Campidoglio. Per la Comunicazione, Giachetti sceglie Perina: dal neofascista Fronte della Gioventù all’Msi, sempre con Alemanno. L’ombra di un ritorno

Campidoglio. Per la Comunicazione, Giachetti sceglie Perina: dal neofascista Fronte della Gioventù all’Msi, sempre con Alemanno. L’ombra di un ritorno

Quando Roberto Giachetti, con aria trionfante ha annunciato che aveva quasi completato la squadra degli assessori, certo che avrebbe vinto la corsa al Campidoglio, rendendo noto anche il nome del futuro responsabile della comunicazione, ho pensato di aver capito male. Giachetti ha detto: “La prima novità sono i Lavori pubblici che saranno affidati ad Alfonso Sabella. Sarà il mio capo di gabinetto. Poi ci sarà il professor Alberto Gambino, prorettore dell’Università europea che si occuperà di attività produttive, mentre Flavia Perina, già tra l’altro direttrice del Secolo d’Italia, sarà a capo della comunicazione”. Sono rimasto basito. Vada per Sabella, vada per il Pro Rettore che speriamo si occupi anche delle attività produttive della sua università, ma Perina proprio no, ci deve essere un errore. Forse Giachetti si è sbagliato. Ha fatto confusione, non può essere la giornalista del Secolo d’Italia, nata nel Fronte della Gioventù, l’organizzazione neofascista, poi esponente del Msi, la cui matrice risale alla Repubblica di Salò, la persona cui viene affidato il compito non di scrivere comunicati, il che sarebbe già disdicevole,vma quello di diffondere nel mondo l’immagine della Capitale d’Italia. “A rivoluzionare – dice Giachetti – il modo in cui comunica il Comune.”

Cuperlo, Gotor e Zedda che plaudono al candidati sindaco: niente da dire?

Cuperlo e Gotor, battaglieri, più o meno, esponenti della minoranza che con la loro presenza alla manifestazione di chiusura della campagna di Giachetti davano il loro contributo, il consenso, “noi ci siamo”, erano a conoscenza della  decisione di Giachetti? Hanno qualcosa da dire? E poniamo il problema anche al sindaco di Cagliari, Zedda, eletto nuovamente con i voti di Sinistra italiana in una alleanza in cui il Pd era minoritario, che è venuto a sostenere Giachetti, non si capisce bene a che titolo, o meglio si capisce fin troppo bene, se ha qualcosa da dire. O digerisce senza batter ciglio un brutto episodio come questo. Ci auguriamo che la ricostruzione che facciamo di questo oscuro episodio porti loro consiglio.

Il candidato sindaco del Pd pesca in uno dei periodi più torbidi della storia del neofascismo romano

A sciogliere ogni nostro dubbio è stato il Tempo, il quotidiano romano che ben conosce Flavia Perina. “Il candidato del Pd – scrive il quotidiano –  si gioca tutto per provare ad aggiudicarsi la corsa verso il Campidoglio.” E conferma che è proprio la Flavia Perina, quella del Secolo d’Italia. Giachetti non aveva fatto confusione: è  andato  a pescare  in uno dei periodi più torbidi della storia del neofascismo romano,  quando Alemanno era alla testa dei sostenitori di Pino Rauti, l’amico dei colonnelli greci e con lui fra gli altri Flavia Perina, protagonisti di un duro scontro con i finiani. Da ricordare la manifestazione di protesta compiuta nel 1989 durante la visita di George H.W. Bush al cimitero americano di Nettuno, che culminata con l’arresto di 11 militanti del Fronte della gioventù tra i quali l’allora segretario Gianni Alemanno e il dirigente nazionale Fabio Rampelli. Sono gli anni dei picchiatori fascisti all’università di Roma. Ma di tutto questo a Giachetti non fa né caldo né freddo. Anzi diventa pure arrogante, quella arroganza che gli esce fuori quando qualcuno lo tocca nel vivo. Gli viene chiesto: “Perina è di destra?”. Risposta di Giachetti : “È una scelta del tutto professionale. Ha straordinarie capacità e dovrà rivoluzionare la comunicazione al Comune di Roma. Se non mi disturba che sia stata di destra per tutta la vita? No, se ci sono persone brave faccio scelte in base alle competenze. Magari quei romani che votano o militano a destra se ne faranno una ragione”.

Bravi professionisti anche addetti alla comunicazione di paesi totalitari, non democratici. Il Minculpop

Ci permettiamo di ricordare al Giachetti che bravi professionisti erano anche addetti alla comunicazione di regimi certamente non democratici. In Italia per esempio, forse il candidato sindaco di Roma, ignora il Minculpop. Per non parlare di altri paesi non proprio democratici.  Allora la professionalità lasciamola perdere. Si dice che ora è condirettore dell’Adn Kronos. Lasciamo perdere. Si dice che collabora a Huffington Post. E mica è il Vangelo? Oggi nei grandi giornali gli editori per pluralismo intendono poter sbandierare che nelle redazioni ci sono di destra, di sinistra, di centro, di nulla la maggior parte. Ci limitiamo a riportare dalle fonti Internet, Wilkipedia, per esempio, il curriculum della nostra. Il lettore potrà farsi un giudizio, dare una valutazione. Già che ci siamo riportiamo una dichiarazione di Matteo Orfini, il commissario del Pd. Di fronte al fallimento della manifestazione di chiusura della campagna elettorale di Giachetti, il Ponte della Musica semideserto, tanto che Rai Tre regionale non ha dato le immagini, gli  è stato chiesto: “Il nome della Perina, una strizzata d’occhio al centrodestra?”, ha risposto: “Non mi pare. È una professionista nota, stimata e autonoma dal centrodestra e credo saprà svolgere al meglio quel ruolo”.

Dal neofascista Fronte della Gioventù con Alemanno nella corrente di Pino Rauti

Allora andiamo a leggere il curriculum della candidata a gestire la comunicazione del Comune di Roma, ribadiamo, la immagine della Capitale nel mondo. Riportiamo testualmente: “Fin da giovanissima, aderì al Fronte della Gioventù e poi al MSI-DN. Nel 1977, a soli 19 anni, venne arrestata in una operazione di polizia, in seguito alla morte del militante di Lotta Continua Walter Rossi, avvenuta in uno scontro fra estrema sinistra ed estrema destra. Fu detenuta a Rebibbia per 40 giorni in regime di carcerazione preventiva, venendo poi assolta in fase istruttoria. Negli anni ottanta, fondò insieme ad altre dirigenti femminili il mensile Éowyn, primo esperimento di femminismo di destra. Assunta al Secolo d’Italia quotidiano di Alleanza Nazionale, nel 2000 ne divenne direttore responsabile. Nel 2006, venne eletta deputato alla Camera nella lista di Alleanza Nazionale nella circoscrizione della Toscana. Dal 6 giugno 2006 è componente della  Commissione (Cultura, scienza e istruzione).Nel 2008, è rieletta parlamentare nel Popolo della Libertà, aderendo nell’agosto 2010 a Futuro e Libertà per l’Italia

Esonerata dal Consiglio di amministrazione del Secolo d’Italia: assenza di pluralità

Resta direttore politico del giornale fino al 22 marzo 2011, quando il Comitato di Amministrazione de Il Secolo la esonera dall’incarico perché ‘la linea editoriale del giornale è stata caratterizzata da una sostanziale assenza di pluralità di posizioni, contribuendo in tal modo alla verticale contrazione delle vendite’. In sua difesa dichiara: l’arroganza e la prepotenza senza idee che caratterizza, purtroppo, il cosiddetto Popolo delle Libertà’. Non si ricandida alle Politiche del febbraio 2013. Dall’aprile 2014 è condirettore dell’ agenzia Adnkronos”.

Una sola sottolineatura: non  è politicamente molto stabile. Da Alleanza nazionale passa al Popolo delle Libertà, poi segue Fini quando rompe con Berlusconi, poi lascia Fini sempre in nome della professionalità. Ora se per caso vincesse Giachetti, riporterebbe in Comune l’ombra di Alemanno di cui era fedele seguace. Sempre nel nome della professionalità.

Share

Leave a Reply