Due tragedie. A Spilimbergo giovane donna uccisa dal fidanzato che poi spara. A Taranto marito uccide moglie e figlio. Non accettavano la separazione.

Due tragedie. A Spilimbergo giovane donna uccisa dal fidanzato che poi spara. A Taranto marito uccide moglie e figlio. Non accettavano la separazione.

Due tragedie, una a Spilimbergo, provincia di Pordenone, dove una ex guardia giurata ha ucciso, secondo una prima ricostruzione, la fidanzata sparandole quattro colpi di pistola, poi si sarebbe suicidato. L’altra tragedia a Taranto, un uomo di cinquanta anni ha picchiato e strangolato  la moglie, vent’anni più giovane di lui. Poi ha lasciato l’abitazione insieme al figlio di 4 anni per recarsi in una casa di campagna. Lo ha ucciso con un colpo di pistola poi si è sdraiato sul letto, gli si è steso accanto. E si è sparato alla testa con la stessa arma. Due tragedie, due motivi simili, quelli che ogni giorno ormai si trovano sulle cronache dei giornali: gli uomini. Gli uomini fidanzati o mariti non accettano la separazione da fidanzate e mogli., quasi  fossero  oggetti in loro possesso.

A Spilimbergo vittime sono  Michela Baldo di 29 anni e il fidanzato Manuel Venier, ex guardia giurata di 37 anni. I corpi sono stati trovati sul pavimento della cucina. I due si erano lasciati qualche giorno fa e Venier aveva  creato un gruppo su Whatsapp dal nome “Addio” nel quale aveva cominciato a postare messaggi di sconforto e disperazione, nei quali faceva intuire la sua intenzione di suicidarsi. Sono stati i carabinieri della locale stazione a scoprire l’omicidio-suicido, allertati dai parenti  della ragazza. I due erano stati conviventi, nella casa della ragazza, ma Venier si era allontanato da qualche giorno, rimanendo però in possesso delle chiavi dell’appartamento. Ieri sera l’uomo ha parcheggiato la sua macchina vicino, ma non davanti alla casa, per non farsi notare dai genitori dei lei, che risiedono poco distante. Poi ha aspettato che Michela tornasse dal lavoro intorno alle 21.30.  e l’ha uccisa.

A Taranto La seconda tragedia ha per protagonista Luigi Alfarano, uno nei coordinatori delle attività promozionali della  Associazione nazionale tumori, la moglie, Federica De Luca, trent’anni, arbitro della Fipav, (Pallavolo) è stata trovata morta martedì sera nel proprio appartamento al terzo piano di uno stabile di via Galera Montefusco, a Taranto, alle spalle della Concattedrale. Alfarano sulla pagina Facebook aveva postato la foto, dedicata al figlio di quattro anni, con la scritta ‘Andrea ti amo’ impressa sulla sabbia.  Proprio martedì  i due coniugi avrebbero dovuto presentarsi in uno studio legale per discutere della loro separazione. È stata la mamma di Federica, non avendo più notizie, a chiedere aiuto alle forze dell’ordine. I vigili del fuoco hanno sfondato la porta dell’abitazione di via Montefusco e hanno trovato il cadavere della 30enne, che presentava i segni dello strangolamento e di una colluttazione. Ma in casa non c’erano né il marito né il figlio. Sono stati poi ritrovati nella casa di campagna fra le zone costiere Chiatona e Pino di Lenne. Il palazzo in cui è stata uccisa Federica De Luca si trova a poca distanza dallo stabile di via Gobetti in cui otto anni fa, nel marzo del 2008, si consumò un’altra tragedia familiare. Un primario ospedaliero, Enrico Brandimarte, uccise con colpi di martello prima le figlie di 14 e 11 anni e poi la moglie, Anna Maria Fanelli, di 44 anni, e dopo aver chiamato un collega avvisandolo di aver compiuto il massacro si uccise recidendosi le arterie femorali con un bisturi.

Share

Leave a Reply

Your email address will not be published.