Berlino. Vertice sulla Brexit tra Merkel, Hollande e Renzi. Oltre gli annunci, la stampa di lingua inglese vi legge differenze di posizioni

Berlino. Vertice sulla Brexit tra Merkel, Hollande e Renzi. Oltre gli annunci, la stampa di lingua inglese vi legge differenze di posizioni

Accelerare i tempi di uscita del Regno Unito dall’Unione europea: questo il messaggio unanime del vertice di Berlino di oggi tra il cancelliere tedesco Angela Merkel, il presidente francese Francois Hollande e il premier italiano Matteo Renzi. Nelle dichiarazioni alla stampa, prima dei colloqui riservati, Merkel, Hollande e Renzi hanno espresso rammarico per la decisione di Londra, sottolineando però anche la necessità di accelerare i tempi di uscita del Regno Unito, con un’Europa forte che deve guardare avanti.

Renzi: “Europa forte e capace di guardare al futuro”. Elogia la democrazia del referendum, ma dimentica che sulle trivelle aveva invitato a disertare le urne

“Il tempo è propizio per pensare a quel che ci unisce e non guardare solo le cose negative, ma comunque non c’è tempo da perdere”, ha ribadito Renzi. Secondo il premier, non bisogna minimizzare la portata della decisione britannica, ma “sappiamo anche che l’Europa è forte e capace di guardare al futuro”. “Siamo tristi per la decisione dei cittadini inglesi ma è anche vero che questo è un tempo propizio per pensare a quello che ci unisce”, ha aggiunto Renzi, secondo cui l’Europa non è solo regole e banche, ma anche sociale, volontariato, ideali, asili. “Il voto britannico va rispettato perché non si scherza con la democrazia, altrimenti i cittadini penserebbero che il loro voto non conta”, ha affermato il primo ministro italiano. Strano, detto dal premier che ha deciso di fissare la data del referendum sulle trivelle a distanza di sicurezza dal voto amministrativo e che aveva invitato a disertare le urne. Come al solito, ci sono referendum buoni e democratici, e referendum cattivi e non democratici. Se qualcuno voleva la prova che Renzi si comporta secondo lo schema gramsciano del “sovversivismo dall’alto”, eccola servita su un piatto d’argento.

Merkel: “nessuna pressione. Spetta a Londra dare avvio alle procedure secondo l’art. 50 del Trattato”

Anche secondo il cancelliere, bisogna chiudere il prima possibile la fase di attesa: “Nessuna pressione, ma non perdere tempo, anche se è a Londra che tocca attivare l’articolo 50 dei Trattati Ue per dare corso all’uscita dall’Unione”. I tre leader, come anche rilevato nel comunicato congiunto emesso alla fine, hanno posto l’accento anche su temi come crescita, occupazione, soprattutto quella giovanile, investimenti, sicurezza, Africa, Turchia e ovviamente l’emergenza migranti. “Ci rincresce che il Regno Unito non sarà più nostro partner nell’Ue”, ma “siamo fiduciosi che l’Ue sarà forte abbastanza per trovare le giuste risposte: non abbiamo tempo da perdere”, si legge nel documento di quattro pagine, secondo cui per andare avanti “è necessario che l’Unione continui a godere del sostegno dei suoi cittadini e cittadine”. In chiusura il comunicato ricorda anche il 60° anniversario della firma dei Trattati di Roma, il 25 marzo 2017, con Renzi che ha invitato per quella data a Roma Hollande e Merkel. “Sarà un momento importante per rafforzare l’unità dell’Europa e la nostra convinzione nel progetto europeo”, ha detto. Ma è stata proprio Angela Merkel a rendere nota una verità sacrosanta, colta innanzitutto dalla stampa britannica e americana. “Insieme con la questione dell’articolo 5o vi è la questione di che tipo di relazioni la Gran Bretagna cercherà con l’Unione Europea”, ha detto la cancelliera tedesca, riferendosi allo scoglio più duro relativo a come escogitare le nuove relazioni diplomatiche, economiche e politiche. Merkel, nella percezione della stampa di lingua inglese, è apparsa l’unica che ha predicato di fare le cose presto, ma soprattutto per bene. Infine, la cancelliera ha concluso con una frase sibillina sfuggita ai media nazionali: “dovremo considerare quale sia il nostro interesse e come vorremo procedere a partire da esso”. Insomma, l’impressione internazionale è che la Merkel stia giocando una partita più autonoma rispetto a Italia e Francia, più di quanto non sia apparso nel corso del vertice.

Nascita del direttorio trilaterale? Vedremo. L’asse Parigi-Berlino resta ancora egemone

Altro tema affrontato, il nuovo format di vertice a tre, che secondo i leader di Francia, Italia e Germania non rappresenta la nascita di un nuovo “direttorio”. “Non uso questo termine – ha precisato Merkel – ci sono sempre stati formati diversi e la decisione improvvisa di riunirci a tre ha dimostrato che questo è un formato molto positivo”. Il cancelliere ha poi rimarcato che anche in passato sono state sempre prese tutte le decisioni insieme: “In tre non si può decidere niente, ogni stato ha un voto”. Hollande ha osservato che Germania, Francia e Italia sono i paesi più popolosi e tutti e tre fra gli stati fondatori della Ue. “Visto che il Regno Unito ora non c’è è importante che noi tre andiamo avanti”, ha affermato il presidente francese.Hollande ha dichiarato come ora sia molto importante la presenza anche dell’Italia, “un paese che conta molto”. Anche Renzi ha respinto l’etichetta di direttorio per definire il vertice a tre di oggi. “Non c’è nessun direttorio nell’Ue, c’è una organizzazione anche un po’ complessa e ognuno porta il suo contributo”, ha detto Renzi, che ha sottolineato come l’Italia abbia fatto in questi anni riforme che non erano state fatte prima e può quindi dare un contributo migliore.

Il commento e l’interrogativo del New York Times

Efficace il commento del New York Times, che fin dall’inizio ha seguito il referendum britannico con interesse e diversi articoli. Ecco come l’autorevole quotidiano di New York commenta il vertice: “in che modo gli sforzi di cui parlano i tre si dimostreranno più dinamici ed efficaci rispetto al passato non è chiaro. La disoccupazione giovanile è cronicamente elevata in molti paesi dell’Europa del sud, ed ha ostinamente sconfitto ogni tentativo fatto in passato di ridurla. I tre leader hanno detto a proposito della Brexit di aver pensato quando si sono parlati venerdì mattina di sentirsi sgonfi, mosci, depressi, ‘come se avessimo perso qualcosa di prezioso’, come ha detto Renzi. Ma se la Gran Bretagna è così preziosa perché rinunciarvi ancor prima di dare inizio alla sua uscita?”. Un interrogativo ben posto, che milioni di europei dovrebbero fare proprio.

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