità ormai ai limiti della perfezione. In effetti, ancora di più che contro il Belgio, Buffon di fatto non è mai stato chiamato in causa.

La rivincita di Eder: il gol qualificazione dell’Italia agli ottavi degli europei è arrivato dal 29enne attaccante interista che in tanti avrebbero voluto vedere a casa per lasciar spazio a un Pavoletti o a un Lapadula. Ma l’italo-brasiliano di Santa Catarina ha dimostrato, al di là dell’unica rete segnata in nerazzurro da fine gennaio a metà maggio dopo le 12 del girone d’andata, che quella maglia azzurra numero 17 è meritata. Con la Svezia ha ritrovato quella rete in azzurro che gli mancava da ottobre contro l’Azerbaigian. Ma già contro il Belgio è stato molto utile anche in fase di ripiegamento: è tornato a rincorrere Lukaku fino alla propria area di rigore, dopo l’errore di Darmian ed ha ripiegato, spendendo il fallo e prendendo il giallo, per fermare Mertens lanciato in contropiede dopo un altro errore di un compagno di squadra. Con la Svezia è stato tra i migliori fino al gol decisivo in zona Cesarini.

Lui, l’uomo del destino che ha affossato Ibrahimovic e soci, non ha sassolini da togliersi: “Il calcio è così, in un anno possono capitare momenti belli e momenti difficili ma anche gioie così, per questo il calcio è cosi’ bello. Il lavoro che ho fatto sta dando i suoi frutti, ho lavorato tanto a casa per questo Europeo e mi sono fatto trovare pronto”. “A questi europei non ci sono partite facili”, ha commentato l’oriundo di origine veneta al termine della partita, “lo si è visto nelle altre gare. La Svezia è una squadra tosta, ma abbiamo fatto meglio, tenevamo a questa vittoria e l’abbiamo meritata”. “Vediamo dove possiamo arrivare”, ha aggiunto, “l’importante è che, dovunque arriviamo, lo facciamo senza rimpianti. Dobbiamo dare tutto come stiamo facendo, la nostra forza è il gruppo: siamo 23 ragazzi, tutti contenti, anche chi non ha avuto spazio, di festeggiare con noi, e’ la cosa piu’ bella”.

Antonio Conte, a fine partita, non è riuscito a nascondere alle telecamere non solo la sua felicità, ma anche la sua rabbia: “Agli ottavi con un turno di anticipo è fantastico: è pura gioia, e vorremmo condividerla con i tifosi, Vorremmo che la nostra passione, in campo, unisse tutti gli italiani in un momento difficile per il Paese. E vorrei che le migliaia di tifosi che vengono a seguirci indossassero una maglia azzurra, non importa che sia della nazionale, basta anche una t-shirt blu”. Tutti uniti contro gli scetticismi, è il messaggio del ct motivatore. Conte si toglie un sassolino dalle scarpe: “Ci hanno fatto partire con le ruote sgonfie, e davvero pochi avrebbero detto che dopo due partite eravamo qualificati. Anzi, in tanti ci davano subito fuori…”, è il messaggio che cela la rabbia per gli stage negati.

Dopo la vittoria di oggi a Tolosa contro la Svezia (1-0), la Nazionale di Antonio Conte tornera’ in campo mercoledi’ 22 giugno per affrontare l’Irlanda a Lille nella terza e ultima gara del gruppo E degli Europei.

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