Elezioni. La vittoria di Raggi a Roma e di Appendino a Torino, e la sconfitta del Pd e di Renzi nei commenti della stampa internazionale

Elezioni. La vittoria di Raggi a Roma e di Appendino a Torino, e la sconfitta del Pd e di Renzi nei commenti della stampa internazionale

“Un partito anti-establishment fondato da un comico ha trionfato nelle elezioni amministrative, stracciando i candidati di Matteo Renzi a Roma e nell’altra città chiave di Torino, volgendo lo sguardo lunedì verso il prossimo obiettivo – il governo nazionale”, ecco come l’Associated Press in un dispaccio di lunedì 20 giugno alle ore 14 ha raccontato al mondo la sintesi di quanto è accaduto ai ballottaggi di domenica 20 giugno. E prosegue: “la candidata del Movimento 5 Stelle, Virginia Raggi, avvocatessa con un passato di consigliera comunale, per tre anni, ha ottenuto il 67,2% dei voti nel ballottaggio di domenica, divenendo il primo sindaco donna della capitale, dilaniata dalla corruzione, e a 37 anni anche la più giovane”. L’agenzia aggiunge che la sconfitta di Piero Fassino a Torino, e la vittoria di Chiara Appendino, rappresentano l’imbarazzo maggiore per Matteo Renzi, proprio per la statura politica di Fassino, ex segretario Ds e “veteran Democrat”. Tra le cause della sconfitta di Roma, l’Associated Press sottolinea gli enormi scandali, simil mafiosi scrive, che hanno coinvolto personalità democratiche e lo stile di governo del partito di Renzi, contestandogli “un’impudenza al limite dell’arroganza”. L’unica consolazione di Renzi, scrive ancora l’agenzia internazionale, viene da Milano, dove il suo candidato Sala ha ottenuto il 51,7% dei voti, battendo il candidato del centrodestra Parisi. Poi però l’agenzia aggiunge: “la sconfitta dell’avversario della Raggi a Roma, Giachetti, era ampiamente prevista, data la rabbia profonda dopo gli anni della corruzione al Campidoglio. Le inchieste hanno condotto all’arresto di decine di politici e di loro sodali, tra i quali molti democratici e personaggi di centro-destra. Il deterioramento dei servizi pubblici come il trasporto pubblico e la raccolta rifiuti ha alimentato la determinazione degli elettori a buttar via la vecchia guardia”.

Il lungo servizio della BBC World sulle elezioni

Prima in un lungo servizio dall’Italia, poi sul suo sito web, anche la BBC World ha raccontato le elezioni amministrative italiane, con qualche differenza rispetto alle scelte dell’Associated Press. Ad esempio, la BBC World ha parlato dei 5Stelle come Movimento antiglobalizzazione che sta preparandosi per un’alternativa alle elezioni parlamentari del 2018. Inoltre, ha detto sempre la BBC al suo pubblico mondiale di lingua inglese, “I Cinque Stelle si presentano come la principale opposizione prima del voto, e il successo di domenica si è esteso oltre Roma. Hanno vinto in 19 città, medie e grandi, su 20 nelle quali avevano candidati sindaci”. Poi ha mandato in onda la dichiarazione del neosindaco di Torino Appendino, per la quale non si tratta di un voto di protesta, ma di orgoglio e cambiamento, con la promessa di restituire fiducia tra il popolo di Torino e i suoi rappresentanti in Consiglio comunale. A proposito di Roma, la BBC dice che la capitale ha contratto un debito complessivo pari 13 miliardi di euro, il doppio del suo bilancio annuale. “I romani sono frustrati”, dice la BBC, “dalle buche stradali, dai rifiuti urbani e dai problemi legati al trasporto pubblico e all’abitazione”. La chiusura però è dedicata a Napoli e a Luigi De Magistris, che ha vinto il suo mandato con i due terzi dei voti e ha reso la città una delle più belle d’Europa. Il servizio è firmato da James Reynolds, inviato a Roma.

L’articolo su Al-Jazeera

L’emittente internazionale in lingua araba Al Jazeera presenta anch’essa un servizio sulle elezioni amministrative, puntando sulla vittoria grillina e la sconfitta di Renzi. Ovviamente al centro del servizio le due neosindache, Raggi e Appendino, descrivendone il curriculum e gli effetti sulle due città. Tuttavia, Al Jazeera critica aspramente le politiche di Renzi: “diventato nel 2014 primo ministro, ha promesso di rivitalizzare l’Italia, ma ha dovuto far fronte alle difficoltà di una crescita economica inesistente e alla impossibilità di creare occupazione dopo anni di stagnazione. È stato inoltre colpito da ripetuti scandali nel settore bancario”.

International Business Times parla di schiaffone a Renzi

L’International Business Times ne parla sul sito Internet in questo modo: “Roma ha eletto la prima donna sindaco, infliggendo uno schiaffone al Partito democratico del primo ministro Renzi”. Poi cita un paio di dichiarazioni della Raggi, “Per la prima volta Roma ha una donna sindaco in un’età in cui l’uguaglianza di opportunità resta un miraggio” e naturalmente che sarà sindaco di tutti i romani. E infine commenta: “il partito anti-establishment M5S è stato fondato dal comico Beppe Grillo sette anni fa. Dopo le vittorie massicce di Roma e Torino, il partito sta ponendo una seria minaccia al Pd. Il premier Renzi punta tutto su un referendum in ottobre, in cui vuole sostenere ampie riforme costituzionali”.

Per Liberation “il conto elettorale pagato da Renzi è salato”

Per quanto riguarda la stampa di lingua francese, il corrispondente da Roma di Liberation parla di “conto elettorale salato per Matteo Renzi” e afferma che egli è il grande sconfitto. Eric Jozsef scrive che fonti anonime nel Pd parlano “di una sconfitta senza attenuanti a Roma e Torino”. E dopo aver elencato le cifre del successo della Raggi, Liberation scrive anche che nei quartieri popolari della capitale, come Tor Bella Monaca, il M5S supera il 70%. Joszef scrive che se nella capitale afflitta da incuria burocratica e da corruzione la sconfitta era attesa, il successo della Appendino a Torino è un vero e proprio colpo di scena, che nasce dalla trasformazione sociale del capoluogo piemontese, legato alla Fiat. Nonostante la crisi, scrive Liberation, “Torino è diventata città dinamica e attrattiva dopo aver tratto profitto dalle Olimpiadi invernali del 2006. E nonostante tutto ciò, l’ex ministro e sindaco uscente Piero Fassino è stato battuto”. Per Renzi, dunque, il conto pagato alle elezioni del 19 giugno è salatissimo, e Liberation snocciola altre realtà. Il punto politico sollevato dal quotidiano francese è il seguente: “due anni dopo il suo arrivo al potere, il segretario (‘patron’ nel testo) del Partito democratico è gravemente fragile. Per la prima volta, registra una sconfitta elettorale di proporzioni notevoli. Polarizzando la vita politica italiana sulla sua persona, ha trasformato, nonostante lo abbia negato, un’elezione locale in una disputa nazionale”. Lo scrutinio di domenica scorsa ha segnato i limiti della strategia di Matteo Renzi, secondo Liberation: quando dice di volersi rivolgere agli elettori di destra per allargare la base del partito e far barriera contro il M5S, sembra proprio che invece quell’elettorato abbia preferito votare per i candidati grillini per sconfiggere i democratici.

In sintesi, la sconfitta elettorale è letta dai maggiori organi di stampa internazionali come una debacle di Matteo Renzi e del Pd. Non hanno torto. È andata così, nonostante l’affanno dei velinisti di Palazzo Chigi che si sono affrettati a sottovalutarne la portata. Sul piano internazionale, Renzi è più debole, e ora il referendum costituzionale di ottobre pare ancora più decisivo per ripristinare la credibilità internazionale intaccata. La sua, ovviamente, non quella dell’Italia. C’è da attendersi quattro mesi di intensa attività mediatica da parte del premier. Speriamo che la lezione di domenica scorsa porti consiglio ai direttori e ai giornalisti: si può vincere anche senza l’appoggio palese dei maggiori quotidiani e delle tv, perciò si adoperino per maggiore autonomia e per la parità degli spazi per il Si e per il No. È l’unica garanzia per una competizione referendaria leale.

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